Arriva al cinema l’1 ottobre il film “La città dei vivi”, liberamente tratto dal libro omonimo di Nicola Lagioia, che esplora la terribile vicenda dell’omicidio di Luca Varani, avvenuto per mano di due giovani “di buona famiglia”, che aveva scosso l’opinione pubblica nel marzo del 2016. Dopo il podcast e lo spettacolo teatrale, l’adattamento, diretto da Edoardo Gabbriellini e con protagonisti Valerio Mastandrea ed Emanuele Maria Di Stefano, porta spettatrici e spettatori nella vita del giovane Luca, che farà un incontro destinato a cambiargli per sempre la vita – I particolari
Come ci aveva preannunciato l’83esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, questa sarà una stagione cinematografica ricca di film tratti o liberamente ispirati a libri. In questa lista corposa, attira l’attenzione un’opera che ha già visto diversi adattamenti, e che ora è pronta ad arrivare sul grande schermo, dall’1 ottobre.
Parliamo di La città dei vivi, film liberamente ispirato all’omonimo testo dello scrittore Nicola Lagioia, presentato al Lido nella sezione Orizzonti.
Dal testo era già nato un podcast, narrato proprio dall’autore e prodotto da Chora Media e uno spettacolo teatrale con alla regia Ivonne Capece, che ha debuttato al al Teatro Fontana di Milano nel 2025 (ne avevamo parlato qui).
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Di cosa parla La città dei vivi?

Quinto lavoro di Nicola Lagioia, autore pugliese vincitore del Premio Strega nel 2015 con La ferocia (Einaudi) ed ex direttore del Salone del Libro di Torino, La città dei vivi è un romanzo-inchiesta, pubblicato da Einaudi nel 2020.
Il libro parte dalla vicenda di cronaca nera che nel marzo 2016 scosse l’Italia: l’omicidio del 22enne romano Luca Varani, ad opera di Marco Prato e Manuel Foffo. Un omicidio che, all’epoca, fece molto discutere, in quanto apparve come privo di vere motivazioni e operato da due ragazzi “di buona famiglia”.
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Lagioia attraversa le strade della Capitale, una città in quel momento senza un sindaco ma con ben due padri, e scoperchia un vaso da cui esce ogni tipo di orrore: la corruzione, il consumo di sostanze stupefacenti tra giovani e adolescenti, le ripercussioni negative dei social sulla vita delle persone. Ma anche confusione sessuale, disuguaglianze, difficoltà nel diventare adulti, vuoti di identità e smarrimento.
Ciò che successe quella notte viene portato a galla attraverso interviste alle persone coinvolte nell’omicidio, testimonianze, documenti e anche lettere che l’autore ha scambiato con uno dei due assassini.
Cosa sappiamo sul film
“Tratto da una storia inspiegabilmente vera” e liberamente ispirato al romanzo, il film è diretto da Edoardo Gabbriellini e vede nel cast Valerio Mastandrea (il padre di Luca Varani) ed Emanuele Maria Di Stefano (che interpreta il ragazzo). Damiano e Fabio D’Innocenzo firmano la sceneggiatura e la produzione è di Eagle Pictures, Cinemaundici e Lungta Film con la partecipazione di HBO MAX.
Il film porta l’attenzione di spettatrici e spettatori su ciò che ha preceduto l’efferato omicidio: veniamo trasportati nella vita di Luca, che si muove nella periferia romana con gli amici e la ragazza e ha alle spalle una famiglia che lo ha adottato e lo ama. Una notte, il ragazzo, che sta cercando la sua strada, fa un incontro che cambierà per sempre il corso della sua vita.
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A proposito del film, Nicola Lagioia ha commentato con Skytg24: “La storia che ruota intorno all’omicidio di Luca Varani è delicata e rivela molte cose del tempo difficile in cui viviamo. Edoardo Gabbriellini possiede la giusta sensibilità e la visione necessaria a raccontarla per immagini nel migliore dei modi”.

Nella foto, Valerio Mastrandrea ed Emanuele Maria Di Stefano in una scena del film “La città dei vivi”
Per il regista, “questo film tenta di osservare con tenerezza un ragazzo non ancora uomo, attraverso le crepe e le derive delle sue fragilità e dei suoi sogni fuori fuoco”. Il film, continua poi Gabbriellini “non offre alcuna spiegazione per la tragedia, nessuna intuizione e nessuna teoria sugli adolescenti o sulla società di oggi. È un racconto di formazione interrotto, punteggiato da tutta l’umanità intorno al protagonista, che diventa un coro, o meglio la musica che scandisce il ritmo e l’atmosfera della città in cui si muove”.
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