Mieko Kawakami è tra le autrici giapponesi più note in Italia. Vincitrice del premio Akutagawa con “Seni e Uova”, è tornata in libreria con “Le sorelle in giallo”, che parte da temi a lei cari – già toccati nei suoi lavori precedenti, come “Heaven” e “Gli amanti notturni” (da cui è stato tratto il film “All the Lovers in the Night” che avrà la sua prima mondiale al Festival di Cannes 2026) – ma portati a una dimensione “universale”. Ecco un viaggio tra le opere di una scrittrice che rifiuta le etichette, capace di narrare le (non poche) contraddizioni del Paese del Sol Levante…
Non solo caffè, gattini, librerie mozzafiato, strade pulite e negozianti incredibilmente cordiali. Se ormai da diverso tempo il Giappone ci presenta il suo lato migliore e poetico, attraverso l’amato genere feel-good, c’è anche un altro lato del Paese che vuole essere raccontato, attraverso storie più crude, che si allontanano dalle dinamiche popolari per mostrare una società in cui non mancano le contraddizioni.
Tra le scrittrici e gli scrittori che si inseriscono in questo filone, viene spontaneo citare Mieko Kawakami, tradotta in più di quaranta lingue, nota per le sue riflessioni sul ruolo delle donne nella società nipponica, sul corpo femminile e i temi legati al genere, alla società moderna e alle classi sociali.
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Una scrittrice che rifiuta le etichette
Nata ad Osaka nel ’76 e con un passato da hostess di bar e cantante Jpop, l’autrice è salita alla ribalta in patria con il romanzo Seni e uova: una prima versione del romanzo, sotto forma di racconto breve, le era valso nel 2008 il prestigioso premio Akutagawa. In Italia il libro (su cui torniamo alla fine) viene pubblicato dalla casa editrice romana e/o nel 2020, con la traduzione di Gianluca Coci (che si è occupato della traduzione italiana di tutti i romanzi dell’autrice).
La sua prosa si caratterizza per un linguaggio semplice ma non per questo meno lirico e poetico, che tocca temi universali e profondi. Più volte, infatti (recentemente anche per un un’intervista a La Lettura, l’inserto del Corriere della Sera), Kawakami ha sottolineato il suo rifiuto per le etichette, in particolare per chi la vede autrice di una letteratura “delle donne per le donne”.
Diamo il via, dunque, a questo percorso dedicato ai libri di Mieko Kawakami pubblicati in Italia, a partire dal più recente, Le sorelle in giallo (2026).
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Le sorelle in giallo, il nuovo romanzo

Dove comincia la tua responsabilità quando sei sola, senza un soldo in tasca, senza una guida adulta ad accennare un percorso per te a farti da esempio? Chi può aiutarti a distinguere il bene dal male? Come puoi capire di chi fidarti?
Da questi interrogativi prende il via la vicenda di Hana, la protagonista di Le sorelle in giallo, l’ultimo romanzo di Kawakami, pubblicato in Italia come sempre da e/o.
Il libro si apre sui primi mesi di un 2020 già attanagliato dalla Pandemia, con i locali che chiudono, i posti di lavoro che saltano e le persone del tutto confuse e ignare di quello che succederà di lì a poco.
In questo contesto, la protagonista si trova per puro caso a leggere un articolo online che riporta il processo a carico di una donna di 60 anni, Kimiko, accusata di aver tenuto reclusa una giovane ragazza, sottoponendola a una serie di sevizie e maltrattamenti.
Con orrore, la protagonista si vede costretta a dover pensare al suo passato, un passato che aveva sperato di dimenticare per sempre. Una scatola blu, che le fa compagnia da quando aveva 15 anni, la riporta indietro, in una Tokyo di fine anni ‘90 frenetica e insonne.
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Il lungo flashback che prosegue per quasi l’interezza del libro riporta proprio a quel periodo, all’adolescenza di Hana e al suo incontro con Kimiko – il cui nome si scrive anche con il kanji di “giallo”, da qui il titolo del romanzo – incontro che le cambierà la vita per sempre.
“Abbagliata, ho chiuso gli occhi e i vari colori hanno preso a sbiadire fino a scomparire: il blu cupo, il rosso carminio, il giallo… e mi è apparso nella mente il volto di Kimiko“.
Più o meno amica della madre, la donna si presenta un giorno a casa di Hana, allora appena quindicenne. Poco dopo, le due vanno a vivere insieme, occupandosi della gestione di un bar, il Lemon, un locale che si caratterizza per i suoi clienti a tratti equivoci da intrattenere per ore, lasciandosi anche offrire da bere. A loro si aggiungono presto altre due ragazze, Ran e Momoko, anche loro, per motivi diversi, un po’ perse e scoraggiate dalla vita.
Inizialmente, chi legge vede delinearsi un quadro all’apparenza perfetto: le quattro trovano una casa in cui vivere tutte assieme, lavorano al Lemon dove riescono a mettere da parte non pochi soldi, e passano le loro giornate libere tra chiacchiere, confidenze e ramen istantanei.
Eppure alcuni dettagli sembrano disturbare l’immagine: come ad esempio la differenza di età di Kimiko, molto più grande di loro, la tranquillità con cui Hana butta giù fiumi di alcol e intrattiene sconosciuti, cosa indispensabile per suo lavoro, oppure la sua assoluta dedizione nel mettere i soldi da parte, con una costanza quasi maniacale.
Le crepe nel disegno vanno via via allargandosi nel mentre che si prosegue la lettura e quando le tre ragazze sono costrette ad entrare in giri pericolosi e attività decisamente non legali, l’idillio si rompe e tutti i nodi vengono a galla.
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“[…] tutt’a un tratto mi accorsi che davanti a me c’era Kimiko che mi guardava. ‘Kimiko…’ mormorai con voce rauca, ‘non sparire mai più com’è successo in passato, per favore’“.
Quello che colpisce di più durante la lettura, più delle carte clonate, dei piani di fuga, della gran quantità di denaro che entra ed esce da quella casa, è l’ossessione che Hana sembra avere nei confronti di Kimiko.
Una rapporto decisamente curioso, che nasce con la donna che quasi si sostituisce alla figura materna, ma che poi va ribaltandosi nel corso della narrazione. Hana è completamente ossessionata da lei: Kimiko, che inizialmente incarna la possibilità di fuga da una vita di povertà e solitudine, pian piano sembra perdere tutto il suo potere e trasformarsi lei stessa in una figura da accudire e proteggere. E la ragazza accetta la situazione senza batter ciglio, cominciando a vivere quasi in funzione dell’amica, preoccupandosi che la donna abbia sempre a disposizione quello di cui ha bisogno e di non deludere mai né lei né i suoi amici.
È qui che il confine tra vittima e carnefice si fa labile e chi legge si ritrova a porsi le stesse domande con cui si è approcciato il libro dal principio. Domande che attanagliano anche la Hana di venti anni più anziana, costretta a scendere a patti col suo passato e a modificare dei ricordi creati ad hoc per proteggersi dalle sue stesse azioni.
Kawakami in questo romanzo torna sì su temi a lei cari, come l’adolescenza e il concetto di sorellanza, ma i personaggi sembrano acquisire un carattere più crudo e universale che ben si riassume nella frase: “Il denaro è potere, la povertà è violenza”.
Tutto il libro, infatti, si poggia su un’unica certezza: quando si è conosciuto solo la povertà, si è disposti a tutto pur di uscirne fuori.
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Gli altri libri di Mieko Kawakami
Gli amanti della notte

“Un libro sul mondo del lavoro, sulle sue vicissitudini e le sue gioie”. Pubblicato in Italia nel 2023, Gli amanti della notte segue le passeggiate notturne di Irie Fuyuko, trentenne giapponese che lavora come redattrice e vive da sola. Un giorno la protagonista, guardando il suo riflesso nel vetro di una finestra, che le restituisce una donna pallida e misera, decide di cambiare ma qualcosa dal passato, sotto forma di ricordi e istanti, le vorrebbe impedire di trasformarsi veramente, costringendola a rimanere sola per sempre.
Da questo romanzo è stato tratto il film All the Lovers in the Night, diretto dalla regista giapponese Yukiko Sode, che avrà la sua prima mondiale al Festival di Cannes 2026, in programma dal 12 al 23 maggio.
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Heaven

Il protagonista di Heaven – pubblicato in Italia nel 2021 e finito nella shortlist dell’International Booker Prize 2022 – non ha un nome. Lettrici e lettori lo conoscono tramite il soprannome che gli hanno affibbiato i suoi crudeli compagni di classe: occhi storti. Anche Kojima è presa di mira dai bulli e tra i due nasce un sodalizio, sotto forma di un fitto scambio epistolare innocente e pieno di sogni, dove non c’è posto per l’angoscia del bullismo. Ma il loro legame è reale, o è fondato solo sul terrore nei confronti dei loro compagni?
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Seni e uova

“Non potrò mai dimenticare il senso di puro stupore che ho provato quando ho letto per la prima volta Seni e uova. Mi ha lasciato senza fiato”. Così Haruki Murakami – tra i più noti scrittori giapponesi in Italia, autore di Norwegian Wood e Kafka sulla spiaggia, tra gli altri – descrive questo libro. Lo stesso Murakami, va però aggiunto, è stato poi rimbottato dall’autrice, che ha sottolineato come la maggior parte dei suoi personaggi femminili “esistano esclusivamente per svolgere una funzione sessuale“.
Un’aspirante scrittrice, sua sorella maggiore e la nipote sono al centro di questo romanzo, acclamato bestseller internazionale. Il libro racconta i viaggi intimi delle tre donne, alle prese con costumi oppressivi e la possibilità di scegliere liberamente del proprio futuro. La trama ruota attorno al corpo delle donne, toccando temi come la fecondazione assistita, il primo ciclo, la maternità, la malattia e il sesso.
“Posso dire che se c’è una tematica comune a tutte le mie opere, essa è l’innocenza. Alla base di Seni e uova, c’era una domanda che mi sono posta: chi stabilisce chi ha diritto di diventare genitore? Come può una donna come Natsuko mettere al mondo un figlio? Come può una persona che è innocente anima e corpo incontrare la sua prole? E da questa domanda sono partita: come posso parlare di questo processo senza ricorrere alla fantascienza e al fantasy, ma in maniera realistica? È così che è nato il romanzo, che per me è la storia della sopravvivenza di una donna sola…”, ha raccontato l’autrice a Rivista Studio in un’intervista del 2025.
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Fotografia header: Mieko Kawakami nella foto di Reiko Toyam