“Allora arrivederci” di Gavin Lambert (che fu sceneggiatore, scrittore e biografo delle star del cinema) racconta con dolente malinconia le confessioni e le ossessioni della “fauna selvatica” di Hollywood. Ambientato negli anni ’60, tra vita mondana, festini promiscui e circoli esclusivi, il romanzo (del 1971) è un ritratto affascinante della California in pieno clima hippie (post-’68), e di una generazione in bilico tra un’ondata frenetica di liberazione e una pericolosa prossimità al vuoto interiore…

Non è un mistero il fatto che una parte del fascino di Hollywood sia stato (e sia ancora) alimentato dal gossip intorno alla vita sentimentale di attori e registi.

Da Rodolfo Valentino a Rock Hudson, fino a Gary Grant, nella Vecchia Hollywood l’omosessualità era censurata per motivi politici, prima con il Codice Hays, attivo già nel 1930, a cui poi si aggiunse l’ondata del maccartismo negli anni ’50, a tutti gli effetti una “caccia alle streghe” contro gay e comunisti.

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In Allora arrivederci di Gavin Lambert, romanzo del 1971, ripescato da Accento (con la prefazione di Marco Rossari e traduzione di Ilaria Oddenino), con dolente malinconia viene mostrata la sottotrama queer della storia di Hollywood.

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copertina del libro "Allora arrivederci" di Gavin Lambert

Sceneggiatore, romanziere e biografo delle star di Hollywood, Lambert (1924-2005) era un gentleman inglese trapiantato in California come lo fu Christopher Isherwood. Se in Inghilterra fu tra i fondatori del movimento indipendente del Free Cinema, Lambert a Hollywood fu un testimone d’eccezione con uno sguardo privilegiato sulle trasformazioni del cinema, da grande macchina industriale a strumento di espressione autoriale del regista.

Apertamente gay in un ambiente che ancora non lo consentiva…

Apertamente gay in un ambiente che ancora non lo consentiva, Lambert si tuffò nella grande scena hollywoodiana, partecipando alla vita mondana fatta di festini promiscui e circoli esclusivi, approdando a Los Angeles a metà anni Cinquanta grazie alla fugace storia d’amore con Nicholas Ray, il regista di Gioventù perduta che lo approcciò per caso a Londra, se ne innamorò e gli offrì un lavoro da sceneggiatore per la 20th Century Fox. Insieme andarono a vivere nel leggendario hotel Chateau Marmont (dove alloggiava pure Gore Vidal, che agli intrighi di Hollywood dedicò un intero romanzo del ciclo “Narrative of Empire”).

cover del libro "Hollywood" di Gore VIdal

Allora arrivederci (in originale The Goodby people) non è la prima prova letteraria di Lambert, ma arriva dopo The Slide Area e Inside Daisy Clover (da cui il film omonimo con Nathalie Wood e Robert Redford), ovvero una raccolta di racconti dallo stile fotografico (che ricorda Addio a Berlino di Isherwood) e un romanzo denuncia dello star system su una giovane attrice tradita da un lavender marriage, il matrimonio di copertura per nascondere l’omosessualità di un partner (come fu il matrimonio di Rock Hudson).

In ascolto della fauna selvatica di Hollywood

Composto dai ritratti di tre personaggi emblematici, Susan Ross, Gary Carson e da quello della figura evanescente di Lora Chase, Allora arrivederci è raccontato dal punto di vista di un narratore che ascolta, tra divertimento e sottile inquietudine, le confessioni e le ossessioni della fauna selvatica di Hollywood: una costellazione di persone affascinanti, ricche, potenti e intelligenti, avvolte da un’aura di tristezza e solitudine.

Tutti accomunati dalla paura di confrontarsi con la realtà, in cerca di relazioni occasionali o durature, questi personaggi eccentrici non riescono ad avere connessioni autentiche, desiderano amare ed essere amati, ma restano invischiati nella macchina delle illusioni californiana.

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Di salotto in salotto, di festa in festa

Di salotto in salotto, di festa in festa, tra fughe e ritrovamenti, in una successione schizofrenica di episodi, la narrazione è scandita da incontri tra amici, amanti, marchettari, hippie vagabondi e tossici scappati di casa. Allora arrivederci parla di una ricerca estrema dell’irraggiungibile (che si tratti di un amore perduto, di un successo mai arrivato o di una pace interiore impossibile da trovare).

L’opera di Lambert si inserisce nel catalogo di Accento sulla scia di libri di culto come Schiavi di New York di Tama Janowitz, Generazione X di Douglas Coupland e Truman Capote e il party del secolo di Deborah Davis, costituendo un ritratto affascinante della California post-sessantotto in pieno clima hippie, caratterizzata da un’ondata frenetica di liberazione dai vecchi codici morali, ma anche di una pericolosa prossimità al vuoto interiore.

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