Scorretto, libero, forse addirittura unico, nel corso degli ultimi 45 anni James Ellroy ha saputo ridefinire il genere noir, raccontando i lati più oscuri della società statunitense e i suoi casi di cronaca più clamorosi. Autore di opere come “Prega detective”, “Dalia nera”, “L.A. Confidential” e “American Tabloid”, Ellroy ha estremizzato la sua prosa – sincopata, frammentata e senza freni – costruendo non solo un universo narrativo di successo, ma anche un personaggio agli occhi dei lettori e della stampa, quello del Demon Dog – Ecco un viaggio tra i suoi libri

Entrare nei libri di James Ellroy, nella maggior parte dei casi, significa entrare all’interno di uno specchio deformante. Ma non uno di quelli che gettano ilarità nell’osservatore, o trasformano in modo irriconoscibile volti e fattezze. No, questo specchio mostra una realtà storica, quasi identica a quella che abbiamo vissuto o conosciuto sui libri di scuola, eppure molto più oscura.

Una realtà in cui non esistono i buoni, ma solo cattivi e più cattivi, nella quale, come scrive Joseph Conrad, “non occorre credere in una causa soprannaturale del male: gli uomini sono capaci di ogni malvagità”.

James Ellroy (foto di Leonardo Cendamo/Getty Images)

L’autore che ha reinventato il noir

Nato a Los Angeles nel 1948, rimasto orfano di madre a dieci anni – quando la donna fu strangolata e gettata in un fosso – James Ellroy è conosciuto come il Demon Dog della letteratura, il padrino del genere noir e neo-noir, uno scrittore che si muove a briglie sciolte, senza social o tecnologia, scegliendo sempre e soltanto un’unica strada. La sua.

Nel corso degli ultimi 45 anni ha reinventato il noir, prendendo dai padri fondatori di questo genere (al contempo, criticando aspramente la scrittura di Raymond Chandler: “Lo scrittore più sopravvalutato del canone americano”), virando via via verso il cosiddetto crime novel storico e il romanzo politico. Ellroy racconta il male, i casi di nera, ma soprattutto la corruzione e i lati oscuri dell’essere umano che permettono tutto ciò. Che, si potrebbe dire, ne sono la causa.

Limitandosi a un periodo storico ormai passato, ma non per questo incapace di parlare al pubblico di oggi, Ellroy costruisce quadri complessi di ciò che è stato (e prima ancora complesse e lunghe scalette, come ha raccontato al Guardian), combinato con qualche elemento di finzione – solitamente, la parte più investigativa.

Nei suoi libri c’è sempre qualcosa di nuovo

L’ha fatto con la sua serie più famosa e di valore, il Los Angeles Quartet, e l’ha fatto con le altre sue opere, mostrando di volta in volta una variazione sul tema. È sempre Ellroy, ma c’è sempre qualcosa di nuovo, un’evoluzione dello stile, che sia nella scelta della voce narrante, nel tono, o nel ritmo della sua scrittura.

Quello che rimane inconfondibile è la scarsa presenza di freni e di limiti. Una prosa ritmata, secca, sincopata e per stomaci forti… Perché Ellroy non mira a raccontare l’eccezione – quel singolo caso di omicidio accaduto nella bella cittadina, nel quale il colpevole è il maggiordomo… No, James Ellroy racconta la regola: spaccio, aggressioni, violenza, corruzione e sete di potere. E prima ancora che con le immagini, è la sua lingua a trasmettere questi (non)valori.

Col tempo Ellroy è diventato un personaggio: le battute, i commenti scorretti, la voce da predicatore. Uno scrittore che vive della e nella sua letteratura, e che ha spinto la prosa fino all’estremo. Difficile dire dove finisca la messa in scena, nelle sue apparizioni pubbliche come nei suoi romanzi.

Indice

 

I libri di James Ellroy

In questa panoramica tra i principali libri di James Ellroy, seguiremo la divisione in serie (proponendoli nella loro edizione più recente, a cura di Einaudi Stile Libero). Sebbene esistano collegamenti tra i diversi romanzi, e la maggior parte di questi condivida l’ambientazione, ogni ciclo così definito e inteso si può caratterizzare per alcuni temi, elementi o sfumature.

I romanzi stand alone

Parlando dei libri di Ellroy, è doveroso cominciare dal suo esordio, avvenuto nel 1981. Prega detective è un romanzo crime ambientato in una calda estate losangelina, all’inizio degli anni ’80 e con al centro della trama un ex poliziotto che, nonostante la licenza da investigatore privato, si guadagna da vivere espropriando le auto di chi è troppo in ritardo coi pagamenti. Fritz è il primo personaggio ellroyano e la sua storia il primo assaggio di ciò che verrà: impegnato a non affondare definitivamente, Fritz Brown viene ingaggiato da Fat Dog Baker (personaggio alquanto bizzarro e particolare) per indagare su sua sorella e sull’uomo che la mantiene. Ma nulla è come sembra, e più la vicenda si fa torbida, più l’investigatore sembra vederci un’occasione di riscatto.

copertine dei romanzi stand alone di James Ellroy

Nel 1982, Ellroy pubblica il suo secondo romanzo – dal titolo Clandestino – e porta lettrici e lettori nel 1951, a caccia di un serial killer che colpisce donne “sole e disperate”. La Los Angeles sporca e ambiziosa, abitata da uomini malvagi e altri che pagano il prezzo delle loro azioni, inizia a rivelarsi tra queste pagine. Il protagonista è Fred Underhill, agente di pattuglia che vuole fare carriera ma che, dopo l’accusa a un uomo innocente, viene lasciato senza distintivo. Le vittime aumentano e a lui non resta che inseguire l’assassino.

Nel corso della sua longeva carriera, Ellroy si è spesso dedicato a romanzi inseribili in serie e cicli, ma in questi anni non sono mancati anche altri titoli stand alone. Nel 1986, infatti, viene dato alle stampe L’angelo del silenzio e nel 2021 Panico. Se nel primo lo scrittore americano costruisce l’intero libro attorno alla narrazione in prima persona di un brutale assassino (“I media gli hanno affibbiato vari soprannomi, ma il vero nome di Martin Plunkett è Morte”); il secondo ruota attorno al personaggio di Freddy Otash, già apparso nel racconto Ricatto, per descrivere la fame di gossip e notizie e segreti (i più sporchi) da parte dei cittadini americani…

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Trilogia di Lloyd Hopkins

Tra il 1984 e il 1986, James Ellroy pubblica la Trilogia di Lloyd Hopkins, una serie composta da Le strade dell’innocenza, Perché la notte e La collina dei suicidi, in cui il protagonista è lo sregolato e geniale detective Hopkins. Sono ancora una volta gli anni ’80 a fare da sfondo a questi romanzi noir, più vicini alla classica detective story rispetto ad altri titoli.

Trilogia di Lloyd Hopkins, libri di James Ellroy

Nei primi due capitoli, Lloyd dà la caccia a due serial killer particolarmente feroci e furbi, avversari al livello delle capacità dello stesso protagonista. L’ultimo capitolo, invece, si muove attorno a una serie di rapine in cui, però, ci sono due vittime in divisa.

Con questo personaggio, Ellroy si mantiene all’interno del genere investigativo e noir, descrivendo un eroe dalla mente brillante e, al tempo stesso, violento e insofferente verso le regole (oltre che ossessionato dal sesso).

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L.A. Quartet

Serie ormai cult per ogni appassionata e appassionato del genere, il Los Angeles Quartet è composto da Dalia nera, Il grande nulla, L.A. Confidential e White jazz, che insieme raccontano e rievocano il decennio 1947-1958. Tutto comincia con il ritrovamento del cadavere della giovane Elizabeth Short e prosegue in un crescendo di violenza e corruzione, nel quale il confine tra legalità e illegalità è assente, e quello tra giustizia e vendetta sfumato.

Copertine dei romanzi dell'L.A. Quartet

Tra mito e realtà, James Ellroy ha un rapporto profondo con il caso della Dalia nera e con il romanzo omonimo, non a caso ha scelto di dedicare quest’ultimo a sua madre.

Ellroy sceglie spesso un fatto di cronaca reale intorno al quale muoversi, e uno o più protagonisti impegnati nell’indagine. Il loro è un percorso a ostacoli, guidato da una morale corrotta, che ritrae l’evoluzione – troppo veloce – della città di Los Angeles. Nata infatti come luogo di frontiera, LA cresce grazie all’industria petrolifera e a quella cinematografica nei primi del ‘900, per poi ritrovarsi metropoli durante la Seconda Guerra mondiale. Ed è proprio il ritorno degli uomini dal fronte, segnati da ciò che hanno fatto (o non fatto), che produce poliziotti più simili a picchiatori, razzisti e in cerca di un facile guadagno.

Il viaggio nella città, protagonista assoluta al pari dei personaggi che la vivono, è parallelo al viaggio che chi legge compie nell’animo degli uomini descritti. Ellroy ne mostra i lati più tetri e deboli, alle prese con il male e con una tensione forse irrisolvibile. Sebbene siano senza dubbio l’effetto di ciò che è stato precedentemente, tutti loro sono anche la causa della società statunitense degli anni ’60.

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Underworld USA Trilogy

American Tabloid, Sei pezzi da mille e Il sangue è randagio compongono la trilogia Underworld USA che, proprio in relazione a quanto detto, prende avvio nel 1958 seguendo (con il primo titolo) gli ultimi cinque anni di vita di John Fitzgerald Kennedy.

copertine Underworld Trilogy di James Ellroy

Alternando i generi di riferimento, dal thriller più puro allo spionaggio passando per il romanzo bellico, Ellroy descrive l’America dei complotti, della Guerra in Vietnam e dei diritti civili attraverso i suoi (anti)eroi: uomini che lavorano nell’ombra, ex poliziotti ed ex federali che stringono mani, occultano prove e scrivono la Storia – pagandone un prezzo altissimo.

Nei tre romanzi, lo stile accompagna e ricrea l’atmosfera vissuta nel periodo descritto. Non a caso in Sei pezzi da mille ritroviamo una voce frammentata e veloce mentre in Il sangue è randagio Ellroy vira verso una scrittura più allucinata e allucinogena.

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L.A. Quintet

LA Quintet, libri di James Ellroy

Concludiamo il viaggio tra i libri di James Ellroy con la sua serie più recente, e ancora incompleta, definita L.A. Quintet. Come già successo nei volumi più famosi, anche in Perfidia, Questa tempesta e Gli incantatori, James Ellroy intreccia la grande Storia a elementi di finzione. Tutto prende avvio nel dicembre del 1941, con l’attacco giapponese alla base di Pearl Harbor. Mentre l’odio razziale dilaga tra le strade della città e gli Stati Uniti decidono di entrare in guerra, un secondo conflitto – nascosto e tutto losangelino – è pronto a scoppiare. Con il terzo libro della serie, la narrazione si sposta nel 1962, quando la morte di Marilyn Monroe diventa la nuova ossessione del già noto Freddy Otash.

In attesa della traduzione italiana, a giugno 2026 Ellroy ha pubblicato Red Sheet, il quarto capitolo di questo quintetto che si muove all’indomani della crisi missilistica di Cuba.

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I film ispirati ai libri di James Ellroy

Leggendo i libri di Ellroy, con quel loro gusto pulp e la tendenza a prendere a piene mani dal mondo dello show-business statunitense, si potrebbe facilmente definire hollywoodiano e cinematografico l’universo creato dallo scrittore. Forse anche per questo, proprio Hollywood si è lasciata più volte ispirare dai romanzi noir in questione e, più in generale, dalla scrittura di Ellroy.

Il risultato? Film apprezzati più dalla critica e dal pubblico che dallo scrittore losangelino. Come riporta il Guardian, infatti, lo stesso Ellroy ha definito L.A. Confidential il miglior adattamento, sebbene sia “profondo come una tortilla” e le scene di azione “non abbiano senso drammatico”…

Tra i titoli portati sul grande schermo ricordiamo comunque Indagine ad alto rischio del 1988, nel quale James Woods interpreta Lloyd Hopkins, e Brown’s Requiem del 1998, ispirato all’esordio Prega, detective. Oltre al già citato L.A. Confidential – che può vantare l’Oscar alla miglior sceneggiatura non originale e un cast composto da Russell Crowe, Guy Pearce, Kevin Spacey, Kim Basinger e Danny DeVito – è da citare Black Dahlia di Brian De Palma (2006).

Guardando, invece, alle opere nelle quali è stato coinvolto lo stesso Ellroy come sceneggiatore, segnaliamo Stay Clean, cortometraggio del 2002 che si ispira a L’angelo del silenzio, La notte non aspetta (2008) e Rampart (2011).

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Fotografia header: James Ellroy (foto di Leonardo Cendamo/Getty Images 14/10/2026)