In anteprima a Locarno “Fiore mio”, primo docufilm scritto, diretto e interpretato dallo scrittore Paolo Cognetti. La pellicola, ambientata nelle Alpi, che l’autore del besteller “Le otto montagne” conosce bene, arriverà poi al cinema il 25 novembre – I particolari
Dopo Le otto montagne, film tratto dal suo romanzo più noto (vincitore nel 2017 del premio Strega), Paolo Cognetti si appresta a tornare al cinema questa volta con un lungometraggio scritto, diretto e interpretato proprio dallo stesso scrittore milanese.
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Fiore mio, questo il titolo, sarà presentato in anteprima il 6 agosto, al Locarno Film Festival, come evento di pre-apertura. Il docufilm arriverà poi nelle sale cinematografiche il 25, 26 e 27 novembre.
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Fiore mio (prodotto da Samarcanda Film, Nexo Studios, Harald House e EDI Effetti Digitali Italiani con il sostegno della Film Commission Vallée d’Aoste) è ancora una volta ambientato in montagna. In una montagna che l’autore e regista conosce assai bene, il Monte Rosa: viene presentato come un racconto “personale”, fatto di “immagini spettacolari”, ed è stato pensato dopo l’estate 2022, nella quale l’Italia venne prosciugata dalla siccità.
Proprio in quell’occasione, l’autore di Giù nella valle, La felicità del lupo e altri libri (editi da Einaudi) ha avuto modo di osservare da vicino l’esaurimento della sorgente della sua casa a Estoul, piccolo borgo posto a 1700 metri di quota che sovrasta la vallata di Brusson. È nata così l’idea di raccontare la bellezza delle sue montagne, dei paesaggi e dei ghiacciai ormai destinati a sparire o cambiare per sempre a causa del cambiamento climatico.
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Cognetti affronta questo viaggio in compagnia: con lui troveremo infatti, tra gli altri, il direttore della fotografia Ruben Impens, conosciuto sul set delle Le otto montagne e che firma anche la fotografia di Fiore Mio, e le persone incontrate durante il percorso.
E ancora, l’amico di una vita Remigio, nato e cresciuto in val d’Ayas, di cui conosce ogni luogo e custodisce la memoria, e Arturo Squinobal, una vita dedicata alle montagne, e sua figlia Marta. E ancora ci sono Corinne e Mia, donne dei rifugi. E poi nel docufilm c’è il cane Laki, inseparabile compagno di camminate.
La colonna sonora è interamente curata dal cantautore Vasco Brondi, amico di Cognetti.
Cognetti aveva già esplorato la montagna anche nel documentario di Dario Acocella Sogni di Grande Nord, dove ha seguito le tracce del Chris McCandless di Into the wild – Nelle terre estreme in Alaska.
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