"Dare notizie e contemporaneamente approfondirle". Per la prima volta, con ilLibraio.it, Roberto Saviano racconta il suo nuovo progetto online, un "portale dinamico" in cui parlare di "criminalità organizzata, diritti civili, notizie culturali su libri e film...". Lo scrittore, che sabato sarà protagonista al Salone del libro di Torino, dice la sua sullo stato del giornalismo d’approfondimento in Italia: "I quotidiani nazionali hanno la grossa responsabilità di aver diseducato i propri lettori, dandogli la sensazione che l’unica informazione possibile siano le breaking news". E parla, tra l'altro, di promozione della lettura (anche attraverso Facebook), del suo prossimo libro e della discussa possibile acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori... - L'intervista

Nella vita del 35enne Roberto Saviano, uno degli autori italiani più conosciuti all’estero, lo spartiacque è rappresentato dalla pubblicazione di Gomorra (Mondadori), il suo primo libro, nel marzo 2006. Milioni di copie vendute  in tutto il mondo e trasposizioni a teatro, al cinema e poi in tv; ma, soprattutto, un’esistenza stravolta: a seguito delle minacce della camorra, infatti, lo scrittore napoletano vive sotto scorta dal 13 ottobre 2006.

Dopo anni trascorsi costantemente al centro dei riflettori, anni in cui non sono mancate polemiche, solitudine e successi su più fronti, Saviano ha deciso di lasciare l’Italia, trasferendosi a New York, anche se spesso torna in Italia.

Nove anni dopo l’uscita di Gomorra, uno degli autori di libri più influenti in rete (ogni suo post su Facebook – dove la sua pagina ufficiale conta oltre due milioni di fan –, ottiene centinaia di commenti e condivisioni) ha da poco lanciato un vero e proprio portale giornalistico che prende il posto del suo sito personale: solo l’indirizzo è rimasto lo stesso, www.robertosaviano.com.

Il progetto vede al centro uno scrittore, che ha cominciato come giornalista d’inchiesta e che, anche grazie all’esperienza negli Usa, dove il rapporto tra media e web è in una fase molto avanzata, ha capito che la rete e i social network sono il presente, e non il futuro dell’informazione e della comunicazione.

Ma visto che Saviano resta soprattutto uno scrittore, al centro del sito non ci sono solo le inchieste e i temi giornalistici che gli stanno più a cuore, ma anche i libri. Non (solo) i suoi, ma quelli che di giorno in giorno catturano la sua attenzione. Pubblicati da editori grandi e piccoli, scritti da autori emergenti come pure da scrittori molto noti. Saggi, libri-inchiesta, ma anche romanzi e raccolte di poesie. Libri di cui Saviano ha dimostrato di saper parlare in modo empatico in rete, in tv e sulla stampa cartacea. Tra i partner del progetto, non a caso, ci sono il portale di e-commerce Ibs.it e il sito che state leggendo, IlLibraio.it

Qui di seguito la nostra intervista allo scrittore. Che, per la prima volta, parla del sito (e di molto altro ancora…).

Saviano

Prima di venire al nuovo progetto, una domanda legata all’incontro che la vedrà protagonista sabato 16 maggio, alle ore 16.30, al Salone del libro di Torino, dove dialogherà con Günter Wallraff, maestro del giornalismo d’inchiesta e coscienza critica della Germania contemporanea: Saviano, che momento sta vivendo il giornalismo d’approfondimento nel nostro Paese?
“Questo è un tema verso cui sono particolarmente sensibile, per diversi motivi. Il primo è che, sbagliando, si ritiene che tutto ciò che è attuale abbia subito un’involuzione rispetto al passato. La verità, secondo me, è che oggi è più difficile orientarsi perché le informazioni a nostra disposizione sono moltissime e ci arrivano da più canali. Quello che manca non è l’approfondimento, ma l’attenzione, la nostra attenzione. Durante il mio primo intervento ad Amici ho esortato a non pattinare in superficie, ma ad andare a fondo, ad approfondire sempre. Ho usato la metafora del lago ghiacciato: sull’informazione possiamo decidere di scivolare, di pattinare, restando sempre al di sopra, ma soprattutto al di fuori. Oppure possiamo decidere di appendere il pattini al chiodo, di prendere un piccone e rompere il ghiaccio per scoprire cosa si cela sotto la superficie. Il giornalismo di approfondimento nel nostro paese esiste, ma non fa vendere copie ecco perché si preferisce essere sempre sul pezzo, sull’attualità, dare spazio ad aggiornamenti continui a scapito di una visione d’insieme che esiste, ma che è spesso messa in ombra. I quotidiani nazionali in questo hanno la grossa responsabilità di aver diseducato i propri lettori, dandogli la sensazione che l’unica informazione possibile siano le breaking news. Eppure ci sarebbe spazio per tutto: sul web la strettissima attualità con aggiornamenti continui e su carta ci si potrebbe prendere tempo, si potrebbe far respirare la notizia, meditarla, approfondirla”.

E arriviamo all’ultima novità che la riguarda: quando e come è nata l’idea di realizzare il nuovo sito?
“In realtà la mia idea non è esattamente quella di realizzare un nuovo sito, ma un portale dinamico che faccia proprio questo: dare notizie e contemporaneamente approfondirle. Non mi interessa essere ‘sul pezzo’, ma fornire letture, fermare un frame dal rullo delle informazioni e raccontare la storia che sta dietro. Non mi interessa raccontare ciò che è possibile leggere su ogni quotidiano, ma scovare storie marginali che io considero centrali per comprendere il mondo in cui ci muoviamo”.

A quali modelli si ispira?
“Mi piacciono molto i siti di informazione americani, perché un po’ rispecchiano quanto dicevo sul giornalismo di approfondimento, non trattando solo breaking news, ma anche approfondendo con le op-ed (acronimo di opposite the editorial page, ndr). Ma il mio sito, come tutto ciò che mi riguarda, mira a essere una cosa spuria: non avendo la necessità di fare informazione minuto per minuto, preferisco che si comporti come una sorta di rivista e che con il tempo possa contenere tutto ciò che mi interessa. Quindi notizie sulla criminalità organizzata, sui diritti civili, notizie culturali su libri e film. Che abbia uno sguardo al web e ai suoi contenuti”.

Chi l’ha aiutata a realizzare il progetto?
“Amici incontrati negli anni che mi hanno fatto conoscere altri amici con cui abbiamo iniziato a ragionare sulla possibilità di catalizzare investimenti, anche minimi, per poter mettere su una piccola redazione che speriamo con gli anni possa crescere. Saverio Schiano Lomoriello che ho conosciuto quando lavorara a Facebook Italia mi ha fatto conoscere CrowdM che ha realizzato il sito. Ma è solo un punto di partenza. Ho già iniziato a collaborare con una realtà giornalistica molto interessante, the Post Internazionale”.

Con quali criteri ha scelto i partner del sito?
“Dovevano essere interessati innanzitutto al progetto. Non a me personalmente, ma a un sito che provasse a fare un tipo diverso di approfondimento e che utilizzasse i miei canali di diffusione e i miei numeri sui social (oltre due milioni di fan su Facebook e oltre un milione di follower su Twitter)”.

Settimanalmente, sulla sua pagina Facebook consiglia romanzi e saggi, spesso “spostando” le vendite di questi titoli: nell’Italia in cui i lettori calano, è consapevole di avere una responsabilità importante?
“Una responsabilità che mi sono assunto spesso coinvolgendo gli editori e facendo cambiar loro idea sulla necessità di sponsorizzare libri sui social. Ho iniziato a recensire libri su Facebook perché credo nulla sia più bello che invitare alla lettura e sono stato contattato dagli editori che mi chiedevano come rendere virali i miei post. Facebook contempla la possibilità di sponsorizzare post, ovvero di pubblicizzarne il contenuto perché abbiano una reach maggiore rispetto a quella che organicamente avrebbero. Io non guadagno nulla, ci tengo a dirlo perché talvolta capita che alcuni fan nei commenti me lo chiedano, solo il piacere di parlare di libri. Gli editori dovrebbero sfruttare al massimo le potenzialità del web che rispetto alle tradizionali presentazioni, offre possibilità incredibili a costi alla portata anche dei piccoli editori, quelli che hanno titoli bellissimi ma talvolta poche risorse”.

A questo proposito, leggendole in tv (ospite di Fabio Fazio, su Rai3), è riuscito persino a portare in vetta alla classifica le poesie di Wislawa Szymborska: in che modo seleziona i libri da recensire?
“Devono essere libri che ho amato, che ho letto e ho trovato imprescindibili”.

Ospite nei giorni scorsi di Amici di Maria De Filippi, su Canale5, ha parlato a un pubblico di giovanissimi de Le notti bianche di Fedor Dostoevskij: Saviano, come si fa a far innamorare i ragazzi della lettura?
“Con la passione. Innamorarsi della letteratura è la cosa più naturale che ci sia, serve solo creare occasioni”.

Andando verso la conclusione, non possiamo non chiederle della sua attività di scrittore: cosa può anticipare sui temi del prossimo libro? A proposito, quando uscirà (per Feltrinelli, ndr)?
“Ci sto lavorando, e come sempre preferisco farlo con tranquillità, senza pressioni, senza dover rendere conto di parole dette. Questo per me è scrivere: prendersi tempo”.

Ultima domanda, inevitabile: si discute della volontà di Mondadori, il suo ex editore, di acquisire Rcs Libri: scrittori, librai, editori e politici si sono detti preoccupati per le conseguenze che avrebbe la creazione di un vero e proprio “super-gruppo” editoriale: qual è la sua posizione, da autore?
“Cambierà poco, in Italia già sono i super-gruppi a dettare le regole, di editori più o meno piccoli e indipendenti ce ne sono tanti e hanno sempre meno peso. Non sarà questa acquisizione a mutare le sorti dell’editoria nel nostro paese, ma la lungimiranza di tutti gli editori, i loro investimenti, la passione di insegnanti e professori che avranno le capacità di far capire che leggere significa arricchirsi, crescere e avere strumenti per vivere meglio”.

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