Libri in cui la narrazione si sviluppa attraverso le immagini e le illustrazioni, e di cui si sente parlare sempre più spesso. E che, con le loro storie che superano le barriere linguistiche, sono arrivati fino a Lampedusa. Una serie di consigli per avvicinarsi ai silent book

Esistono libri senza parole, dedicati soprattutto all’infanzia, in cui la narrazione si sviluppa attraverso le immagini. Si tratta dei silent book, albi illustrati in cui il racconto procede esclusivamente attraverso i disegni. Grazie a questa peculiarità i silent book sono davvero per tutti, capaci di superare le barriere linguistiche e di favorire l’incontro e lo scambio tra culture diverse.

Inoltre, sono strumenti utili per favorire l’apprendimento del significato delle immagini e aiutare i bambini a riconoscere le figure e quindi dar loro un significato.

Una tendenza non nuova, ma che negli ultimi anni sta ricevendo sempre più attenzione, soprattutto per l’aspetto “democratico” dei silent book, che possono essere fruiti da lettori di ogni lingua e perfino da chi non ha ancora imparato a leggere.

Tuttavia, non bisogna pensare che un libro senza parole sia anche un volume privo di storie, o dalla narrazione semplificata: le immagini, infatti, seguono una precisa sceneggiatura, quasi come in un film.

Una sostenitrice dei libri senza parole è l’autrice Nadia Terranova che, intervistata da ilLibraio.it lo scorso novembre, ha raccontato di seguire “con molta curiosità l’evoluzione del cosiddetto silent book”, che a suo avviso è un tipo di libri “pieni di parole, c’è tutto un lavoro di sceneggiatura dietro, di scopertura di un’idea originaria di solito fortissima, brillante. In tedesco infatti li chiamano Wimmelbűcher, libri brulicanti“.

Poiché i silent book sono privi di qualsiasi barriera linguistica, la rete IBBY International e il Palazzo delle Esposizioni di Roma hanno raccolto una selezione di libri senza parole per creare una biblioteca destinata ai bambini migranti di Lampedusa. Finora il progetto, giunto alla sua terza edizione, ha raccolto oltre 250 silent book, disponibili per il prestito nella biblioteca dell’isola. Inoltre, gli stessi titoli sono custoditi anche al Palazzo delle Esposizioni di Roma, a disposizione di ricercatori, docenti e appassionati. La collezione è anche una mostra itinerante.

Per chi volesse scoprire i silent book abbiamo anche selezionato una breve bibliografia, che non ha la pretesa di essere esaustiva.

Il figlio unico (Mondadori) di Guojing

Il figlio unico, Guojing, Mondadori

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Fiume Lento, Alessandro Sanna, Rizzoli.

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L’approdo, Shaun Tan, Elliot edizioni.

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Tortintavola. Ma la torta dov’è? di Thé Tjong-Khing, Beisler Editore.

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Chiuso per ferie di Maja Celija, Topipittori.

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La mela e la farfalla di Iela e Enzo Mari, pubblicato da Babalibri.

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L’onda di Suzy Lee, Corraini.

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Flora e il fenicottero di Molly Idle, Gallucci.

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C’era una volta un topo chiuso in un libro di Monique Felix, Emme Edizioni.

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Un giorno, un cane di Vincent Gabrielle, Gallucci.

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Viaggio di Aaron Becker, Feltrinelli.

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Il ladro di polli di Béatrice Rodríguez, Terre di mezzo.

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