Alla Fiera del libro di Francoforte si parla delle vendite record di diritti di traduzione dei libri italiani all’estero, e di un 2026 finora positivo per le vendite in libreria. Crescono tutti i generi narrativi (in particolare i fumetti e i libri per bambini e ragazzi), mentre sono in calo la saggistica specialistica, la manualistica pratica e il self help. Ora, però, gli editori chiedono al Governo che il bonus biblioteche sia confermato e stabilizzato: “La domanda pubblica di libri è una parte essenziale del mercato e va tutelata, anche come strumento di riduzione delle diseguaglianze” – I particolari
Alla Frankfurter Buchmesse, il più importante appuntamento dell’anno per il mondo dell’editoria, spazio ai dati sul mercato del libro in Italia nel 2026. A Francoforte è stato infatti presentato il Rapporto sullo stato dell’editoria, a cura dell’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori, in occasione dell’inaugurazione di Spazio Italia, lo stand collettivo italiano organizzato da ICE-Agenzia in collaborazione con AIE.
Si è parlato ovviamente delle vendite record di diritti di traduzione di libri italiani all’estero nel 2025, con 8.645 contratti firmati. Al tempo stesso, si è discusso di vendite in libreria: nei primi nove mesi del 2026 è ripartito il mercato trade (narrativa e saggistica a stampa venduta nelle librerie fisiche e online e nei supermercati), con vendite a valore in crescita del 3,2%, grazie alla domanda pubblica di libri spinta dal bonus biblioteche da 60 milioni di euro.
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Le slide presentate a Francoforte (qui si può scaricare la presentazione completa)
In Fiera (dove quest’anno gli espositori italiani – gruppi editoriali, case editrici non affiliate ai gruppi, agenti letterari – sono 134, di cui 66 presenti allo Spazio Italia) sono intervenuti Massimo Darchini, Console Generale d’Italia a Francoforte, Ferdinando Fiore, Direttore dell’Ufficio di Berlino di ICE – Agenzia e Innocenzo Cipolletta, presidente di AIE.
“Dal 2001 i diritti di traduzione venduti sono quintuplicati”
Veniamo ai numeri nel dettaglio.
Nel 2025, come anticipato, sono stati siglati 8.645 contratti per la vendita di diritti di traduzione di libri italiani all’estero, un numero mai raggiunto da quando AIE ha avviato le rilevazioni nel 2001. Nel 2025 le lingue in cui i libri italiani sono stati tradotti sono 45, i Paesi raggiunti 64.
Nei dodici mesi, in particolare, sono stati venduti all’estero soprattutto titoli per bambini e ragazzi (3.133), seguiti da narrativa (1.753), saggistica generale (1.585), saggistica specialistica (697), libri illustrati (541), manualistica pratica e self help (380), libri religiosi (348) e fumetti (208). L’Europa continua a essere il principale mercato di sbocco, con 5.401 titoli venduti, segue l’Asia con 1.088.
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“Il record nell’internazionalizzazione dell’editoria italiana è un risultato che ci rende orgogliosi e che viene da lontano – ha spiegato il presidente dell’AIE Innocenzo Cipolletta –: dal 2001 i diritti di traduzione venduti sono quintuplicati, grazie al lavoro delle case editrici, ma anche grazie a una forte rete di supporto istituzionale che tiene assieme il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale con gli Istituti Italiani di Cultura e ICE-Agenzia, il Ministero della Cultura con il Centro per il libro e la lettura e con cui siamo orgogliosi di collaborare. Il nostro Paese stanzia 1,5 milioni di euro l’anno per il sostegno alle traduzioni ed è stato Ospite d’Onore qui a Francoforte nel 2024, nel 2025 lo è stato a Taipei, Lima e Salonicco, tra meno di due mesi lo sarà a Guadalajara, in Messico. Lo sforzo per dare visibilità a tutta l’editoria italiana, comprese le realtà più piccole, sta dando buoni risultati”.

Il 2025 dell’editoria italiana, positivo sul fronte dell’internazionalizzazione, ha segnato invece una battuta d’arresto sul versante del mercato interno, con vendite complessive pari a 3,198 miliardi, in calo dell’1,2% rispetto all’anno precedente.
Come stanno andando le vendite nel 2026?

Trend positivo per il mercato trade (narrativa e saggistica a stampa venduta nelle librerie fisiche e online e nei supermercati) nei primi nove mesi dell’anno secondo i dati NielsenIQ BookData Panel Market Libri Italia, con vendite a valore pari a 1.026,5 milioni di euro (più 3,2%), corrispondenti a 69,8 milioni di copie (più 2,6%). Qui, a proposito, la top dei dei libri più venduti in Italia nel 2026, che vede al primo posto Murdoku – 80 omicidi misteriosi da risolvere con la logica, bestseller proposto da Magazzini Salani, che tiene insieme tra crime, logica e sudoku.
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“Un ruolo importante l’ha avuto la domanda pubblica di libri, spinta dal bonus biblioteche da 60 milioni – ha sottolineato Cipolletta – e che ha premiato, grazie all’impostazione voluta dal ministro Alessandro Giuli, le biblioteche al Sud e in genere quelle localizzate nei territori più svantaggiati. La domanda pubblica di libri è una parte essenziale del mercato e va tutelata, anche come strumento di riduzione delle diseguaglianze: per questo chiediamo che il bonus sia confermato e stabilizzato e che, accanto a questo, gli enti locali facciano la loro parte, senza tagliare ma anzi rafforzando la spesa per l’ampliamento e il rinnovamento dei cataloghi”.
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Cresce ancora la quota delle librerie (stabile l’online, in calo la grande distribuzione)
Nei primi nove mesi dell’anno crescono le vendite di libri a stampa nelle librerie fisiche (più 6,2%), che raggiungono una quota del 57% dell’intero mercato trade. Nei negozi online le vendite sono stabili (più 0,1%) e la quota scende al 39%. La grande distribuzione perde il 7,5% delle vendite e la quota scende al 4%.

Crescono tutti i generi narrativi, male “manualistica pratica e self help”
Andamento contrastato tra i generi: balzo del 14,9% per i fumetti, in crescita del 9,1% bambini e ragazzi, del 6,9% la narrativa straniera e del 4,9% per la narrativa italiana. La saggistica generale è in linea con l’anno precedente, in territorio negativo saggistica specialistica (meno 1,8%) e manualistica pratica e self help (meno 6,7%).

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La produzione di libri in Italia
Nel 2025 i titoli pubblicati per il mercato trade dagli editori sono 67.692, i titoli della scolastica sono 3.048. Se a questi aggiungiamo 13.997 autopubblicati, arriviamo a un totale di 84.737 titoli a stampa in un anno.
Il catalogo vivo da cui gli italiani possono scegliere quali libri leggere si mantiene sopra gli 1,5 milioni (1,53 milioni). Ai numeri della produzione di libri a stampa pubblicati nel 2025 vanno aggiunti 33.284 e-book pubblicati nel corso dell’anno.
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Il mondo dell’editoria e l’Intelligenza Artificiale
A Francoforte si è naturalmente parlato anche di AI: tre case editrici su quattro (il 75%) dichiarano di utilizzare strumenti di Intelligenza Artificiale all’interno della loro azienda, secondo un’indagine condotta da AIE fra i suoi associati a fine 2025. L’uso riguarda soprattutto l’innovazione dei processi e le attività di back office. Il 92% delle case editrici che ricorrono all’IA la utilizza in area redazionale; il 49% come supporto alla traduzione di materiali interni; il 44% nelle attività commerciali, di marketing, amministrative e gestionali. Più contenuto, ma già significativo, l’impiego per l’innovazione di prodotto, indicato dal 33%.
Nei rapporti con le Big Tech, prevale la prudenza: il 28% delle case editrici afferma di aver ricevuto richieste per concedere in licenza i propri contenuti a un LLM (Large Language Model), ma solo il 4% di queste dichiara di aver già concluso uno o più contratti di licenza.
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Crescono i lettori e le lettrici in Italia, ma…
Crescono i lettori e le lettrici in Italia: nel 2025 sono 33,7 milioni le persone tra i 15 e i 74 anni che hanno letto almeno un libro, anche solo in parte e non per studio o lavoro, negli ultimi dodici mesi (osservatorio AIE sulla lettura), pari al 76% della popolazione. Nel 2024 erano il 73%. Il tempo medio di lettura settimanale, pari a 4 ore e sette minuti, è in linea con quello dell’anno precedente, ma peggiora la frequenza: cala la percentuale di lettori che leggono almeno una volta a settimana (dal 69% al 61%) mentre cresce quella di chi legge solo qualche volta al mese (dal 17% al 22%) e chi qualche volta in un anno (dal 13% al 16%).
Gli italiani che dichiarano di acquistare 12 o più libri a stampa l’anno sono il 9% della popolazione tra i 15 e i 74 anni, l’11% ne acquista tra 7 e 11, il 17% ne acquista tra 4 e 6, il 30% da 1 a 3, il 33% nessuno. Il primo gruppo, ovvero il 9% dei forti acquirenti, genera da solo quasi metà del mercato (il 43%).