"La vera novità del romanzo - rispetto a tante altre narrazioni ecologiste - è che il mondo vegetale agisce, seppur in maniera indiretta". Ilenia Zodiaco racconta su ilLibraio.it "Il sussurro del mondo" di Richard Powers, esperimento narrativo unico nel suo genere...

Gli esseri umani sono ciechi davanti alle piante. Secondo lo scrittore Richard Powers, “è la maledizione di Adamo: vediamo soltanto ciò che ci somiglia”. Ci viene naturale estendere le nostre volontà (anche distruttrici) sulle cose, di considerarle degli oggetti, di farle nostre, di manipolarle e di “tenerle a distanza psichica”. In altre parole, pensiamo di avere il monopolio del mondo e agiamo con efferato distacco, arrogandoci il diritto di desertificare, uccidendo e calpestando forme di vita sulle quali pensiamo di non avere alcuna responsabilità, né emotiva né etica. Ma il mondo è venuto a presentare il conto.

Negli ultimi anni, l’emergenza ambientale non ci ha lasciato completamente intorpiditi nel nostro egoismo, ma ha anche risvegliato, in alcuni gruppi, una sensibilità ecologista, a lungo assopita dal progresso della téchne. Ecco forse spiegata l’urgenza (e il successo) di un libro come Il sussurro del mondo (La Nave di Teseo, traduzione di Licia Vighi), annoverabile di certo tra i romanzi che mettono al centro il cambiamento climatico dal punto di vista etico e sociale. Dal novero, però, Powers si distacca subito: grazie alle sue abilità come scrittore (quarant’anni di carriera e dodici romanzi scritti) e alla profondità del suo pensiero, che si ramifica fino a costruire un solidissimo impianto filosofico, The Overstory (questo il titolo originale del vincitore del Man Booker Prize 2018) si qualifica come esperimento narrativo unico nel suo genere.

RICHARD POWERS

Il romanzo è diviso in più sezioni, una struttura che s’ispira alle diverse parti che formano gli alberi: Radici, Tronco, Chioma, Semi.

La prima parte è una perfetta raccolta di racconti apparentemente indipendenti, che seguono nove protagonisti, nove radici che non sanno di essere connesse a un unico fusto. Si tratta di uomini e donne ordinari, tutti residenti negli Stati Uniti, ma dalle origini etniche più varie, dagli alberi genealogici complessi, colpiti da gioie e dolori come tutti, a cui si affiancano le vicissitudini delle foreste, dei boschi, della terra in cui vivono.

Gli alberi, infatti, sono i co-protagonisti del racconto, creature più grandi, più lente, più vecchie, più durature che vanno ri-scoperte, perché non sono mai state guardate sul serio, con attenzione e cura, ma più spesso viste come dei meri strumenti. Ed ecco allora il tentativo di Powers di farci scoprire, ora con un approccio scientifico – tipico dello scrittore – ora con un approccio trascendente, queste forme di vita altre, non umane. La vera novità del romanzo – rispetto a tante altre narrazioni ecologiste – è che il mondo vegetale agisce, seppur in maniera indiretta. Si muove e “parla” con una voce propria. “Le piante sono creature caparbie e abili e alla ricerca di qualcosa, proprio come le persone”.

Si dipana quindi un racconto che, man mano che si procede nelle varie sezioni – Tronco, Chioma, Semi -, incrocia il destino di tutti i protagonisti, tessendo una rete intricata, una polifonia armonica di sentimenti comuni, ideali, condivisioni. Non poteva essere altrimenti visto il rifiuto categorico – e anche la derisione – dell’individualismo esasperante della nostra società. Il sussurro del mondo ha una forte nota politica al suo interno: a essere messo in discussione non è soltanto il capitalismo (per cui ogni pezzo di terra è una proprietà di qualcuno e non il diritto di qualcosa), ma anche il concetto stesso di progresso ed evoluzione.

Dopo secoli di innovazione, siamo comunque vittime dello stesso ciclo di morte e devastazione, forse gli alberi si sono adattati meglio di noi alla sopravvivenza. Tendiamo infatti a replicare pregiudizi e mentalità forgiate in altre epoche, che mal si adattano alle condizioni presenti. Come spiegare altrimenti il perseverare nel modello economico capitalistico basato su un’eccedenza di risorse ormai insostenibile? “Gli esseri umani si portano dietro vecchi comportamenti e pregiudizi, avanzi malridotti dei primi stadi dell’evoluzione che seguono le loro vecchie, obsolete regole”.

Ma Powers si spinge più in là, chiarendo che ci sono altri modi di pensare al tempo e non solo come una linea retta di progresso continuo ed esponenziale (probabilmente illusorio), ma forse ripensarlo come le vite degli alberi, in maniera circolare, dove la vita si trasforma e si moltiplica, non finisce:  “Il tempo non era una corda che si srotolava di fronte a lei. Era una colonna di cerchi concentrici con lei al centro e il presente che fluttuava verso l’esterno lungo l’orlo lontano”.

I protagonisti de Il sussurro del mondo all’inizio del libro sono dei disillusi, non credono a niente. Cercano qualcosa che vada oltre loro stessi: “Stiamo vivendo un’epoca in cui si reclama un’autorità morale che vada al di là dell’orizzonte umano”. La risposta che gli dà Powers è il biocentrismo che lotta per far retrocedere l’uomo di un passo, a favore di esseri millenari che stanno al mondo da prima di noi. Tutti i protagonisti si ritrovano a lottare in maniera radicale come attivisti per un bene comune, in procinto di sparire: la foresta vergine e, in particolare, una sequoia che diventa un baluardo, l’avamposto di una nuova civiltà. Lo scrittore non fa mai mistero del fatto che questo sia un libro di lotta, un romanzo politico fino al midollo che vuole far cambiare idea a chi lo legge. Non con le sentenze del pamphlet, ma con le storie. Perché sono solo le storie che possono cambiarci.

Solidarietà, collaborazione e unione tra pari, è questo il sogno che Powers ha ben espresso nella sua Odissea verde, a cui ha saputo infondere magia e un raro potere ammaliante che risiede tutto nel lessico attento e ricco che illumina ogni ramo, ogni stelo, ogni corteccia. Sempre qui si legge: “un’energia freme nel cuore del legno”. Anche nelle pagine di Powers tutto freme.

 

L’AUTRICE – Qui tutti gli articoli e le recensioni di Ilenia Zodiaco per ilLibraio.it

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