Dal dibattito legato alla nascita di Adei agli interventi delle istituzioni presenti all'inaugurazione. Senza dimenticare il successo di pubblico del Salone del libro di Torino, nonostante i problemi e i dubbi sul futuro della manifestazione. Ecco com'è andata la prima giornata, nel reportage de ilLibraio.it dal Lingotto

Si apre la 31esima edizione del Salone del libro di Torino ma, inevitabilmente, si pensa già al futuro della manifestazione. Ombre all’orizzonte, dopo le polemiche dei mesi scorsi seguite alla liquidazione della Fondazione per il Libro, senza dimenticare i debiti che la rassegna ha contratto negli anni (prima del 2017, va specificato), gli stipendi non ancora pagati ai dipendenti e i ritardi con cui è stata organizzata l’edizione 2018.

Quel che è certo è che, se da un lato non mancano i problemi, fortunatamente a Torino non manca il pubblico (la foto grande è stata pubblicata in mattinata dalla pagina Facebook del Salone, ndr): come ogni anno il Lingotto è affollato di studenti e lettori, a cui si aggiungono gli addetti ai lavori. Tra l’altro, quest’anno il programma di incontri pensato, è proprio il caso di usare questo verbo, dal direttore Nicola Lagioia e dalla sua squadra, è probabilmente il più stimolante da molte edizioni a questa parte.

IL PRESIDENTE DELLA CAMERA FICO: “LO STATO SOSTENGA LA BIBLIODIVERSITA'”

All’inaugurazione presenti le istituzioni, in una giornata probabilmente decisiva per il futuro politico dell’Italia. Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato, definisce il Salone “una vera e propria festa della conoscenza e del libro che ne è tramite”. Dal canto suo, il presidente della Camera Roberto Fico entra nel vivo del dibattito: “Torino è la città del libro. Gli editori che hanno a cuore i loro lettori e portano avanti un progetto sono un bene prezioso da difendere ed è dovere di uno Stato democratico sostenere la bibliodiversità“. A proposito di politici,  Dario Franceschini, ministro dei Beni Culturali uscente, che negli ultimi anni si è spesso occupato di editoria libraria, ha auspicato che la prossima legislatura mantenga al centro delle scelte strategiche del Paese gli investimenti in cultura, ricerca e formazione”.

BRAY: “A FINE SALONE AFFRONTEREMO IL PROBLEMA DEI FORNITORI”

“Il futuro e la storia del Salone del Libro è qui, a Torino. Ringrazio tutti per il grande sforzo fatto per continuare a organizzare questo straordinario evento culturale nazionale”. A parlare, sempre all’inaugurazione, è il presidente del Salone Massimo Bray, che aggiunge:”Con il direttore Nicola Lagioia abbiamo cercato di realizzare un grande progetto culturale condiviso, anche grazie agli editori, protagonisti del Salone. L’anno scorso si sentiva che molti pensavano che l’idea degli editori di dividersi era sbagliata. Noi pensiamo sia importante superare questa situazione”. Lo stesso Bray ha parlato anche della questione debiti: “Dedicheremo un momento, alla fine del Salone, per affrontare il problema dei fornitori. Lo abbiamo deciso insieme al presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, e alla sindaca, Chiara Appendino. Ho voluto dire questo ora, qui, in apertura dei lavori, per dare il giusto risalto a questa questione”.

LA PRESENTAZIONE DI ADEI

Nella prima giornata del Salone c’era attesa soprattutto per l’incontro dedicato alla nascita di Adei. La nuova associazione, che si è costituita ufficialmente lunedì scorso, “si propone di rappresentare, sostenere e difendere sia gli editori indipendenti sia l’idea di cultura plurale e libera di cui sono i principali portatori”. La neonata Associazione degli editori indipendenti, presieduta da Sandra Ozzola, co-fondatrice di e/o, nasce dalla fusione di Odei, Amici del Salone e Fidare.

Il presidente dell’Associazione Italiana Editori Ricardo Franco Levi non ha nascosto l’amarezza in un’intervista al Corriere della Sera, in cui ha parlato di “errore”: “La divisione nella rappresentanza degli interessi di una categoria lo è sempre. Indebolisce e non rafforza. Saremo impegnati, e lo sarò io personalmente, perché si ricomponga e tutti ritornino nella casa comune degli editori italiani, l’Aie”.

Nell’incontro ospitato dalla Sala Blu del Lingotto (in prima fila presente anche Levi), Ozzola ha parlato anche di possibili punti comuni tra le due associazioni: “La battaglia per la promozione della lettura, la lotta ai colossi digitali che vogliono distruggere l’editoria (ogni riferimento ad Amazon è puramente casuale, ndr), la crescita di una manifestazione come Più libri più liberi“. Ma ha anche ricordato la divisione dell’anno scorso tra Torino e Milano e aggiunto che “all’interno dell’Aie sono predominanti i grandi gruppi”.

Ozzola ha poi espresso la vicinanza di Adei ai trenta piccoli editori “che lo scorso anno erano al Salone, e che quest’anno si sono iscritti per tempo, pagando la quota, ma che fino all’ultimo hanno rischiato di non essere presenti, perché lo spazio a loro destinato è andato ai grandi editori, tornati nel frattempo al Lingotto”. Per la cronaca, a pochi giorni dal via, il Salone ha deciso di allestire una struttura esterna ai padiglioni dove ospitarli. “Ecco perché è necessaria Adei, per rappresentare tutte queste realtà”.

ISABELLA FERRETTI: “ADEI ACCOGLIE LE DIVERSITA'”

Isabella Ferretti, che nel 2009 ha fondato con Tomaso Cenci la 66thand2nd, intervenendo all’incontro ha spiegato: “Ci siamo resi conto che c’era un vuoto di rappresentanza per noi editori indipendenti. Adei accoglie le diversità, vuole essere una casa comune“.

ADEI, CHI C’E’ E CHI RESTA FUORI

Al momento ad Adei sono iscritti circa 250 editori. Nel consiglio direttivo siedono Gaspare Bona (instar libri e Blu edizioni), Marco Cassini (SUR), Simonetta Castia (Mediando e Associazione editori sardi), Isabella Ferretti (66thand2nd), Gino Iacobelli (Iacobelli editore), Anita Molino (Il Leone Verde), Andrea Palombi (Nutrimenti) e Marco Zapparoli (Marcos y Marcos). Tra chi ha scelto di non iscriversi c’è Antonio Sellerio, che a ilLibraio.it chiarisce: “Sellerio non ha mai fatto parte nemmeno dell’Aie. Abbiamo sostenuto l’Associazione Amici del Salone perché c’era un obiettivo specifico”. Quanto ad Adei, si limita a una battuta: “Diciamo che la nostra è un’astensione benevola”.

I DUBBI DI LATERZA

A proposito del dibattito su Adei, intervistato alla vigilia del Salone da ilLibraio.it, l’editore Giuseppe Laterza, che spesso ha provato a mediare tra le posizioni degli editori, ha espresso dubbi: “Ho molte ragioni per pensare che sia un errore, nello scenario attuale, dar vita a una nuova realtà, e temo che Adei sia una delle conseguenze negative delle divisioni seguite alla polemica sui Saloni”. Più utile, per Laterza, sarebbe “parlare con i grandi gruppi, anche criticandoli e facendo sentire la propria voce, ma all’interno di una stessa associazione”. Per Laterza (che con la sua casa editrice fa parte di Aie), inoltre, “lo stesso significato dell’aggettivo ‘indipendente’ è tutto da discutere”.

LA GESTIONE FUTURA DEL SALONE

Tornando ai dubbi sul futuro del Salone, invece, Chiamparino alla vigilia ha ipotizzato un “doppio binario, che mette insieme pubblico e privato” per la gestione della rassegna. Per il presidente della Regione Piemonte la regia culturale del Salone resterebbe pubblica, mentre la parte organizzativa e commerciale sarebbe affidata a soggetti privati. Ma cosa ne pensano gli editori aderenti ad Adei? Parteciperebbero alla gara d’appalto? Lo abbiamo chiesto alla presidente Ozzola: “Non abbiamo ancora avuto modo di discuterne. Quel che è certo è che Adei vuole essere protagonista nel futuro del Salone, manifestazione che abbiamo difeso e continueremo a sostenere”.

IN ATTESA DELLE VENDITE AL LINGOTTO, CRESCE A DUE CIFRE L’ECOMMERCE DEL LIBRO FISICO…

Staremo a vedere come andranno quest’anno le vendite tra gli stand al Lingotto. E a proposito di vendite, stando ai dati Nielsen diffusi alla vigilia dall’Associazione Italiana Editori, nei primi 4 mesi del 2018 continua il consolidamento del mercato del libro mentre si stabilizza il numero dei lettori. Entrando nel dettaglio, come ha spiegato il presidente dell’Aie Levi, “si accentua la crescita (a due cifre) dell’ecommerce del libro fisico, mentre si conferma la flessione nella vendita di libri di varia nella grande distribuzione organizzata (abbiamo scritto della recente liquidazione di Mach2, i cui lavoratori stanno facendo sentire la propria voce attraverso un profilo Twitter, ndr) e si registra qualche difficoltà anche nelle librerie, indipendenti e di catena”.

L’ALI: “UN PATTO CHIARO TRA LIBRERIE, EDITORI E DISTRIBUTORI”

A proposito dei temi emersi nel dibattito legato alla nascita di Adei, al Salone si svolge anche la 74esima Assemblea Nazionale dell’Associazione Librai Italiani, aderente a Confcommercio Imprese per l’Italia. “L’anno che abbiamo lasciato alle spalle ci ha portato in dote il credito fiscale in favore delle librerie, un segnale importante – commenta il presidente di Ali, Paolo Ambrosini – che abbiamo voluto con tutte le nostre forze. Ora serve un patto chiaro tra librerie, editori e distributori. Non è pensabile che le librerie possano da sole vincere la sfida con i colossi internazionali. Devono essere chiariti, ad esempio, gli standard minimi di servizio a favore delle nostre imprese”.

 

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