A suo modo, un romanzo “di frontiera” e di “formazione al maschile” (che nella seconda parte sfocia nel mistery), che racconta di come si diventa uomini in un contesto in cui il mito della virilità può condurre a scelte sbagliate. “La legge di Yellowstone” di Callan Wink, scrittore originario del Michigan (che lavora come guida di pesca a mosca), è una malinconica storia dal sapore ancestrale su due fratelli, Thad e Hazen, che devono sopravvivere alla scomparsa del padre. Un affascinante viaggio antropologico sul legame più primitivo ed epico tra l’uomo e il paesaggio. Quella che viene narrata è la vita degli americani che vivono lontani dai centri del potere economico, apparentemente più liberi, ma per questo più esposti al dilemma morale della giustizia…

Esce per Neri Pozza (traduzione di Ada Arduini) La legge di Yellowstone, romanzo di Callan Wink, quarantadue anni, scrittore originario del Michigan che vive nella caratteristica cittadina di Livingston, in Montana, dove lavora stagionalmente come guida di fly-fishing, la cosiddetta “pesca a mosca”. Nei mesi invernali, invece, si trasferisce a Santa Cruz, in California, per dedicarsi completamente alla scrittura.

Beartooth, titolo originale del romanzo, non si riferisce ai denti di un orso, ma è il nome che prende la catena montuosa che delimita l’area protetta del Parco nazionale di Yellowstone, uno dei parchi naturali più antichi al mondo. La legge di Yellowstone rimanda all’atto del 1872 del presidente Ulysses S. Grant che dichiaro l’area patrimonio naturale da preservare.

Uno stile influenzato dai grandi narratori dell’Ovest

Già autore della raccolta di racconti Dog Moon Run, alcuni dei quali apparsi sul New Yorker, e del romanzo d’esordio August, Wink si è formato al Master di Creative Writing dell’Università del Wyoming (da cui è uscita anche Kali Fajardo-Anstine, la scrittrice di Sabrina e Corina e Donna di luce).

La scrittura di Wink, influenzata dai grandi narratori dell’Ovest come Hemingway, Cormac McCarthy, Richard Ford e Annie Proulx, fino ai meno conosciuti Jim Harrison e Brad Watson, riesce a calare il lettore nelle atmosfere più autentiche dell’America selvaggia, restituendo un ritratto psicologico realistico dei personaggi radicati in quell’ambiente.

“La legge di Yellowstone” di Callan Wink

La legge di Yellowstone è la storia di due fratelli, Thad e Hazen, ventisei e ventisette anni, diversi come lo sono George e Lennie in Uomini e topi di Steinbeck, uno dipendente dall’altro, uno intelligente e l’altro apparentemente incapace. Sopraffatti dai debiti dopo la morte del padre, con un tetto da riparare, i due accettano la proposta rischiosa di sottrarre dal parco di Yellowstone il maggior numero possibile di palchi di alce per conto dello Scozzese, personaggio enigmatico, già noto alla cronaca per aver ammazzato un ragazzo.

Un’America lontana dalla politica e dalle ideologie progressiste

Callan Wink accompagna il lettore tra i paesaggi incontaminati e narra con un realismo crudo un’America lontana dalla politica e dalle ideologie progressiste, un luogo dove la natura sovrasta le vicende umane lasciando i personaggi soli di fronte allo scorrere inesorabile del tempo.

Emerge dal passato di Thad e Hazen una vita di sacrifici e duro lavoro nella segheria: sono giovani ma già con il viso scolpito da rughe profonde. La scomparsa del padre per i due significa non sapere più distinguere il bene dal male: è la fine dell’età dell’oro. 

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I due fratelli si trovano disorientati, plasmati dall’ambiente immutato in cui sono cresciuti, aggrappati alle vecchie tradizioni, e quindi agli insegnamenti del padre, incapaci di accettare il cambiamento necessario, eppure attratti come una calamita dal pericolo della libertà, del fare ciò che si vuole. Un inno alla libertà è in fondo tutto ciò che il paesaggio sembra offrire.

A suo modo, un romanzo di formazione al maschile

La legge di Yellowstone è a suo modo un romanzo di formazione al maschile: racconta di come si diventa uomini in un contesto in cui il mito della virilità può condurre a scelte sbagliate.

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Se Thad rappresenta la voce della saggezza, nel trarre il meglio da ogni attività, e incarna il ruolo del mediatore, o del “manager” come gli fa notare lo Scozzese, Hazen segue la parabola di una caduta dall’Eden, sempre sbilanciato per l’irrazionale, impulsivo e dominato dagli istinti, come lo dimostra l’attrazione per la figlia dello Scozzese. Affascinato dal suono della cornamusa, o semplicemente colpito dall’unica presenza femminile, esclusa la madre, il personaggio di Hazen è in fondo un’erede di Huckleberry Finn, come scherzosamente accennato da Thad, un ribelle che ragiona di testa propria.

Con la sua passione per la pesca, il desiderio di fuggire via fiume, all’avventura, fino a New Orleans, rientra nella figura ancestrale dei pionieri, dei cowboy, che per primi esplorarono i territori abitati dai nativi. Ma la fuga di Hazen non ha nulla di eroico, né di epico. La sua assenza si fa mistero, un giallo che getta ombre sulla sua moralità e sulla sua reale colpevolezza.

Nella seconda parte, il romanzo di frontiera sfocia infatti nel mystery

Callan Wink nella foto di Dan Lahren

Callan Wink nella foto di Dan Lahren

Nella seconda parte il romanzo di frontiera sfocia infatti nel mystery, quasi nel thriller, e ancora una volta l’ambiente domina sulle vicende umane. Sembrerebbe quasi che Yellowstone con i suoi fiumi e il suo passato millenario siano la chiave di lettura. La scoperta di Thad di un fossile raro chiude il cerchio di disperazione economica, ma lascia dubbi sui confini della legge a Yellowstone. Qual è il confine tra il guadagno privato e la giustizia civile?

Ricco di scene liriche che dipingono bene il Montana, La legge di Yellowstone è un affascinante viaggio antropologico, che racconta il legame più primitivo ed epico tra l’uomo e il paesaggio; un romanzo veritiero sulla vita degli americani che vivono lontani dai centri del potere economico, apparentemente più liberi, ma per questo più esposti al dilemma morale della giustizia.

Senza spettacolarizzazione o eccessiva drammatizzazione, Wink mette in scena una malinconica storia dal sapore ancestrale sulla resistenza degli uomini al cambiamento, quando tutto ciò che ci sembra familiare (le persone che abbiamo accanto, le attività quotidiane) smette di esserlo e la vita continua ad andare avanti, in ogni modo, a qualsiasi costo.

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