“Un’isola era un piccolo mondo a sé”, scriveva Agatha Christie. Da Elsa Morante a Madeline Miller, da Jules Verne a Tove Jansson, una lista di letture a tema isole (da Favignana a Lipari, da Procida alle più remote, selvagge e misteriose) per provare a conoscere, scoprire e comprendere le traiettorie uniche su cui si muovono questi piccoli universi remoti…
“C’era qualcosa di magico in un’isola: bastava quella parola a eccitare la fantasia. Si perdeva il contatto col resto del mondo, perché un’isola era un piccolo mondo a sé“.
Lo scriveva Agatha Christie e, al solito, aveva già capito tutto.
Le isole hanno un loro ritmo, un loro alfabeto. Hanno un loro modo di dare forma alle storie e di raccontarle. Un loro modo di vivere la quotidianità, con logiche altre rispetto a quelle della “terraferma”.
Il mare non è un panorama, ma una strada
Da più di un anno abito in uno di questi piccoli mondi a sé, Favignana.
19 kmq di isola al largo delle coste siciliane, di fronte a Trapani. Vivere a Favignana mi ha spiegato cosa intendesse dire Agatha Christie. Ho capito che la vita dell’isola è scandita dal vento; si controlla Windfinder e non le previsioni del tempo. Ho imparato che il mare non è un panorama, ma una strada, anche molto pericolosa, a volte percorribile e altre no.
Ho imparato il tempo lento e l’arte della noia. Ho imparato a ristabilire le mie priorità: di fronte a traghetti che non partono, a volte anche per giorni, ci si rende conto che – anche con tutti i piani saltati – il mondo continua a girare. Ho imparato che non sempre serve un’automobile, e che ci sono ancora posti in cui si vedono le stagioni passare. Ho imparato che la comunità è la nostra più grande risorsa, anche se spesso ce ne dimentichiamo.

Ho cercato di intercettare storie di isole
Così, in questo anno di vita isolana, ho cercato di intercettare storie di isole. Racconti di chi, questo strambo alfabeto, abbia già provato a decifrarlo. Ho raccolto qui le mie letture preferite sul tema. Una mappa capace di portarci in giro per questi piccoli mondi a sé, provando a capirci qualcosa.
Isole Piccole (Touring Club Italiano)

Le isole, soprattutto quelle molto piccole, sono spesso considerate la dimensione perfetta della felicità. Romanticizzate come si romanticizzano i luoghi che si vedono online, o in cui si va soltanto in vacanza. Eppure, le piccole isole sono anche luoghi remoti, scomodi, fragili, dimenticati, a volte inospitali. Molti di loro sono stati, e ancora sono, carceri o luoghi di confino. Favignana è uno di questi, per esempio. Oppure sono “paradisi fiscali, recinti per fuggiaschi, fantasie della mente e terre sempre più a rischio di scomparsa a causa della crisi climatica”. Luoghi, reali o figurati, in cui si intersecano storie distanti e che, per questo, diventano un’ottima sintesi del mondo tutto.
Isole Piccole (Touring Club Italiano) queste storie le raccoglie e lo fa attraverso le voci di Matteo Nucci, Chiara Gamberale, Marina Viola e molti altri. Il libro-rivista fa parte del progetto trimestrale MAPPE, in cui ogni numero “fornisce le coordinate su un tema che ha a che fare con la geografia e con l’immaginario”. Reportage, racconti d’autore, portfolio fotografici e graphic novel, illustrazioni e interviste, saggi, infografiche e, ovviamente, mappe contribuiscono a sviscerare in lungo e in largo il tema di ogni volume.
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Judith Schalansky, Atlante delle isole remote (Bompiani)

Judith Schalansky è un’autrice tedesca specializzata in topografia. Nel suo Atlante delle isole remote (Bompiani, traduzione di Francesca Gabelli), ci porta attraverso 56 isole remote, lontane da tutto e da tutti. Isole che non si possono trovare con Google Earth.
Da Tristan da Cunha all’atollo di Clipperton, dall’isola di Natale a quella di Pasqua. Attraverso questo viaggio per mare emergono, come terre in mezzo all’acqua, “storie di animali rari e uomini strani, di schiavi naufraghi e solitari studiosi di scienze naturali, di esploratori smarriti e folli guardiani del faro, di naufraghi dimenticati e marinai ammutinati”. Per capire l’alfabeto delle isole, questa è una lettura perfetta.
Silvia Ferrara, Il segreto delle isole (Feltrinelli)

Silvia Ferrara, professoressa ordinaria di Civiltà egee all’Università di Bologna, ha compiuto un viaggio letterario simile a quello percorso da Judith Schalansky. Attraverso lo studio di oceani e millenni, Ferrara cerca di rispondere a una serie di domande sulle isole: “Che cosa rende un’isola un luogo capace di inventare? Perché, nelle terre circondate dall’acqua, nascono segni, storie, scritture che altrove non avrebbero potuto vedere la luce?”.
Le sue risposte sono contenute nel libro Il segreto delle isole – Storie di linee, memorie nascoste e mondi inventati (Feltrinelli), un viaggio che è al tempo stesso esplorazione scientifica e avventura personale. Anche in questo caso, gli aneddoti non mancano: ci sono le grotte di Sulawesi, dove un maiale selvatico e le impronte affiancate di due mani raccontano una delle prime narrazioni della storia umana. C’è il silenzio vulcanico di Rapa Nui, dove i glifi rongorongo custodiscono ancora un mistero irrisolto. C’è il riturale della scrittura balinese e ci sono i segreti di un’isola nordica dove le incisioni si manifestano solo con la luce giusta. Ogni approdo racconta un tassello di umanità. Cosa che solo le isole sanno fare.
Rosita Manuguerra, Malanima (Feltrinelli)

Di tutte le storie isolane, ce n’è una che mi sta particolarmente a cuore. È Malanima, di Rosita Manuguerra (Feltrinelli), favignanese l’autrice e favignanese la sua storia. Le protagoniste sono Mia e Marina. Mia, con una madre convinta che l’isola sia l’unica realtà possibile e una zia andata via appena ha potuto. E Marina, la ragazza di città arrivata sull’isola con il desiderio di restare. Pur sembrando tanto distanti, le due ragazze hanno in comune storie antiche.
“Marina si trascina dietro legami ancestrali – sua madre Lia è legata a filo doppio con l’isola da un trauma e dall’antica amicizia con Teresa – e sembra destinata a riportare a galla segreti inconfessabili”. Gli elementi fondanti della trama sono questi, a cui Rosita Manuguerra ha aggiunto parole avvolgenti, a dare forma a un romanzo di formazione dalle geografie insolite, ma assolutamente universali. “Sapevo che l’isola può farti ammalare: sia che ti imponga di restare sia che ti costringa ad andar via”.

Bonus track, sempre ambientato a Favignana: Gioacchino – Favignana, la tonnara, il Rais, mio padre (Navarra Editore). L’autrice, Antonella Cataldo, è la figlia di uno dei più iconici Rais di Favignana. Il Rais è stato, durante il periodo di attività dello stabilimento favignanese per la lavorazione del tonno, la persona che guidava la mattanza, figura fondamentale per l’intera comunità dell’isola. Attraverso la storia di Gioacchino Cataldo emerge anche la storia di Favignana, con le sue complessità e le sue contraddizioni.
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Francesca Maccani, Agata del vento (Rizzoli)

Questa volta siamo a Lipari, Isole Eolie, nel 1902. Oggi Lipari è meta di vacanze e viaggi estivi, ma oltre un secolo fa doveva essere un’isola selvaggia, radicata nel mito ancor più di quanto lo sia adesso. A Lipari “le donne sono pescatrici, conoscono il respiro del mare e il soffio dei venti, portano il sale sulla pelle”.
Agata, 15enne bellissima e inquieta, vive con la madre e i fratelli dopo la partenza del padre per gli Stati Uniti d’America. “Non è come le altre ragazze. C’è chi la chiama majara – strega – ma lei è molto di più: può vedere il futuro, guarire mali incurabili e dominare gli elementi”. Quella di Agata è una storia vera mai raccontata, a cui l’autrice palermitana Francesca Maccani si è ispirata per il suo Agata del vento (Rizzoli), un romanzo che parla di coraggio, libertà e rinascita.
Tove Jansson, Il libro dell’estate (Iperborea)

“L’estate, l’ultima isola abitata prima del mare aperto nell’arcipelago finlandese, un paesaggio selvaggio e incontaminato, la casa lontana dalla civiltà, una nonna e una nipotina e, silenzioso nume tutelare, il padre“. Da sola questa presentazione vale la lettura, no? Anche questa volta, Iperborea ci regala un libro che è un gioiello, scritto da una delle autrici più memorabili e piene di talento del Nord Europa. Ne Il libro dell’estate (Iperborea, traduzione di Carmen Giorgetti Cima) Tove Jansson racconta l’estate di una bambina e di sua nonna che, su una piccola isola dell’arcipelago finlandese, trascorrono un tempo fatto di gesti quotidiani, scoprendo insieme la bellezza, la fragilità e il mistero della vita.
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Elsa Morante, L’isola di Arturo (Einaudi)

Un grande classico delle storie isolane: L’isola di Arturo (Einaudi). Elsa Morante racconta la crescita di Arturo, un ragazzo che vive isolato a Procida, tra il mito del padre, la solitudine e il desiderio di appartenenza. L’arrivo di una giovane matrigna incrina il suo mondo ideale e lo costringe a confrontarsi con l’amore, la delusione e, in definitiva, con il difficile passaggio all’età adulta. Un romanzo di formazione che, come quello di Rosita Manuguerra, si svolge in uno scenario insolito ma che, più di tanti altri, è fatto di tutte le sfumature dell’umanità.
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Altro grande classico isolano è quello scritto da Jules Verne, autore di alcune delle più grandi avventure letterarie – per mare, per terra e per i cieli. Il romanzo L’isola misteriosa (Feltrinelli, traduzione di Bruno Amato) è ambientato durante la Guerra di secessione. “Cinque uomini fuggono da una prigione sudista a bordo di una mongolfiera, ma una tempesta li porta molto fuori rotta, facendoli precipitare su un’isola all’apparenza selvaggia e disabitata“. Strani accadimenti, però, cominciano a insinuare qualche dubbio nei naufraghi. L’isola non sembra più così solitaria. Mentre i cinque cominciano le loro indagini, la natura si fa sentire, protagonista più che spettatrice. Così uno dei libri più famosi e amati di Verne diventa un viaggio attraverso la natura remota e selvaggia, quella del mondo e quella umana.
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Madeline Miller, Circe (Marsilio)

Chiudiamo questo viaggio tra le isole con un classico dei classici che, tra l’altro, ci riporta a Favignana: l’Odissea. La Circe di Madeline Miller (Marsilio, traduzione di Marinella Magrì) è, infatti, la maga raccontata da Omero, che ama Odisseo e trasforma i suoi compagni in maiali. Esiliata sull’isola di Eea, Circe scopre il proprio potere e affronta dèi, eroi e mostri in un percorso di libertà, amore e ricerca della propria identità. Attraverso il suo libro, Miller ripercorre la vita della maga dell’Odissea, trasformandola da figura marginale del mito a protagonista della propria storia.
E qui torna Favignana. Il regista vincitore di due Premi Oscar Christopher Nolan ha scelto Favignana come location principale per la sua Odissea, che uscirà nei cinema italiani il 16 luglio 2026. Favignana, nel film, è proprio Itaca, a cui Ulisse dovrà cercare di fare ritorno.
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