Mondadori offre di più all’asta per accaparrarsi, per 20 anni, l’ambito spazio in Galleria Vittorio Emanuele, nel cuore di Milano, occupato dal 2006 dalla libreria Feltrinelli. Ora si dovrà attendere il verdetto del Tar – I particolari

“Ci vediamo da Feltrinelli in Galleria”. Presto questa frase potrebbe non avere più valore a breve: a deciderlo saranno i giudici del Tar. Sì perché i punti di riferimento in Galleria Vittorio Emanuele, nel cuore di Milano, potrebbero cambiare: Mondadori, infatti, ha conquistato lo spazio che Feltrinelli occupava dal 2006 (in predenza, c’era la Ricordi). Ma non è detta l’ultima parola…

Gli antecedenti

Andiamo con ordine. Il 15 giugno 2018 era scaduto il contratto di Feltrinelli e l’inquilino aveva chiesto il rinnovo automatico. Richiesta che, però, non era stata accolta, perché questa tipologia di rinnovo spetta solo alle “botteghe storiche”, come le librerie Bocca e Rizzoli (presenti in Galleria rispettivamente dal ’36 e dal ’49). Lo spazio era stato dunque messo a gara per ben due volte (con una base d’asta di circa un milione di euro) senza esito. Nel mentre Feltrinelli aveva presentato nel tempo diversi ricorsi al Tar contro il rifiuto alla concessione automatica e al tribunale, per contestare l’indennità di occupazione (causa, tra l’altro, ancora pendente, come ha ricostruito il Giornale).

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Dopo anni di ricorsi…

Arriviamo dunque al presente: dopo anni di ricorsi, il Comune (proprietario della Galleria), ha deciso di mettere a gara i circa mille metri quadrati, composti da piano terra, ammezzato e interrato. Un’asta a cui non poteva partecipare chiunque: l’assessore al Bilancio e al Demanio Emmanuel Conte, infatti, ha posto un vincolo preciso. “Per custodire l’identità culturale della Galleria” per 18 anni quello spazio dovrà essere dedicato soltanto alla vendita di libri, come racconta Repubblica. Inoltre, in cambio del vincolo sui libri, la base d’asta è “agevolata”: 434.090 euro l’anno.

Gli esiti dell’asta

Ma dunque, com’è andata l’asta? A sfidarsi, due colossi dell’editoria (e del retail librario). Prima la commissione ha votato i progetti e Feltrinelli ha prevalso. Ma, al secondo giro, con l’asta che si è tenuta lo scorso 19 ottobre, Mondadori ha fatto l’offerta più alta; 440mila contro i 434.100 di Feltrinelli. Sono seguiti i rilanci – nel giro di pochissimi minuti, tra le 9.56 e le 9.59, come riporta sempre Repubblica – e Mondadori ha chiuso con il 22 % in più della base: 530mila euro, che in 18 anni fanno oltre 9,5 milioni di affitto.

L’altro scontro 

Mentre, all’indomani dell’assalto di un gruppo di adolescenti alla libreria Feltrinelli nella Stazione di Porta Nuova a Torino, sul Foglio (e alcune agenzie di stampa) andava in scena una piccola polemica a distanza tra Feltrinelli (con tanto di successiva precisazione) e Mondadori, quindi, il vero scontro era legato allo spazio nella Galleria più ambita del capoluogo lombardo.

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Non è però detta l’ultima parola: Feltrinelli, infatti, quest’anno aveva già fatto ricorso al Tar per il bando stesso, proseguendo una battaglia che dura da 8 anni. Inoltre, a fine procedura di incanto ha fatto mettere a verbale che i 5 rilanci “non costituiscono acquiescenza né rinuncia ad alcune delle azioni proposte” (come si legge su il Giorno). In parallelo, prosegue anche una causa in tribunale sull’indennità che Feltrinelli deve al Comune per aver occupato i locali senza contratto. Sembra proprio che l’ultima parola spetterà ai giudici…

Il marchio Hoepli in Galleria?

Intanto, stando ad alcune indiscrezioni (riportate da il Giorno e il Giornale), Mondadori potrebbe occupare lo spazio con il marchio Hoepli, che ha chiuso definitivamente la storica libreria in centro lo scorso 25 maggio, dopo 156 anni di storia

Ricordiamo anche che Mondadori è presente in Galleria con la libreria Rizzoli, ma non solo. Un altro grande spazio legato a Segrate, è presente sotto i portici di piazza Duomo all’angolo con via Mazzini (la nuova sede della libreria Mondadori Duomo è stata inaugurata nel 2023).

Tornando alla gara per gli spazi in Galleria, nel corso della stessa seduta sono stati messi all’asta 100 metri quadrati al piano ammezzati vicino agli spazi dell’attuale libreria Feltrinelli, contesi tra Biffi e Prada (i “vicini di casa”); ha prevalso Prada, come scrive il Giorno.

Dovremo quindi attendere gli esiti dei giudici per scoprire se, in Galleria, ci ritroveremo davanti “alla Feltrinelli” o davanti “alla Mondadori”.

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