È venuto a mancare il poeta e traduttore Francesco Bruno, classe ’48, che ha tradotto autori dal calibro di Louis-Ferdinand Céline, Jean Giono, Jean-Michel Guenassia, Ismail Kadaré, Patrick Modiano e Jacques Prévert
Il mondo dell’editoria è in lutto per la scomparsa del poeta e traduttore Francesco Bruno, ricordato sui social dalle case editrici Salani e Ponte alle Grazie (“Non dimenticheremo mai la tua ruvida dolcezza, Francesco, la tua professionalità, la bellezza della tua prosa”).
Nato a Lerici nel 1948, Bruno ha affiancato Mario Spagnol alla Longanesi, “dove rimase incagliato per quasi un decennio”. In seguito, si è dedicato principalmente alla traduzione e alla poesia, alternandosi tra San Sepolcro e Venezia.
Traduttore in particolare dal francese, Bruno ha prestato la sua voce ad autrici e autori dal calibro di Nina Berberova, Philippe Besson, Louis-Ferdinand Céline, Philippe Claudel, Jean Giono, Jean-Michel Guenassia, Ismail Kadaré, Patrick Modiano, Jacques Prévert e Cédric Sapin-Defour.
Il suo ultimo lavoro, la traduzione di La piccola cameriera di Bérénice Pichat, ha appena ricevuto il visto di stampa e sarà in libreria alla fine dell’estate.
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