"Credo che sia importante creare un clima di positività intorno al libro, e coinvolgere in questa positività quante più persone possibile". Antonella Bavetta è una delle "messaggere" della lettura di #ioleggoperché. In vista dell'appuntamento del 23 aprile, racconta a ilLibraio.it (media supporter dell'iniziativa) la sua passione per i libri, e spiega come "convincerà" i "non lettori"...

Il 2015 è l’anno della prima edizione di #ioleggoperché, iniziativa pensata dall’Associazione Italiana Editori per promuovere la lettura tra chi non legge. E i protagonisti, questa volta, sono i cosiddetti “lettori forti”, che hanno la possibilità di diventare “messaggeri della lettura” e di farsi promotori volontari della loro passione per la lettura (scopri tutti i dettagli sulla campagna). In vista della festa nelle piazze in programma il 23 aprile (che sarà trasmessa da Rai3), ilLibraio.it, media supporter dell’iniziativa, ha deciso di dar voce ad alcuni dei lettori che hanno scelto di diventare “messaggeri”. Oggi è il turno di Antonella Bavetta, 37enne di Tradate (Varese), mamma e grande lettrice.

Dove abitualmente compra i libri?
“Cerco di comprare il più possibile nelle librerie indipendenti, qualche volta faccio acquisti anche su ibs.it o hoepli.it“.

Legge anche e-book?
“Sì, soprattutto autori giovani, e qualche classico”.

Dove ama “immergersi” nei libri?
“Ho sempre un libro in borsa, leggo ovunque: in metro, in macchina se devo aspettare qualcuno, in fila, in spiaggia; ma devo dire che preferisco il divano di casa”.

Che genere di letture preferisce?
“Mi piacciono i libri che presentano personaggi forti, storie di madri e figlie, storie che mi facciano riflettere; amo molto anche le storie ironiche e i giochi linguistici in stile Oulipo”.

Cosa l’ha spinta a diventare una “messaggera” della lettura?
“Ho scelto di diventare ‘messaggera’ della lettura perché credo che sia importante creare un clima di positività intorno al libro, e coinvolgere in questa positività quante più persone possibile”.

#ioleggoperché: qual è la sua risposta?
“Perché leggendo vivo due volte e anche di più”.

Come “convincerà” i non lettori che leggere è bello e importante?
“Convincerò i non lettori a leggere mostrando loro che un libro è un mondo in cui possono mettere e trovare ciò che vogliono, come un sogno a portata di mano. E che i libri possono creare bellissimi legami con gli altri”.

Ha una frase tratta da un libro che pensa possa far innamorare della lettura?
“È una frase di Daniel Pennac, abbastanza nota, che si trova in Come un romanzo – che tra l’altro è uno dei 24 titoli di #ioleggoperché: ‘Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere'”.

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