Tra foglie che cadono, cottage di campagna, tazze di tè e giornate che si accorciano, l’autunno sembra fatto apposta per le storie d’amore. Forse perché, più di ogni altra stagione, ci ricorda che lasciare andare qualcosa non significa necessariamente perdere tutto… è infatti “la stagione delle seconde possibilità”… Ne scrive in questa riflessione Anna Premoli, che torna in libreria con “Tutto può succedere al Little Pumpkin Cafè”: “Il romanticismo che cerchiamo nei libri e nei film non è soltanto la promessa di trovare qualcuno da amare. È la promessa, molto più grande, che anche quando la nostra vita cambia improvvisamente direzione, la storia non è ancora finita…”
Ci sono stagioni in cui abbiamo voglia di leggere storie d’amore. E poi c’è l’autunno, quando improvvisamente sembra che tutte le storie d’amore abbiano più senso. Basta poco: una giornata di pioggia, una tazza di tè, una coperta sul divano, qualche foglia colorata fuori dalla finestra. Magari un film già visto, di quelli in cui sappiamo perfettamente come andrà a finire.
L’autunno ha qualcosa che rende il romanticismo quasi inevitabile, forse perché è una stagione di passaggio. L’estate è finita, l’inverno non è ancora arrivato e ci troviamo in quel territorio sospeso, in quella terra di mezzo in cui tutto può cambiare. Gli alberi lasciano cadere le foglie, le giornate si accorciano, torniamo negli spazi chiusi e caldi e riscopriamo piccoli rituali che avevamo dimenticato durante i mesi più luminosi. È una stagione che parla di trasformazione senza farne una tragedia, ed è forse proprio per questo che si sposa così bene con il romance.
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“Moltissime storie romantiche cominciano quando qualcosa è già andato storto”
Se ci pensiamo, moltissime storie romantiche cominciano quando qualcosa è già andato storto: una relazione finita, una carriera interrotta, qualcuno che ha dovuto lasciare la propria città, un progetto fallito. In poche parole, un personaggio si trova improvvisamente costretto a ripartire da zero, e noi seguiamo con grande interesse le sue vicissitudini perché le sue difficoltà sono, in fondo, anche le nostre.
Prima ancora dell’incontro amoroso, nel romance c’è quasi sempre una piccola o grande crisi, ed è qui che l’autunno diventa una metafora perfetta: anche il romance, come l’autunno, parla di ciò che lasciamo andare per fare spazio a qualcosa che ancora non conosciamo. Forse è questo uno dei motivi per cui continuiamo ad amare tanto queste storie: non ci promettono semplicemente che troveremo l’amore, ci raccontano che possiamo cambiare idea sulla nostra stessa vita.
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D’estate sogniamo spesso l’avventura…
Anche l’immaginario del romance autunnale racconta molto di quello che cerchiamo nelle storie.
D’estate sogniamo spesso l’avventura: il mare, una vacanza, un incontro casuale, un luogo lontano dalla vita di tutti i giorni. L’autunno, invece, ci riporta a casa. E infatti nei romance ambientati in questa stagione ritornano continuamente gli stessi luoghi: il piccolo paese, il cottage da ristrutturare, il pub, la libreria, il café, il negozio di quartiere. Ci sono caminetti, torte appena sfornate, passeggiate sotto la pioggia, cani troppo grandi per stare comodamente sul divano e persone che sembrano sapere tutto di tutti.
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Sono cliché? Certamente. Ma i cliché diventano interessanti quando ci chiediamo perché continuiamo a desiderarli. Forse perché, in un mondo che ci chiede continuamente di correre, l’immaginario del romance autunnale ci offre una fantasia di vita più concreta e più lenta, una vita fatta di luoghi in cui le persone si conoscono, di rituali ripetuti, di piccoli gesti. E, soprattutto, di una cosa che nel nostro quotidiano rischiamo di perdere: la possibilità di appartenere a una comunità. Non è un caso che tanti romance scelgano come centro della storia proprio un luogo in cui le persone si incontrano: una libreria, un pub, un negozio, un ristorante. Nel mio caso si tratta di un café.
Il primo passo per sentirsi di nuovo a casa
Il Little Pumpkin Café è il cuore del piccolo villaggio in cui arriva Ivy. È il posto dove si beve il caffè e il tè, si mangiano dolci, si scambiano pettegolezzi e, soprattutto, ci si incontra. Ivy arriva lì senza conoscere nessuno, poi, lentamente, comincia a conoscere tutti. E forse è proprio questo il primo passo per sentirsi di nuovo a casa.
Quando ho immaginato Ivy, non volevo che partisse alla ricerca di un uomo; volevo invece che partisse perché la sua vita era appena andata in pezzi. Nel giro di poche ore perde il lavoro e il marito e si ritrova senza i punti di riferimento che fino a quel momento avevano definito la sua esistenza. Quando scopre di aver ereditato un vecchio cottage nel Norfolk da una lontana parente, prende una decisione che, probabilmente, in condizioni normali non avrebbe mai preso: lascia Londra e parte. Il cottage è tutt’altro che il rifugio perfetto che aveva immaginato. È malandato, pieno di problemi e decisamente poco accogliente e anche il paese non è esattamente quello delle cartoline. Ma Ivy resta, trova un lavoro al Little Pumpkin Café, comincia a costruirsi una nuova quotidianità e, quasi senza accorgersene, comincia a conoscere persone che non avrebbe mai incontrato nella sua vecchia vita. Tra queste c’è Rupert. Se volete sapere come andranno le cose tra di loro, vi toccherà leggere il libro.
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Il romance ci permette di parlare dell’amore senza parlare soltanto dell’amore
Credo che una delle ragioni per cui il romance continua a essere così amato sia proprio questa: ci permette di parlare dell’amore senza parlare soltanto dell’amore. Parla di solitudine, di paura, di fallimenti, di cambiamenti, di famiglia, di amicizia. Parla del momento in cui ci accorgiamo che la vita che avevamo immaginato per noi non esiste più e dobbiamo trovare il coraggio di inventarne un’altra. E soprattutto ci ricorda che una seconda possibilità non deve necessariamente assomigliare alla prima.
Ivy non torna a essere la persona che era prima di perdere tutto; diventa qualcun’altra. Forse una persona più consapevole di ciò che vuole, forse più capace di scegliere, forse semplicemente più libera di immaginare una vita diversa. Ed è qui che, per me, l’autunno e il romance finiscono per incontrarsi davvero. L’autunno ci insegna che lasciare andare fa parte del cambiamento, che gli alberi possono spogliarsi senza smettere di essere vivi, che una stagione può finire senza che questo significhi la fine della storia. E il romance fa qualcosa di molto simile: ci dice che possiamo perdere qualcosa e trovare comunque un’altra strada e che possiamo arrivare in un posto che non avevamo scelto e scoprire che, forse, era proprio lì che dovevamo essere.
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La stagione delle seconde possibilità
D’altronde, anche il cinema si nutre da sempre di scenari autunnali. Come non ricordare la passeggiata autunnale a New York in Harry ti presento Sally, oppure il cappottino delizioso della protagonista di C’è posta per te, ma anche il romanticissimo Autumn in New York.
Credo siano questi i motivi per cui amiamo tanto le storie d’amore d’autunno. Non soltanto per le foglie rosse, i maglioni, la pioggia, il tè e i cottage di campagna, ma perché, in fondo, l’autunno è la stagione delle seconde possibilità. E il romanticismo che cerchiamo nei libri e nei film non è soltanto la promessa di trovare qualcuno da amare. È la promessa, molto più grande, che anche quando la nostra vita cambia improvvisamente direzione, la storia non è ancora finita.

L’AUTRICE E IL LIBRO – Nata nel 1980 in Croazia, Anna Premoli (qui i suoi articoli per il nostro sito) vive a Milano, dove si è laureata alla Bocconi. Il suo romanzo d’esordio, Ti prego lasciati odiare (edito da Newton Compton), è stato per mesi ai primi posti in classifica e ha vinto il Premio Bancarella nel 2013.
Autrice prolifica di romanzi rosa di grande successo, pubblicati in dodici Paesi e opzionati per il cinema, per la Newton Compton Editori Premoli ha pubblicato numerosi titoli, tra cui In amore vince chi rischia, Ti odio ma ti amo di più, Tutto troppo complicato, L’amore non è mai a prima vista, Tutto troppo segreto e Tutto troppo misterioso.

Anna Premoli nella foto di Yuma Martellanz
Tutto può succedere al Little Pumpkin Cafè è il suo nuovo romanzo. Ivy, la protagonista, si ritrova senza punti fermi dopo aver perso il lavoro e il marito nel giro di poche ore. Con la sensazione di non avere più nulla da perdere, parte alla ricerca di una nuova vita, trasferendosi da Londra in un vecchio cottage nel Norfolk, ereditato da una lontana parente.
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Eppure il desiderio di una vita tranquilla si infrange davanti alla realtà: il cottage è malandato e il piccolo villaggio che la accoglie sembra osservare ogni suo passo con una curiosità tanto discreta quanto costante. Ma, determinata a non lasciarsi abbattere, Ivy trova lavoro al Little Pumpkin Cafè, dove comincia a tessere la sua quotidianità e a conoscere la comunità del villaggio. E… Rupert: schivo, brusco e perennemente sulla difensiva. Ma dietro il suo sguardo impenetrabile si nascondono ferite che il tempo non è mai riuscito a guarire. E mentre battibecchi, incomprensioni e inattesi momenti di complicità si intrecciano alle loro giornate, Ivy si accorge che Rupert sta abbattendo, un pezzo alla volta, tutte le barriere che aveva innalzato…
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Fotografia header: Anna Premoli nella foto di Yuma Martellanz




