"Ho la sensazione di aver sprecato tempo ed energie". Chiara Valerio non sarà la responsabile del programma generale di Tempo di Libri 2018: "Non chiedevo diamanti, solo garanzie perché questa seconda edizione avesse una maggiore solidità...". La scrittrice da settembre andrà a occuparsi della narrativa di Marsilio - I dettagli

Inizio non facile per la seconda edizione di Tempo di Libri, che si terrà a Milano nel 2018, in date e (nuova?) sede che devono essere ancora ufficializzate (si attende il 28 giugno, con la nomina ufficiale di Riccardo Levi alla presidenza dell’Associazione Italiana Editori, al posto di Federico Motta): dopo che nei giorni scorsi, come abbiamo raccontato, l’assemblea di Odei ha respinto “all’unanimità” la proposta della Fabbrica del Libro di portare Book Pride, la fiera milanese dell’editoria indipendente, all’interno di Tempo di Libri (“la cui nuova edizione è stata fissata dall’8 all’11 marzo 2018“, al Portello, come ha anticipato il comunicato dell’Osservatorio degli editori indipendenti, anche se Aie non ha confermato, come detto) Chiara Valerio, la scrittrice responsabile del programma generale della prima edizione (un programma a cui ha molto lavorato, e di cui ci aveva parlato anche in quest’intervista all’indomani della chiusura della prima edizione, ndr) come ha raccontato a Repubblica, non ci sarà nella seconda edizione. E ha spiegato di non sentirsi delusa, ma “semplicemente attonita… ho la sensazione di aver sprecato tempo ed energie”.

Valerio ha aggiunto: “La cosa che mi procura più rabbia è che mi fanno passare per dimissionaria, ma non sono stata io a lasciare. Quando la presidentessa della Fabbrica del Libro Renata Gorgani mi ha chiamato per affidarmi la seconda edizione della fiera, ho chiesto che prima di qualsiasi nuovo progetto si parlasse delle criticità. E ho posto delle condizioni. Ma non chiedevo diamanti, solo garanzie perché questa seconda edizione avesse una maggiore solidità. (…) Avrei voluto coinvolgere ufficialmente nel programma le persone che mi avevano dato una mano, comparendo poco o non comparendo affatto: Michela Murgia, Marcello Fois, Francesco Pacifico, Luca Pavolini e Silvia Barbagallo. Si trattava solo di riconoscergli un lavoro che avevano fatto dietro le quinte. E ancora: “Prima di decidere date e luoghi sarebbe stato necessario impostare il lavoro sul territorio. Alla fiera di Rho è mancato completamente, mentre il rapporto con Torino è stato determinante per il successo del Salone”. Chiara Valerio conclude: “Gorgani mi ha manifestato freddezza. E quando ieri ho chiamato Ricky Levi per capire come stavano le cose, il neo presidente dell’Aie mi ha detto che le mie richieste erano forse ragionevoli ma non praticabili, avendo deciso di spostare su Milano l’intera organizzazione della fiera“. Quel che è certo è che le parole di Chiara Valerio, così come quelle di Book Pride, faranno discutere.

Chiusa l’esperienza con Tempo di Libri, Chiara Valerio da settembre andrà a occuparsi della narrativa italiana Marsilio, storico marchio veneziano tornato indipendente dopo l’acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori. Valerio conosce bene il mondo delle case editrici, avendo a lungo collaborato con nottetempo, che si è da poco trasferita a Milano.

Meno di un anno fa in casa Marsilio c’era stata un’altra novità, con l’arrivo (da Rizzoli) di Ottavio Di Brizzi in veste di responsabile della saggistica.

Nel frattempo, si dovrà attendere la nomina di Levi non solo per conoscere le date e la sede della seconda edizione di Tempo di Libri, ma anche del responsabile del programma.

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