“Attraverso pranzi e merende, ciambelle e polpi, possiamo comprendere la vera natura delle persone, e quindi, dell’amore…”. Ne scrive su ilLibraio.it Mariachiara Montera, content creator e copywriter, e lo fa citando diversi esempi da romanzi e libri negli ultimi anni. L’autrice ha ideato “Burro”, un bookclub gastronomico (che sarà ospitato dal Circolo dei lettori di Torino), e “Banchetto”, un cookbook per chi vuole incontrarsi attraverso il cibo…

Sono una persona monomaniaca della cucina, e di quello che ruota intorno: mangiare, fare la spesa, preparare il pranzo. Sono convinta che il cibo ci permetta di raccontare il mondo, da ogni punto di vista: emotivo, culturale, storico, sociologico.

Troppo? Vi faccio un invito: mentre mangiamo, o quando ascoltiamo storie legate al cibo, proviamo a osservare quello che accade intorno e dentro di noi. Scopriremo che la nostra attenzione cambia, rispetto ad altre attività: è un’attenzione irrorata di vita. Il cibo ci permette di essere più vicini alla vita e, ripescando le parole di Dan Saladino in Mangiare fino all’estinzione, il cibo, la cucina e l’alimentazione sono diventate, nel corso dei millenni, l’espressione più straordinaria dell’immaginazione umana.

Immaginare sostiene le nostre scelte, rispetto al futuro che non conosciamo, e ci fornisce una guida, rispetto alle persone che non abbiamo ancora incontrato. Grazie alla letteratura gastronomica, immaginare diventa più divertente, tramite pagine dove il cibo racconta le diverse sfaccettature e anche fasi dell’amore. Da quando ci innamoriamo a quando invecchiamo insieme, se siamo fortunati.

In the Kitchen

Dove ci si innamora, se non in cucina? In Cupboard di Ella Risbridger, racconto inserito all’interno di In the Kitchen: Essays on food and life, scrive: Non ho mai avuto una cucina in cui non mi sia innamorata. Ci sono milioni di tipi di amore, forse tanti quante sono le persone di cui ci si può innamorare; e un milione di modi per sapere che si ama una persona, e tutti i miei grandi amori sono stati amori in cucina: domestici, intimi, facili”.

Anche Nora Ephron parla di innamoramento, in Affari di cuore: ”Ho amici che cominciano con la pasta e altri che cominciano con il riso, ma io, quando mi innamoro, comincio sempre con le patate. A volte patate con la carne, altre volte patate con il pesce, ma comunque sempre patate. Mi è capitato spesso di scegliere gli uomini sbagliati e in molti casi di pentirmene amaramente, ma non ho mai avuto alcun rimpianto per le patate che hanno fatto da contorno ai miei amori”.

E dopo l’inizio, cosa accade? Come si fa a tenere vivo l’amore? Lo spiega Daisy Johnson in Ritual, parlando dei piatti che lei e il suo compagno hanno cucinato nel tempo: “A distanza di anni torniamo a questi stessi piatti con una sorta di venerazione. Ora hanno un significato diverso da quello che avevano prima. Significano costanza e cura, significano che sono ancora qui, che sarò ancora qui.”.

Crying in H Mart

I romanzi gastronomici ci aiutano a rivelare i modelli relazionali con cui siamo cresciuti, e che ci guidano nella scelta di certi partner piuttosto che di altri. In Crying in H-Mart di Michelle Zauner troviamo pagine intere che mostrano i semi che lasciamo nella formazione emotiva delle persone, che germogliano in una certa idea del modo corretto di essere amati. Quando ad esempio la protagonista si trova a tavola con sua madre, e le due sorelle Eunmi, e Nami, e di fronte hanno il sannakji – un tipo di piccolo polpo dai lunghi tentacoli ancora vivo, quello che accade è un imprinting che durerà: lo mangia per il desiderio di compiacere la madre, e quel gesto di coraggio è l’inizio di un certo modo di porsi e di essere notata. L’attenzione, per ottenere l’affetto.

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Lucy davanti al mare di Elizabeth Strout

Aggiungiamo un altro tassello: l’amore, a volte, è anche tradimento. E il cibo può aiutarci a capire che tradire è un’opzione da percorrere, come in Lucy davanti al mare di Elizabeth Strout. La protagonista parla con la figlia, a proposito dell’uomo con cui ha tradito suo padre: per diverso tempo lui l’ha corteggiata, e lei ha sempre risposto di no.

Finché non esce con una donna, “Una delle donne più tristi che io abbia mai incontrato. Non aveva mai avuto un fidanzato, una fidanzata, e Dio sa se non me l’avrebbe fatto sapere subito se le fosse successo”. Il dolce, ecco, il dolce cambia tutto.

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“E poi per dolce ha ordinato quelle ciambelle speciali che ti servono con la cioccolata calda, e io la guardavo intingere le ciambelle, e mentre la guardavo intingere ‘ste ciambelle nella cioccolata, ho sentito dentro una sensazione di terrore, direi perché ero testimone di una solitudine irreparabile. E mi sono detta, Sí, vada per la relazione. Perciò sono tornata a casa e gli ho scritto una sola parola: Sí. E lui era entusiasta. […] Ma ho sempre pensato che se quella sera non fossi andata a cena con quella donna tristissima non avrei mai accettato la sua proposta”.

Insomma, attraverso pranzi e merende, ciambelle e polpi, possiamo comprendere la vera natura delle persone, e quindi, dell’amore.

mariachiara montera

Mariachiara Monter terrà un bookclub gastronomico a Torino, al Circolo dei lettori in Via Bogino 9 (con un omaggio speciale di Eataly Torino, e un pensiero di Burro): mercoledì 9 ottobre si parlerà di Crying in H Mart di Michelle Zauner (Mondadori); mercoledì 13 novembre, alle 19, spazio a La cucina inglese di Miss Eliza di Annabel Abbs (Einaudi); mercoledì 11 dicembre, alle 19, si parlerà di Butter di Asako Yuzuki (HarperCollins). Per partecipare, basta avere la Carta Io leggo oppure la Carta Io leggo di Più del Circolo dei lettori. Per prenotarsi, ci si può iscrivere al Circolo, oppure via telefono (011 8904401) o via mail (info@circololettori.it).

L’AUTRICE – Mariachiara Montera è content creator, copywriter e autrice. Racconta il mondo scrivendo di cibo, con un approccio interdisciplinare: “Se si parla così tanto di cibo è anche colpa mia”, confessa. Ha creato Burro, un bookclub gastronomico a Torino, al Circolo dei lettori, e Banchetto, il cookbook club insieme a Myriam Sabolla, per chi vuole incontrarsi attraverso il cibo.

È host di Lingua e Guscio per Storytel, dove attraverso il cibo parla di relazioni e psicoterapia. Ha inoltre scritto e prodotto Conserve, la newsletter & podcast per chi vuole scoprire tutti i modi in cui, col cibo, si può raccontare una storia.

Su Instagram si fa chiamare Maricler, e qui parla di cibo, psicoterapia, lavoro, libri (di cucina e non) e di gatti. Scrive anche di altro: di lavoro e di vergogna, come nel saggio Non dipende da te che ha pubblicato per Einaudi nel 2022, e di olio, per il podcast Al Nocciolo di Chora Media. Ha creato una linea di cancelleria ispirata al burro, in collaborazione con DANT Studio.

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