Ricordate i (citatissimi) “10 diritti del lettore” di Pennac? Ora anche la scrittrice Vanessa Diffenbaugh (che torna con "Le ali della vita"), su ilLibraio.it fa le sue proposte per promuovere la lettura. E, tra l'altro, svela: "Ho passato i primi trent’anni della mia vita a finire ogni libro che ho iniziato. Mi sembrava la cosa giusta da fare, sentivo come uno strano obbligo morale che mi imponeva di terminarli. Poi..."

A tre anni dal successo de Il Linguaggio segreto dei fiori, pubblicato in Italia da Garzanti, Vanessa Diffenbaugh torna nelle librerie italiane (in anteprima mondiale) con Le ali della vita, romanzo che racconta la storia di una madre e di un figlio, di amore e paure inconfessabili, della forza di un abbraccio contro la solitudine del cuore.

L’autrice, che vive nel Massachusetts con il marito e i tre figli, ha lavorato a lungo e lavora tutt’oggi in associazioni no-profit, aiutando e accogliendo i giovani ‘a rischio’, i senzatetto e i bambini in affido. Non solo: gestisce una rubrica mensile sull’educazione dei figli nel giornale locale di Sacramento.

Per i lettori de ilLibraio.itVanessa Diffenbaugh ha selezionato 5 consigli per promuovere la lettura (soprattutto tra i più giovani):

– Leggi di tutto e di più!

Conosco un sacco di genitori che si lamentano della “spazzatura” che leggono i loro figli, per esempio i libri delle Monster High e i Diari di Nikki. Quando ero giovane i genitori odiavano i romanzi di Sweet Valley High, e Fiori senza sole di Virginia C. Andrews era il libro che tutti i genitori temevano. Ma ricordo ancora il piacere di portare furtivamente quel libro nella mia stanza e immergermi completamente nel mondo di questi bambini chiusi in una soffitta. Penso che tutto ciò che catturi la vostra immaginazione sia una cosa fantastica. Leggetelo, godetene, e non sentitevi in colpa per questo! Si potrebbe desiderare di essere attratti da qualcosa di più “letterario”, ma imparare ad amare la lettura è il primo importante passo per diventare un lettore per tutta la vita.

– Non finire un libro che odi

Ho passato i primi trent’anni della mia vita a finire ogni libro che ho iniziato. Mi sembrava la cosa giusta da fare, sentivo come uno strano obbligo morale che mi imponeva di terminarli. Ma poi è stato pubblicato il mio primo romanzo e sono iniziate ad arrivare le pile di libri che altri scrittori mi inviavano perché li promuovessi. Era impossibile per me riuscire a leggerli tutti dalla prima all’ultima pagina. Il mio agente mi ha dato un buon consiglio: “Leggi le prime cinquanta pagine, e se non ti colpisce, non finirlo“. Ormai, con tutto quello che leggo, seguo questa regola. Certo, in questo modo potrei lasciarmi sfuggire un libro fenomenale che non sembra interessante fino a pagina 100, ma il più delle volte, chiudere un libro che non mi convince mi permette di trovare un altro libro che amerò dall’inizio alla fine.

– Regala libri.

L’unica cosa che supera il piacere di leggere un bel libro è parlare di un bel libro con qualcun altro. Ogni volta che leggo un romanzo di cui mi innamoro lo regalo subito ad altri, di solito mia madre o mia nonna, e poi le chiamo senza sosta fino a quando non hanno finito di leggerlo. “Hai finito? Hai finito?”. Le assillo e nel momento in cui anche loro lo hanno terminato finalmente possiamo parlare insieme di tutti i colpi di scena e le svolte inaspettate della trama.

– Leggi sempre i libri che ti piacciono più di una volta.

Per molto tempo non mi sono concessa di leggere un libro più di una volta. Pensavo che ci fossero troppi libri incredibili nel mondo per occupare ore preziose nel rileggere qualcosa quando potevo scoprire un libro nuovo e magnifico. Mia figlia mi ha fatto cambiare idea. Ha otto anni ed è la quarta volta che rilegge Ballet Shoes di Noel Streatfeild. Il modo in cui parla delle tre sorelle del libro e l’espressione del suo viso quando sta leggendo, possono essere descritti solo come vero amore. Ama quelle ragazze, e passare il tempo con loro per pochi minuti ogni sera prima di dormire è come passare il tempo con degli amici o con la famiglia. Stare con loro per lei è una gioia immensa. Rileggere il libro preferito è come stare in compagnia di vecchi amici, piuttosto che cercare di farne di nuovi.

– Vedere prima il film non vuol dire barare.

Sento spesso dire: “Devo leggere il libro in modo da poter vedere il film”. Questo discorso può avere un senso con libri come Harry Potter, che sono molto lunghi e descrittivi, quindi inevitabilmente il film tralascia tanti dettagli importanti. Certo può essere giusto desiderare di leggere tutta la storia in modo da entrare nel mondo del libro e sapere che cosa “realmente succede” rispetto a quello che accade nel film. Ci sono dei casi, tuttavia, in cui vedere prima il film riesce a rendere il libro più divertente. Prendete Shakespeare, per esempio, o Jane Austin. Un bel film può aiutare a innamorarsi dei personaggi e quando poi si prende in mano il libro si conosce già cosa sta per accadere, in modo da poter godere appieno di alcuni particolari come il linguaggio che si parlava in quegli anni così diverso da quello moderno.

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