L’Odissea omerica portata sul grande schermo da Christopher Nolan fa discutere. Per l’autore di “Il più bel romanzo del mondo – L’Odissea raccontata da Nicola Gardini”, il film estrae dal testo antico e porta a piena maturazione il seme di una critica della violenza e della guerra. “È un avvertimento grandioso sui rischi che la nostra civiltà corre e sul bisogno urgentissimo di prendere altre direzioni” – La riflessione
Christopher Nolan non ha inteso darci né una trasposizione cinematografica né un adattamento dell’Odissea omerica. Il suo film non ha né sembra voler avere nulla di letteralmente imitativo. Si mette d’impegno, anzi, anche quando torna sulle tracce del testo antico, per rinnovarne gli elementi più caratteristici. Inutile rimanere delusi.
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Sbagliato anche gridare alla disattenzione o al tradimento, o fissarsi su dettagli, come la forma degli elmi o il colore della pelle delle attrici. Lo andrete a vedere, questo film – e vi consiglio di andarlo a vedere –, non certo per farvi un’idea più rapida dell’Odissea omerica, ma per ammirare la potenza di una rilettura odierna e l’apertura di possibilità interpretative che il testo di Omero ancora è in grado di offrire.
Nolan taglia, aggiunge, disloca, stravolge, fonde più episodi in uno, attinge dall’Iliade e dall’Eneide, ridisegna l’impianto narrativo (vi consiglio di esercitarvi a notare le differenze e ad apprezzarne di volta in volta le ragioni e le finalità). Perché? Perché ha in mente un ben preciso messaggio, che ricava dalle ambigue profondità di Omero, ma plasma alla luce di una sua poetica e di una sua visione civile.
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IL QUIZ – QUANTO CONOSCI L’ODISSEA?
Lui considera la storia di Ulisse la storia di un distruttore che si è distrutto. Responsabile della caduta di una civiltà (quella troiana), il suo Ulisse si accorge di aver causato anche la morte della propria. Per questo non si decide a tornare a casa, perché, scopertosi l’artefice di una devastazione totale, non si aspetta di trovare più alcuna casa ad attenderlo.
Il film estrae dal testo antico e porta a piena maturazione il seme di una critica della violenza e della guerra. È un avvertimento grandioso sui rischi che la nostra civiltà corre e sul bisogno urgentissimo di prendere altre direzioni. Il suo Ulisse, militare che cerca finalmente di smilitarizzarsi, parla per noi. Non è più il signore di discorsi ben calibrati, quello che si salva dichiarando di chiamarsi Nessuno o che racconta le sue avventure agli splendidi feaci, o che incontra, pur tra tante difficoltà, tenerezza e amore.
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Non c’è luce nelle macerie, non c’è consolazione. Non possono esserci. Ulisse qui resta esclusivamente l’ideatore del cavallo ligneo, cioè di un’arma micidiale. Se nell’Odissea di Omero poteva ancora vantarsi di un simile trucco, in questa Odissea deve fare i conti con tutti i morti che quel trucco ha prodotto.
Certo, anche questo Ulisse torna a casa, secondo il copione antico. Il suo ritorno e la sua sopravvivenza, tuttavia, non hanno nulla di trionfale. Sono solo il culmine di una sconvolgente presa di coscienza. Ulisse torna per ricominciare, non per continuare. E chissà che ricominciare non smetterà presto di essere un’opzione praticabile per noi.
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Nicola Gardini nella foto di Yuma Martellanz
L’AUTORE – Nicola Gardini (1965), milanese, presidente della casa editrice Salani, è autore di romanzi, memoir, saggi, traduzioni e raccolte di poesia. Ha curato edizioni di classici antichi e moderni, tra cui Catullo, Marco Aurelio, Ted Hughes, Emily Dickinson, ed è autore di numerosi libri. Tra le sue opere narrative, ricordiamo Lo sconosciuto (2007, dal 2026 negli Oscar Mondadori), Le parole perdute di Amelia Lynd (Feltrinelli, 2012, premio Viareggio e premio Zerilli Marimò City of Rome), La vita non vissuta (Feltrinelli, 2015), Nicolas (Garzanti, 2022) e Daddy (Mondadori, 2026). I suoi saggi più recenti sono Il più bel romanzo del mondo – L’Odissea raccontata da Nicola Gardini (Garzanti, 2025) ed Eco in una casa nuova – Dire e ascoltare il dolore (Aboca Edizioni, 2025). Gardini, che insegna letteratura italiana e comparata all’Università di Oxford, per Garzanti ha firmato, tra gli altri, anche Viva il latino, tradotto in numerose lingue, Con Ovidio – Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo, Rinascere, Il libro è quella cosa, Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo e Viva il greco. Con Salani ha pubblicato il romanzo per bambini Silvia e l’enigma della Sibilla.
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