Il decennale del Festival dell'Economia di Trento (dal 29 maggio al 2 giugno) da lui ideato, i progetti della casa editrice (dalle produzioni teatrali alla piattaforma di lettura in streaming), la crisi e il futuro della saggistica, "Mondazzoli" e le "anomalie" del mercato editoriale, il dibattito legato alla legge sulla diffamazione, il governo Renzi e molto altro ancora... Su ilLibraio.it una lunga intervista all'editore Giuseppe Laterza

Presentando la decima edizione del Festival dell’Economia di Trento, in programma dal 29 maggio al 2 giugno (sul sito ufficiale il programma completo: tra i tanti ospiti, il premier Matteo Renzi, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, Lorenzo Bini Smaghi, Thomas Piketty, Paul R. Krugman e lo stesso Hervé Falciani), dedicata alla “mobilità sociale”, il direttore scientifico Tito Boeri ha spiegato che affrontare questo tema è “cruciale”, perché si tratta di uno “strumento fondamentale per evitare che le differenze all’interno di una società si perpetuino e si amplifichino”. Ha aggiunto il presidente dell’Inps: “Il rallentamento della crescita economica rende più acuto il tema: chi ha ingenti patrimoni ne risulta avvantaggiato e chi invece opera nel mondo del lavoro, anche se è bravissimo, ne risulta danneggiato perché non riuscirà mai a colmare il divario di reddito. C’è poi un problema di divari tra generazioni diverse: e, in questo senso, il gap può essere ridotto solo se i giovani possono recuperare le situazioni di svantaggio che hanno in partenza”.

GiuseppeLaterzaGiuseppe Laterza

In occasione del decennale del Festival, ilLibraio.it ha intervistato l’ideatore della manifestazione, Giuseppe Laterza, per parlare del Festival, dei progetti della casa editrice, del futuro della saggistica, di “Mondazzoli”, del governo Renzi e di molto altro.

L’OBIETTIVO – Tra gli obiettivi della decima edizione, ci spiega l’editore, c’è quello di far crescere “l’apertura al pubblico”. In programma, non a caso, vere e proprie lezioni di piazza “che permetteranno ai cittadini di interagire”. Tra gli ospiti non solo economisti, giornalisti, politici e saggisti, ma anche tre nomi importanti del teatro italiano, Alessandro Bergonzoni, Marco Paolini e Marco Baliani, che reinterpreteranno i temi della manifestazione “in chiave satirica”.

IL PUBBLICO DEL FESTIVAL – “Il pubblico del Festival è composto da persone allo stesso tempo curiose e motivate, e non potrebbe essere altrimenti. Chi viene a Trento è aperto a nuovi linguaggi e nuovi ambiti. Sin dalla prima edizione, tra l’altro, decidemmo di invitare non solo economisti, ma anche intellettuali come il sociologo Zygmunt Bauman, ad esempio. E ricordo che l’Auditorium che lo accolse era stracolmo”, sottolinea Laterza, che argomenta: “In una manifestazione di questo tipo, quel che più conta è mettere insieme punti di vista originali, non canonici”.

IL TEMA SCELTO PER IL DECENNALE – Quanto al tema scelto per il decennale, per Giuseppe Laterza riflettere sulla mobilità sociale significa parlare, allo stesso tempo, “di diseguaglianze e di opportunità”. Prosegue l’editore: “E’ un indicatore dinamico, ed è importante discuterne, in un mondo in cui le diseguaglianze crescono, e in un Paese, l’Italia, in cui il divario tra garantiti e non garantiti si allarga”.

L’INCONTRO DA NON PERDERE – Tra i numerosi incontri in programma dal 29 maggio al 2 giugno, chiediamo a Laterza di sceglierne uno: “Oltre agli appuntamenti che vedranno protagonisti premi Nobel e personalità note al grande pubblico, ci tengo a citare quello con William Easterly (l’1 giugno, alle ore 15, con Federico Fubini, ndr), dal titolo ‘La dittatura degli esperti: come gli economisti ignorano i diritti dei poveri’. Non solo perché questo straordinario economista è un autore della mia casa editrice, ma perché affronta un tema spesso ignorato dai suoi colleghi”.

LA STORIA DELLA CASA EDITRICE – Dal decennale del Festival alle novità che riguardano la Laterza, la cui storia inizia in Puglia il 10 maggio 1901, “quando con una lettera circolare Giovanni Laterza (1873-1943) annuncia la nascita della Casa Editrice Gius. Laterza & Figli”. Giuseppe Laterza, laurea in economia e commercio, entra in casa editrice nel 1981, affiancando il padre Vito, che l’ha diretta nel dopoguerra. E dal 1997 ne è il presidente, condividendo le responsabilità della società con il cugino Alessandro Laterza, amministratore delegato. Nel prestigioso catalogo della Laterza troviamo autori come Jacques Le Goff, lo stesso Zygmunt Bauman, Jürgen Habermas, Michael Walzer, solo per citarne alcuni.

EDITORE & PRODUTTORE TEATRALE – Tra le novità citate sopra, oltre alle prime uscite della nuova collana Solaris, il fatto che la Laterza è da poco diventata produttore di spettacoli teatrali. Il primo, La guerra grande, in scena al teatro India di Roma e poi in tournée, è stato pensato in occasione dell’uscita del libro omonimo del professor Antonio Gibelli. Il secondo progetto teatrale debutterà proprio a Trento in occasione del festival: una lezione sul sogno americano a cura di Alessandro Portelli: “L’idea è nata perché il libro di Gibelli a nostro avviso si prestava a una trasposizione teatrale, in quanto intreccia storie di persone comuni, che vissero al tempo della Prima Guerra Mondiale. Certo, per noi è un inizio. Si tratta di un progetto sperimentale“, ammette l’editore, “anche noi vogliamo capire che potenzialità può avere, e quanto il teatro può essere complementare al nostro mestiere principale, che resta e resterà l’editoria”. “Di sicuro”, aggiunge, “il lavoro fatto con le Lezioni di Storia in tutta Italia ci ha incoraggiato a portare la storia e gli storici sul palco di un teatro”. Per il momento, oltre ai due spettacoli citati, non ce ne sono altri in cantiere.

UNA PIATTAFORMA DI LETTURA IN STREAMING – L’altra novità è legata al lancio di “Lea libri e altro”, piattaforma di lettura in streaming che mette a disposizione centinaia di libri Laterza, dai classici della filosofia ai saggi di attualità, e ogni mese delle novità. Non solo: con Lea si potranno lanciare discussioni inserendo commenti direttamente sul testo e individuando o aprendo un gruppo di lettura. Farne parte “consente di scambiare con altri lettori o con autori presenti sulla piattaforma commenti a partire da uno o più libri, ed essere sempre aggiornati all’interno del proprio profilo sull’andamento della discussione”. Il gruppo potrebbe essere aperto a tutti oppure riservato. Giuseppe Laterza è consapevole che si tratta di un progetto sperimentale: “E’ un’opportunità per autori e lettori. Siamo una piccola casa editrice, che ha a disposizione mezzi minimi rispetto ai grandi colossi. Ci saranno senza dubbio autori più propensi a partecipare attivamente ed altri meno. Ma l’innovazione sarà sempre di più una componente importante del nostro lavoro”.

“MONDAZZOLI” – Laterza ha citato i colossi dell’editoria. Impossibile non chiedergli un commento sulla possibile acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori: “Constato che nel mercato editoriale occidentale nessun gruppo controlla, come invece accade oggi in Italia, il 26% del suo mercato di riferimento, è parlo ovviamente all’attuale quota di Mondadori, che potrebbe arrivare a sfiorare il 40% nel caso andasse in porto l’acquisizione. Questa, dal mio punto di vista, è già un’anomalia. Un’altra anomalia è, a mio avviso, il fatto che la Mondadori sia di proprietà della famiglia di un uomo politico rilevante, ex presidente del Consiglio. Indipendentemente dalla professionalità di chi lavora nelle case editrici del primo gruppo librario italiano, resta un problema”. Non solo: “In Italia ci sono gruppi come GeMS, Feltrinelli, Giunti e altri, che riescono a competere bene con Mondadori. Mi auguro che questa forza competitiva resti alta, e che non si arrivi a un mercato  oligopolistico”. Il pensiero di Laterza va anche ai piccoli editori: “La sproporzione con la forza finanziaria e pubblicitaria che ha la Mondadori è enorme ma, ancor più in caso di acquisizione, il super-gruppo perderebbe agilità. I piccoli marchi dovranno cercare di approfittarne, puntando sul dinamismo”.  Senza dimenticare che per gli autori “è importante non solo il progetto commerciale di una casa editrice, ma anche e soprattutto il progetto intellettuale. Ciò ha fatto sì che tanti nomi importanti siano contenti di pubblicare con Laterza, ad esempio”.

FUTURO DELLA SAGGISTICA – Lasciamo da parte le polemiche su “Mondazzoli” per affrontare un tema di cui periodicamente si discute, la crisi della saggistica. Giuseppe Laterza, ovviamente, è consapevole della difficoltà che, soprattutto nell’era di internet, vive il settore: “Ma resto convinto che la saggistica offra chiavi interpretative essenziali per capire il mondo che ci circonda, e che cambia sempre più rapidamente”. Argomenta l’editore: “Se davvero dovesse arrivare la fine per la saggistica, non riusciremmo più a orientarci al di là del contingente. Un buon saggio è una bussola”.

DIRITTO DI CRONACA, DIFFAMAZIONE E PRIVACY – E veniamo a un tema che interessa anche gli editori di libri, oltre che i giornalisti: il “cantiere” infinito della legge sulla diffamazione, come lo ha definito Repubblica raccontando le ultime novità. Su questi temi Laterza si è già espresso in passato e questa volta preferisce non entrare nei dettagli, “che non conosco approfonditamente”. Più in generale, l’editore crede che “ci siano esigenze diverse, a volte conflittuali”, e che dunque vada trovata “una soluzione legislativa, uscendo però da contrapposizioni astratte o corporative”. Aggiunge: “Si tratta di questioni delicate, difficili, ci sono da contemplare diritti diversi tra loro. Di sicuro, questa discussione non va strumentalizzata politicamente, non esiste una libertà di stampa o una privacy di destra e una di sinistra”.

GOVERNO RENZI – A Laterza chiediamo infine un giudizio sul governo Renzi, in carica da ormai più di un anno. Il premier, tra l’altro, come detto all’inizio sarà a Trento per il Festival: “Una premessa: sono convinto sia necessario rompere l’equilibrio, di tipo conservatore, che si è stabilito nel tempo tra lobby e corporazioni, sia nel pubblico sia nel privato, e che blocca l’Italia da anni. Allo stesso tempo, è urgente una riforma del welfare state, in modo che le garanzie siano sempre più per gli svantaggiati. Ecco, a me pare che, pur tra contraddizioni e difficoltà, il governo Renzi stia provando ad andare in questa direzione”.

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