Andrew Taylor raccoglie la difficile sfida di elencare le opere che hanno modificato per sempre il corso della storia. Scopri le sue scelte

Quali sono i libri che hanno costruito la realtà in cui viviamo? Andrew Taylor raccoglie la difficile sfida di elencare le cinquanta opere che hanno modificato per sempre il corso della storia in un volume pubblicato da Garzanti, scegliendo di raccontare le vicende dell’uomo attraverso quei testi che, nei secoli e nelle epoche più diverse, hanno arricchito il mondo, lo hanno reso un posto migliore e, a volte, sono diventati il pretesto di guerre e di tragiche divisioni. In un percorso che parte dall’Iliade fino ad arrivare alla fortunata saga di Harry Potter, incontriamo così il Kamasutra e il Manifesto del partito comunista, la Bibbia e il Corano, ma anche Niccolò Machiavelli, Galileo Galilei e Primo Levi, senza dimenticare quell’indispensabile volume che per anni non è mai mancato nelle nostre case: l’elenco telefonico. Di ogni opera Taylor ci racconta la genesi, le peculiarità, i sogni o gli incubi che hanno suscitato. Il risultato è un inno alla forza della parola scritta e una celebrazione unica del potere della lettura: un’opera ricca e per molti aspetti provocatoria dedicata a tutti coloro che sono ancora convinti che con i libri sia possibile cambiare il mondo.

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LEGGI QUI UN’ANTEPRIMA DEL LIBRO

Ecco i 50 libri scelti dall’autore:

1. Iliade di Omero (VIII secolo a.C.)
2. Le Storie di Erodoto (V secolo a.C.)
3. Dialoghi di Confucio (V secolo a.C.)
4. La Repubblica di Platone (IV secolo a.C.)
5. Bibbia (II secolo a.C. – II secolo d.C.)
6. Odi di Orazio (23-13 a.C.)
7. Geografia di Tolomeo (ca. 100-170 d.C.)
8. Kama Sutra di Vatsyayana–(II o III secolo d.C.)
9. Corano (VII secolo d.C.)
10. Il canone della medicina di Avicenna (1025)
11. I racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer (1380-1390)
12. Il Principe di Niccolò Machiavelli (1532 75)
13. L’Atlante, o Meditazioni cosmografiche di Gerardo Mercatore (1585-1595)
14. Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes (1605-1615)
15. First Folio di William Shakespeare (1623)
16. Exercitatio anatomica de motu cordis et sanguinis in animalibus di William Harvey (1628)
17. Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo di Galileo Galilei (1632)
18. Principia mathematica di Isaac Newton (1687)
19. A Dictionary of the English Language di Samuel Johnson (1755)
20. I dolori del giovane Werther di Wolfgang Goethe (1774)
21. La ricchezza delle nazioni di Adam Smith (1776)
22. Senso comune di Thomas Paine (1776)
23. Ballate liriche di William Wordsworth e Samuel Taylor Coleridge (1798)
24. Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen (1813)
25. Canto di Natale di Charles Dickens (1843)
26. Il manifesto del partito comunista di Karl Marx (1848)
27. Moby Dick di Herman Melville (1851)
28. La capanna dello zio Tom di Harriet Beecher Stowe (1852)
29. Madame Bovary di Gustave Flaubert (1857)
30. L’origine delle specie di Charles Darwin (1859)
31. Saggio sulla libertà di John Stuart Mill (1859)
32. Guerra e pace di Lev Tolstoj (1869)
33. Elenco abbonati del distretto telefonico di New Haven (1878)
34. Le mille e una notte (XV secolo d.C.versione del 1885 di Sir Richard Burton)
35. Uno studio in rosso di Arthur Conan Doyle (1888)
36. L’interpretazione dei sogni di Sigmund Freud (1899)
37. I protocolli dei savi di Sion (1905)
38. Poesie di Wilfred Owen (1920)
39. Teoria speciale e generale della relatività di Albert Einstein (1920)
40. Ulisse di James Joyce (1922)
41. L’amante di Lady Chatterley di D.H. Lawrence (1928)
42. Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta di John Maynard Keynes (1936)
43. Se questo è un uomo di Primo Levi (1947)
44. 1984 di George Orwell (1949)
45. Il secondo sesso di Simone de Beauvoir (1949)
46. Il giovane Holden di J.D. Salinger (1951)
47. Il crollo di Chinua Achebe (1958)
48. Primavera silenziosa di Rachel Carson (1962)
49. Libretto rosso di Mao Tse-tung (1964)
50. Harry Potter e la pietra filosofale di J.K. Rowling (1997)

Ecco l’introduzione del libro:
(pubblicata per gentile concessione di Garzanti)

Come possiamo cambiare il mondo? Grandi condottieri come Gengis Khan o Napoleone sono riusciti certamente a cambiarne parti notevoli, anche se quasi mai per tutto il tempo che avrebbero voluto; scienziati che mettono a punto cure e vaccini contro le malattie possono migliorare la qualità della vita in interi continenti; le dottrine di leader religiosi o di filosofi come Gesù Cristo, Maometto, Platone o Confucio possono propagarsi da una generazione all’altra come il fuoco. Che possiamo dire a proposito dei libri? Leggere è quasi sempre un passatempo solitario e senza pretese; la bibliofilia non fa certo parte delle caratteristiche di quegli uomini d’azione in grado di scuotere il mondo prendendolo per il collo. Certo, la penna potrà vantarsi di essere più tagliente della spada, ma è quasi sempre quest’ultima che vince nel breve termine. Quel noto detto, tuttavia, contiene una grandissima verità: gli scrittori possono essere sottoposti a incredibili pressioni, incarcerati o giustiziati, le loro opere possono essere censurate o bruciate; ma nell’arco della storia sono stati i loro libri e le idee in essi contenute a trasformare il mondo. Fin dalle prime incisioni rupestri di trentamila anni fa, la trasmissione delle idee da una persona (e da una generazione) all’altra ha sempre rappresentato uno degli elementi distintivi di un reale processo di civilizzazione. Per secoli, è potuta avvenire solo attraverso la meticolosa copiatura di un manoscritto o attraverso la memorizzazione di lunghi brani poetici: le opere di Omero, per esempio, sono sopravvissute attraverso questa seconda modalità per circa duecento anni prima di esser messe per iscritto. Poi è arrivata la tecnologia rivoluzionaria della stampa, prima in Oriente e molto più tardi in Occidente. Il Sutra del diamante, un antico testo buddhista stampato in Cina nell’868 d.C., è considerato il libro a stampa più antico giunto fino a noi, che ha preceduto la Bibbia di Gutenberg, il primo libro stampato in Europa, di quasi sei secoli. Con l’avvento della stampa filosofi, teologi, storici, scienziati e poeti hanno potuto trasmettere le proprie idee – sulla vita, sul mondo, sull’eternità e sul presente, sul modo in cui la gente pensava e agiva in passato, e su come pensa e agisce da sempre – a centinaia o addirittura a migliaia di persone alla volta. Di conseguenza, persone che non hanno mai sentito nominare Gerardo Mercatore hanno ben presente l’immagine del mondo che il cartografo fiammingo sviluppò quattrocento anni fa; Ulisse, don Chisciotte ed Ebenezer Scrooge sono personaggi familiari per bambini a cui i nomi di Omero, Cervantes o Dickens probabilmente non dicono nulla. Il paziente che giace sul lettino operatorio non avrà mai sentito parlare di William Harvey, ma ha valide ragioni per essergli grato di aver scritto l’Exercitatio anatomica de motu cordis et sanguinis in animalibus; grazie ai compilatori del First Folio di Shakespeare, persone che non hanno mai assistito ai suoi drammi e alle sue commedie potrebbero ugualmente affermare di «avere la lingua paralizzata» o di «vivere in un mondo tutto loro». I libri esercitano la propria influenza in molti modi, anche tra coloro che non ne hanno mai girato le pagine. Ma di quali libri stiamo parlando? Non c’è modo migliore per scatenare un’accesa discussione che proporre di compilare un elenco, su qualunque cosa, si tratti dei migliori cantanti d’opera, dei politici più influenti o dei calciatori più forti di tutti i tempi. In questi ultimi mesi mi sono tolto ogni dubbio residuo sulla passione con cui le persone difendono libri e autori che ritengono ingiustamente esclusi. Su alcuni di questi titoli – la Bibbia e il Corano, il First Folio di Shakespeare e Sull’origine delle specie di Darwin c’è ben poco da discutere –, ma perché non ci sono Gli elementi di Euclide o Utopia di Tommaso Moro? E dove si colloca Eliot (George o T.S., a voi la scelta)? Per quali ragioni scegliere Canto di Natale di Dickens anziché Casa desolata o David Copperfield? E perché non Il circolo Pickwick? E come la mettiamo con I diritti dell’uomo di Thomas Paine o la Rivendicazione dei diritti della donna di Mary Wollstonecraft?La risposta a tutte queste domande è che qualunque elenco non può che essere soggettivo. I libri che verranno di seguito presentati sono quelli che, ognuno a modo suo, hanno cambiato la mia vita, ma anche quelli che secondo me hanno modificato – e lo posso dimostrare – il mondo, in un modo o nell’altro, e la vita di milioni di persone. Spesso hanno contribuito ad accrescere la ricchezza dell’esperienza umana; il loro effetto civilizzatore (o al contrario di imbarbarimento) dipende dal proprio punto di vista personale, e ciò vale anche per alcuni grandi testi religiosi cheverranno presentati. Va anche detto, ma si tratta di pochissimi casi, che libri come I protocolli dei Savi di Sion o I pensieri di Mao (meglio noto come Libretto rosso) vengono ricordati come incubi, gli strumenti propagandistici di megalomani e assassini. Naturalmente ce ne sono altri altrettanto validi – ognuno di voi potrebbe compilare il proprio elenco dei mille libri che hanno cambiato il mondo, e ci sarebbe sempre qualcuno che vi farebbe il nome di un milleunesimo, chiedendovi in tono indignato come avete osato lasciarlo fuori –, però questi cinquanta hanno contribuito a fare del mondo quello che è oggi. Contribuiranno queste – ma anche altre – opere a fare del mondo quello che sarà domani? I libri esisteranno ancora alla fine del XXI secolo? Certo, nel remoto IX secolo, più di un intellettuale cinese avrà maledetto l’insensata invenzione della stampa, che avrebbe comportato la fine della calligrafia e dei manoscritti, e oggi si parla sempre più frequentemente della fine del libro per come lo conosciamo. Le pagine di un testo scorrono sempre più sovente sullo schermo del computer o su un lettore portatile, con la punta del dito che gira ogni pagina grazie a una magia elettronica che opera dietro le quinte. Mentre gli scolari di ieri si portavano dietro una decina di libri in uno zaino, quelli di oggi se ne portano dietro centinaia in un laptop o in un tablet. Ma tutti i cambiamenti che interverranno in futuro potranno riguardare solo il modo in cui viene presentata la scrittura. Le parole continueranno a sopravvivere. Le generazioni future le vedranno in altri modi, ma che siano stampati sulla carta, riprodotti elettronicamente su uno schermo o vergati a mano su dei rotoli di pergamena questi cinquanta libri verranno ancora letti tra cento anni, e poi per altri cento. Hanno cambiato il mondo, e continueranno a farlo.

(continua in libreria)

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