A 97 anni è venuto a mancare l’agente letterario Georges Borchardt: portò negli Stati Uniti le opere di Samuel Becket, Jean-Paul Sartre, Michel Foucault e molti altri. Nel corso della sua carriera ha rappresentato – in prima persona o tramite la sua agenzia (fondata insieme alla moglie) – cinque premi Nobel e otto vincitori del Pulitzer

Georges Borchardt, tra i più importanti agenti letterari della storia dell’editoria, capace di portare all’attenzione del pubblico statunitense autori come Samuel Beckett, Jean-Paul Sartre, Marguerite Duras e Eugène Ionesco, è venuto a mancare domenica, all’età di 97 anni (come riporta il New York Times e come ha confermato dalla figlia, Valerie Borchardt).

Nato a Berlino nel 1928 e con un’infanzia passata in Francia (senza documenti e famiglia), Borchardt emigrò nel 1947 negli Stati Uniti. Si laureò in Inglese nel ’53 e conseguì un master in Lingue Romanze nel ’56 (dopo aver preso parte alla Guerra di Corea).

La sua storia è quella di un uomo dal sorprendente talento nello scoprire autori, autrici e opere degne di nota.

“Non chiedo agli scrittori di superare un test. Non c’è modo di misurarlo, è tutto istinto. A volte lo si può vedere sulla pagina o nella persona” (da un’intervista a The Paris Review).

Fu proprio lui a portare all’attenzione statunitense il manoscritto di Aspettando Godot di Samuel Beckett, autore che all’epoca aveva già 47 anni ma non molta fama fuori dai confini europei. Oggi l’opera è riconosciuta come uno dei capolavori del teatro del Novecento, e il drammaturgo irlandese è stato insignito del Nobel per la Letteratura (nel 1969).

edizioni italiane di Aspettando Godot e La notte

edizioni italiane di Aspettando Godot e La notte

Tra gli libri che hanno segnato la carriera – di successo – di Georges Borchardt, c’è senza dubbio La nuit: un breve memoir scritto in francese, da Elie Wiesel, che racconta l’esperienza nei campi di concentramento di Auschwitz e Buchenwald. Dopo il rifiuto di 15 grandi editori, Borchardt riuscì a portarlo all’attenzione della casa editrice Hill & Wang. Oggi quel libro, che inizialmente vendette poche copie, è diventato una lettura obbligatoria nelle scuole e tra i titoli scelti nel book-club di Oprah Winfrey. In un’intervista a The Paris Review, Borchardt ricordava che nessuno voleva sentir parlare di Olocausto e che nella lettera di presentazione definì l’opera come “un libro che mi sta a cuore più di qualsiasi altro vi abbia mai inviato”. E proseguiva rammentando che “la prima tiratura di 3.000 copie richiese tre anni per essere venduta; sessant’anni dopo, il libro vende almeno altrettante copie ogni settimana. In tutto il mondo, vende tra le 400.000 e le 500.000 copie l’anno”.

Sebbene sia impossibile riassumere un’intera carriera dedicata alla letteratura (e iniziata quasi per caso), possiamo citare alcuni dei grandi nomi con cui Georges Borchardt ha lavorato, in prima persona e poi con la sua agenzia letteraria: dai francesi Roland Barthes e Michel Foucault al filosofo e psichiatra Frantz Fanon, dai più recenti Ian McEwan e Anne Applebaum (Premio Pulitzer nel 2004) agli eredi di Tennessee WilliamsHannah Arendt, Muriel Spark e Aldous Huxley. Di quest’ultimo affema: “Abbiamo negoziato oltre centocinquanta contratti per i diritti esteri da quando abbiamo preso il controllo, e uno dei più grandi contratti per ebook di sempre”

Come scrive il New York Times, “lui o l’agenzia che fondò nel 1967 insieme alla moglie Anne Borchardt hanno rappresentato cinque premi Nobel, otto vincitori del Pulitzer e il Presidente francese Charles de Gaulle”.

Nel 2010 Georges Borchardt è stato anche insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Legion d’Onore dallo Stato francese.

Scopri le nostre Newsletter

Iscrizione alla Newsletter
Il mondo della lettura a portata di mail

Notizie, approfondimenti e curiosità su libri, autori ed editori, selezionate dalla redazione de ilLibraio.it

scegli la tua newsletter Scegli la tua newsletter gratuita

Fotografia header: GettyEditorial 01-06-2021

Libri consigliati