“Il libro delle illusioni”, pubblicato nel 2002, è il romanzo in cui Paul Auster (1947-2024), una delle voci più riconoscibili della narrativa americana recente, mette a nudo due delle sue ossessioni più profonde: la fragilità dell’identità e la natura del ricordo. Al centro, un uomo che ha perso tutto e un altro che ha scelto di scomparire. Due vite che si inseguono senza mai toccarsi davvero, separate da decenni e unite dal medesimo desiderio: sopravvivere, per come si può, per come si riesce…

Paul Auster, nato a Newark nel 1947 e scomparso il 30 aprile del 2024, è stato una delle voci più riconoscibili della narrativa americana contemporanea. I suoi romanzi si muovono tra realtà e finzione, raccontando personaggi sospesi, spesso in fuga da se stessi. La sua scrittura procede per sottrazione: asciutta, controllata, sempre in equilibrio tra racconto e riflessione.

Nei suoi romanzi, dalla Trilogia di New York (Einaudi, traduzione di Massimo Bocchiola) fino a 4 3 2 1 (Einaudi, traduzione di Cristiana Mennella) i personaggi si muovono come figure in bilico, uomini e donne che cercano di ritrovarsi perdendosi, inseguendo storie che li definiscono e li smentiscono allo stesso tempo.

il libro delle illusioni

David Zimmer, il protagonista de Il libro delle illusioni, è un professore universitario che vive nel lutto. Ha perso la moglie e i figli in un incidente aereo, e da allora si trascina tra le rovine della sua esistenza. Una notte, per caso, si imbatte in un film comico muto in bianco e nero. Sullo schermo, un attore di cui non aveva mai sentito parlare: Hector Mann.

La curiosità nei confronti dell’attore si scatena come un’ossessione, il dolore si riversa nel desiderio di sapere. Zimmer scopre che Mann era una promessa del cinema muto, scomparso senza lasciare traccia nonostante la sua fama. Da lì, la sua ricerca diventa un chiodo fisso che oscura tutto il resto: Zimmer recupera tutti i film di Mann, scrive un libro su di lui, ne ricostruisce la vita e i silenzi. Cerca di ripercorrere l’esistenza dell’attore provando a creare un legame di parole e inchiostro, ma la vita di Hector Mann gli sfugge tra le pellicole, difficilissima da ricostruire e con un finale senza risposte.

In Auster, la memoria è sempre un territorio ambiguo. Ricordare non è un gesto neutro: è un modo per riscrivere la realtà, per darle una forma sopportabile. Zimmer si illude di compiere un gesto accademico, una ricerca per allontanare l’oblio, ma in realtà sta cercando un modo per ricostruire se stesso. Ogni dettaglio di Hector Mann diventa una proiezione: un uomo che si è cancellato, come lui vorrebbe cancellarsi; un artista che ha scelto il silenzio, come lui ha scelto l’isolamento.

copertina di 4 3 2 1 di Paul Auster, uno dei libri da rileggere

Auster costruisce così una doppia biografia: quella di chi è morto e quella di chi sopravvive a malapena. In entrambi, la stessa domanda: si può davvero scomparire del tutto? O siamo condannati a vivere nei ricordi di chi ci guarda, nei frammenti che lasciamo, nelle illusioni che generiamo? Dove finiscono i nostri fallimenti? Può l’amore accettare il vero annullamento?

Non è un caso che tutto ruoti attorno al cinema muto.

L’immagine senza voce è la metafora perfetta per ciò che Auster vuole raccontare: il silenzio, la voce muta e la sua interpretazione. Così è anche la scrittura di Auster: essenziale, contenuta, fatta di salti temporali. Il suo linguaggio sembra voler dire il minimo necessario, lasciando che siano i silenzi a parlare. Il libro delle illusioni è un romanzo che si muove come un vecchio film, pieno di ombre e riflessi, in cui il tempo scorre in direzioni diverse.

Si può dire che Il libro delle illusioni è un romanzo sull’assenza, e su tutto ciò che l’assenza genera: memoria, immaginazione, desiderio, arte. David Zimmer e Hector Mann sono due facce della stessa medaglia: uno ha perso il mondo, l’altro si è sottratto ad esso. Entrambi vivono nella zona grigia tra la realtà e la sua rappresentazione, tra ciò che è stato e ciò che ci si inventa per sopportare chi siamo diventati. Chi resta alla fine è chi ha la forza di andare avanti, chi riesce, nonostante tutto, a sopravvivere alla memoria del passato.

“Ha mai tentato il suicidio, Mr Zimmer? No. Ma ci ha pensato, qualche volta? Naturale. Altrimenti non sarei un uomo.”

Scopri le nostre Newsletter

Iscrizione alla Newsletter
Il mondo della lettura a portata di mail

Notizie, approfondimenti e curiosità su libri, autori ed editori, selezionate dalla redazione de ilLibraio.it

scegli la tua newsletter Scegli la tua newsletter gratuita

Libri consigliati