Parte dei proventi derivanti dalla vendita del nuovo fumetto di Zerocalcare, “Nel nido dei serpenti”, sarà devoluta al fondo per le spese legali degli imputati processo ungherese che vede tra le persone coinvolte anche Ilaria Salis e Maja T. (attualmente ancora in prigione). Un’opera dedicata “agli antifascisti e alle antifasciste accusate degli attacchi ai neonazisti durante il cosiddetto giorno dell’Onore a Budapest”. L’autore ha raccontato: “Mi spaventa il quadro internazionale, dove l’antifascismo viene equiparato al terrorismo. Passo dopo passo, ogni piccola concessione va verso un passato pericoloso che ritorna…” – I particolari

L’attualità raccontata dai fumetti? Sì, è possibile. In fondo lo si è sempre fatto. Basti pensare ai quotidiani: tra le notizie di cronaca e di politica c’è sempre spazio per strisce e vignette che raccontano il presente con uno sguardo diverso, spesso satirico. In alcuni casi, quelle vignette vengono poi raccolte in volumi e restano una testimonianza di determinati momenti storici e culturali. Ne è un esempio anche il nuovo libro di Zerocalcare, Nel nido dei serpenti, edito da Bao Publishing in collaborazione con Momo Edizioni.

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Zerocalcare, Nel nido dei serpenti

Non è certo un mistero che l’amatissimo fumettista romano sia da sempre molto impegnato socialmente e abituato a confrontarsi con l’attualità (e le sue distorsioni), e a esprimere il suo punto di vista attraverso le tavole.

Non a caso, nei giorni scorsi ha rinunciato a partecipare alla Fiera Più libri più liberi in polemica per la presenza tra gli stand della casa editrice Passaggio nel Bosco.

Apprezzato trasversalmente da più generazioni, l’autore di Rebibbia ha dimostrato in più occcasioni la capacità di riuscire a toccare argomenti anche molto lontani tra loro, alternando fumetti autobiografici – basti pensare al suo esordio La profezia dell’armadillo (2011) o al più recente Quando muori resta a me (2024) – a reportage giornalistici – come No sleep till Shengal (2023), che racconta della la comunità degli Ezidi, nel nord dell’Iraq – e storie per diverse testate, come L’Espresso e Internazionale.

Di cosa parla Nel nido dei serpenti

Proprio da quest’ultimo sono tratte le vignette che compongono parte di Nel nido sei serpenti. Il libro, infatti, raccoglie integralmente le storie sul processo ungherese “agli antifascisti e alle antifasciste accusate degli attacchi ai neonazisti durante il cosiddetto giorno dell’Onore a Budapest“, come ha raccontato lo stesso fumettista.

Si parla del processo per i fatti avvenuti tra il 9 e il 12 febbraio 2023, nella capitale ungherese, in cui un gruppo di 17 persone, tra cui l’europarlamentare (eletta nel maggio del ’24) Ilaria Salis, è accusato di aver attaccato dei militanti di estrema durante una manifestazione che celebra “il tentativo delle truppe naziste tedesche e ungheresi di rompere l’assedio sovietico della città nel 1945“.

La parte inedita del volume raccoglie invece l’esperienza dell’autore durante “un viaggio in Germania fatto quest’estate che per me è stato come scoperchiare un pozzo di ricordi di esperienze personali e collettive spesso molto dolorose, ma anche la scoperta di un passato recentissimo nel cuore dell’Europa fatto di anni di omicidi, esecuzioni, e connivenze”.

Al centro di queste pagine, l’esperienza di Maja T. che, al momento, è l’unica persona ancora incarcerata per i fatti ungheresi. La donna, la cui prigionia è in corso da più di un anno, rischia una condanna a 24 anni di carcere.

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“Mi spaventa il quadro internazionale dove l’antifascismo viene equiparato al terrorismo”

Seguo la vicenda del processo di Budapest in cui è coinvolta Ilaria Salis da tempo. Ma lei non è l’unica: adesso c’è Maja T., una persona non binaria di origine tedesca che rischia 24 anni di prigione. Così quest’estate sono andato a Budapest e poi in Germania a fare incontri vari e interviste. Ne sono venute fuori 115 pagine. Poi mi sono reso conto che, se non ci fossero state le due parti precedenti che avevo pubblicato su Internazionale, sarebbero mancati dei pezzi di ragionamento importanti per il pubblico italiano e così, alla fine, è venuto fuori questo volume di 200 pagine che mette insieme tutto…”, ha raccontato Zerocalcare a Robinson di Repubblica, aggiungendo, tra le altre cose: “Mi spaventa il quadro internazionale dove l’antifascismo viene equiparato al terrorismo. Passo dopo passo, ogni piccola concessione va verso un passato pericoloso che ritorna”.

La collaborazione con la casa editrice Momo edizioni (con cui Zerocalcare aveva già lavorato per Questa notte non sarà breve), interamente dedicato alla vicenda Salis e al processo ungherese) è finalizzata a raccogliere fondi per sostenere le spese legali di Maja T. e degli altri imputati a processo che vivono “con la spada dell’estradizione che gli pende sulla testa”.

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