In libreria una delle voci più discusse e radicali del pensiero politico contemporaneo, quella del collettivo anonimo di anarchici francesi "Comité Invisible"

Sin dalla sua prima apparizione nella Francia ancora segnata dalla “rivolta delle banlieue” del 2005, il Comité Invisible (ex Tiqqun) si è proposto come una delle voci più discusse e radicali del pensiero politico contemporaneo.

Ora Nero propone una raccolta del pensiero del collettivo anonimo di anarchici francesi che, anche in tempi di proteste dei gilet gialli, dà (a modo suo) voce al sentimento insurrezionalista francese, memori di quella tradizione sotterranea che, dal situazionismo in poi, ha rivendicato il binomio  tra gioia e rivolta, tra desiderio e sovversione. Basti pensare che uno dei suoi presunti membri, Julien Coupat, è stato definito da Le Figaro “il nemico pubblico numero uno del macronismo”.

Quando parliamo dei libri (tre finora, tutti inclusi nella raccolta tradotta in italiano da Nero) di questa misteriosa sigla, dobbiamo ricordare che non sono mancati gli arresti. Non a caso, quando i “presunti membri del Comitato” verranno in Italia a marzo per un tour di presentazioni, verranno appunto presentati proprio come ‘i presunti membri del Comitato’.

Quella del Comité Invisible, dunque, è senza dubbio una voce molto discutibile (scorrendo i titoli di alcuni capitoli della raccolta, si legge esempio: Il potere è logistico. Blocchiamo tutto!, Today Libya, tomorrow Wall Street, Fine del lavoro, vita magica), ma i loro testi (se letti tenendo a mente contesto e prospettive) possono essere utili per inquadrare meglio quello sta succedendo in Francia (e non solo).

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