“Radici nel Futuro”. Questo il titolo scelto per l’anno prossimo. Dalla Buchmesse le anticipazioni di Mauro Mazza, Commissario straordinario in vista dell’edizione 2024 della Fiera del Libro di Francoforte. All’inaugurazione, il 15 ottobre 2024, ci saranno Carlo Rovelli, Stefano Zecchi e Susanna Tamaro – I dettagli e i commenti di Nicola Lagioia e Stefano Mauri

“La cultura è scintilla, è dialogo senza pregiudizi. No al conformismo, no all’appiattimento”.

Parola di Mauro Mazza, che dopo le dimissioni dell’ex presidente dell’Associazione Italiana Editori Ricardo Franco Levi (e le polemiche dei mesi scorsi, che hanno visto protagonista anche il fisico Carlo Rovelli) è stato nominato dal Governo, e dal ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, nuovo Commissario straordinario in vista dell’edizione 2024 della Fiera del Libro di Francoforte.

Mazza è intervenuto proprio alla Buchmesse in corso in Germania, e ha mostrato il video di tre minuti (e il logo) che presenta l’idea di fondo in vista dell’attesa edizione 2024, che vedrà protagonista in Fiera il nostro Paese e la sua cultura (a 36 anni dall’ultima volta).

Come annunciato alla vigilia, nel video c’è anche spazio per l’intervista che Pier Paolo Pasolini fece a Ezra Pound, “due visioni distanti e il modo giusto per riflettere”.

Al centro della nostra presenza ci saranno il libro, gli autori, le autrici, le lettrici e i lettori“, aggiunge Mazza, che annuncia poi che Lorenzo Mattotti, fumettista e illustratore, sta preparando un’immagine che racconterà l’Italia ospite l’anno prossimo a Francoforte.

All’allestimento dei padiglioni che vedranno al centro il nostro Paese in Fiera sta lavorando l’architetto Stefano Boeri. Mazza anticipa che ci saranno mostre (compreso un omaggio a Goethe e ai suoi viaggi in Italia) e incontri.

Il commissario (che ha ammesso di conoscere poco il mondo dell’editoria, e di conoscerlo soprattutto da lettore) presenta il titolo scelto, “Radici nel Futuro“: “Non è irrilevante il confronto con la distanza dal 1988, ultima volta in cui l’Italia è stata Paese ospite d’onore: esisteva ancora il Muro di Berlino che divideva in due la Germania e l’Europa. Vorrei che con il 2024 lasciassimo una nostra traccia, come è avvenuto nel 1988. Sono convinto che l’appiattimento e il conformismo siano letali per la cultura, perché impediscono ogni creatività. Non solo l’Italia, ma anche l’Europa ha bisogno di più linfa e di più anima”.

All’inaugurazione, il 15 ottobre 2024, ci saranno Carlo Rovelli, Stefano Zecchi e Susanna Tamaro.

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IL PUNTO DI VISTA DI STEFANO MAURI SUL VIDEO

Da Francoforte, interpellato dall’agenzia Ansa, Stefano Mauri, presidente e Ad di GeMS e presidente del Gruppo Messaggerie, commenta così il video ideato per raccontare la cultura italiana alla Buchmesse: “No, non mi è piaciuto. È un video prevedibile, sempre la solita cosa. Quando si parla di cultura e c’è un governo di destra si parla di una roba che viene dal passato. Avrei voluto vedere i nostri autori, gli autori che oggi si pubblicano nel mondo. Invece Dante, Manzoni, la biblioteca, il Colosseo, il Duomo, bellissimi, però poi i germogli io non li ho visti” (il riferimento è al logo di Italia Paese Ospite 2024, in cui si vede un libro aperto da cui spunta un germoglio, ndr)“. E ancora: “E poi è vero che c’è il contributo alle traduzioni, ma perché non farlo vedere nel filmato, perché parlare solo della cultura come una roba che si faceva in passato?”, si chiede l’editore de ilLibraio.it.

SI CONTINUA A DISCUTERE DEL CASO-SHIBLI 

Dopo le discussioni dei giorni scorsi per il rinvio della premiazione della scrittrice palestinese Adania Shibli inizialmente prevista a Francoforte, il commissario Mazza ha sottolineato: “Ho capito che si è trattato di una sofferta decisione da parte di chi l’ha presa, non della Buchmesse, ma di chi conferiva questo premio alla scrittrice (l’associazione culturale Litprom, ndr). Ci ho pensato e credo di aver capito che sia stata una decisione condivisibile“.

CRITICO NICOLA LAGIOIA

Tra i primi commenti, quello di Nicola Lagioia, scrittore ed ex direttore del Salone del Libro di Torino, che sul suo profilo Facebook scrive: “Come ho detto qualche giorno fa in televisione, e ieri sera, in un incontro pubblico qui a Francoforte, non credo che sospendere la premiazione di Adania Shibli sia stata una buona idea. E non credo sia una buona idea che, a propria volta, le istituzioni italiane responsabili della spedizione italiana a Francoforte 2024 (l’Italia sarà paese ospite) la abbiano avallata con tanta leggerezza. Su come la spedizione italiana a Francoforte rischi di essere una grande occasione persa scrivo da anni. Su come, in un anno di governo, la politica a sostegno della lettura sia stata, per ora, pressoché inesistente mi sembra invece evidente. Editori, librai, autrici, autori, operatori culturali credo ne siano consapevoli“.

Sul caso-Adania Shibli si era espressa anche la stessa Associazione Italiana Editori: “Pur comprendendo le difficoltà della situazione ed esprimendo tutta la nostra solidarietà al popolo d’Israele, non condividiamo questa decisione – ha sottolineato l’altro ieri il presidente  Cipolletta -. Come Associazione Italiana Editori non possiamo accettare censure alla libertà di espressione. I libri e la lettura sono sempre un valore e come tali non possono essere censurati in alcun modo. Questo è vero in qualsiasi circostanza”.

“EDITORIA ITALIANA IN BUONA SALUTE”

Tornando all’incontro a Francoforte, che ha visto assente il ministro Sangiuliano, si è parlato anche della situazione dell’editoria italiana: “I dati dei primi nove mesi del 2023 del mercato trade indicano il buono stato di salute dell’industria, che è stata capace di tenere i prezzi bassi, pur a fronte dell’inflazione e della crescita dei costi di produzione”.

A 12 mesi dalla partecipazione del Paese come Ospite d’Onore alla Buchmesse, l’editoria italiana si è alla Fiera Internazionale del Libro di Francoforte con un giro d’affari (valore delle vendite) che sfiora i 3,4 miliardi di euro (qui i dettagli, i commenti e i dati, oltre alle dichiarazioni dalla Germania di Innocenzo Cipolletta, neo presidente dell’Associazione Italiana Editori).

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