Giornalista, amata scrittrice, esperta di comunicazione, femminista: si è spenta Elda Lanza, la prima presentatrice della televisione italiana

Era una donna colta e ironica, che ha attraversato il ‘900 ma è stata protagonista anche del secolo successivo. E’ morta Elda Lanza, la prima presentatrice della televisione italiana. Nata a Milano il 5 ottobre 1924, si è spenta stamattina a Castelnuovo Scrivia.

Giornalista, scrittrice ed esperta di comunicazione, è stata docente di Storia del costume. Si è fatta apprezzare anche da lettrici e lettori: Niente lacrime per la signorina Olga e i romanzi seguenti, Il matto affogato e Il venditore di cappelli, pubblicati da Salani, hanno già raggiunto decine il grande pubblico e hanno inaugurato un nuovo modo di interpretare il romanzo giallo, tra ironia ed eleganza stilistica.

Come ricorda Wikipedia, Elda Lanza, attiva nel movimento femminista, dopo gli studi alla Cattolica di Milano e alla Sorbona di Parigi (dove fu allieva, tra gli altri, di Jean Paul Sartre), nel 1952 viene contattata dai dirigenti dalla neonata televisione pubblica italiana di cui, dopo svariati provini, diventa la prima presentatrice, lavorando nei primi programmi sperimentali, tipo Vetrine, rubrica di moda e altro. Dopo un periodi di assenza dagli schermi, perché impegnata come testimonial per la pubblicità, tornò a condurre la trasmissione di consigli librari per ragazzi Avventure in libreria.

Nel marzo 2017 ha concesso una lunga intervista Repubblica, in cui ha ripercorso tutta la sua vita e ha parlato anche dei suoi libri, a partire da questo episodio significativo: “Ho sempre scritto, ma l’ho fatto come un sottomarino che non riesce mai veramente ad emergere. Quando portavo i miei primi racconti ai settimanali femminili, dicevo: da grande farò la scrittrice. Una volta incrociai Giorgio Scerbanenco, non immaginavo che sarebbe diventato un apprezzatissimo autore di libri polizieschi. Era un uomo alto e magrissimo. Una guglia con gli occhi dolci e tristi. Dirigeva, mi pare, Bella. Mi disse: lei signorina scrive come un uomo, non diventerà mai, per fortuna, un’altra Liala”.

La terza sorella, il suo ultimo romanzo, pubblicato postumo sempre da Salani, racconta il misterioso omicidio della baronessa Elena Clerici di Garbagna, trovata morta nel suo letto da Carlo, il marito, che si trasforma ben presto nel primo dei sospettati. Per risolvere il caso, viene convocato a Villa Dubeca Max Gilardi, amico della coppia e testimone di nozze di Elena. Destreggiandosi con maestria tra antiche diatribe, voci di paese e nuove rivelazioni, l’avvocato ripercorre la storia di una famiglia dominata dalla figura di un padre tanto amato quanto sfuggente, e getta luce sulla sua più oscura, pesante eredità.

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