Stando a una nuova indagine, secondo due docenti italiani su tre sono in peggioramento la qualità e il tempo dello studio delle ragazze e dei ragazzi, e cresce la difficoltà nell’affrontare testi complessi. Al tempo stesso, i libri di testo sono ancora il primo strumento utilizzato per lo sviluppo delle lezioni in aula (99%) e a casa (81%). Il 74% degli insegnanti, tra l’altro, dichiara di utilizzare anche strumenti di IA per preparare i materiali didattici. Al tempo stesso, l’utilizzo di strumenti di IA per svolgere i compiti assegnati crea problematicità – I particolari
Come sta cambiando la scuola, e come studiano ragazze e ragazzi al tempo dell’AI? Che ruolo hanno, oggi, i libri scolastici? E ancora, i docenti, come utilizzano l’intelligenza artificiale?
Se n’è parlato alla Camera dei deputati nell’ambito del convegno organizzato dall’Associazione Italiana Editori dal titolo Il Valore della Conoscenza – Il libro di testo come bene essenziale del Paese. Investire nell’istruzione e supportare le famiglie.
Il convegno alla Camera dei deputati
Per l’occasione è stata presentata l’indagine Il valore del libro di testo nella didattica d’aula e nello studio a casa, quando l’IA entra in classe, da cui emerge il valore che conservano i libri nella scuola di oggi: il libro di testo è infatti “cuore dei processi di apprendimento scolastici, anche ai tempi dell’Intelligenza Artificiale. Tanto più in uno scenario complesso dove, dicono due docenti su tre, negli ultimi cinque anni modi e tempi dell’apprendimento degli studenti sono peggiorati”.
La ricerca in questione è basata sulle risposte di 3.399 docenti italiani di scuola primaria e secondaria di primo e di secondo grado (le risposte originarie di 5.274 insegnanti sono passate a 3.399 per garantire un campione rappresentativo a livello italiano), “con l’obiettivo di esaminare il valore che gli insegnanti attribuiscono al libro di testo (e ai materiali digitali ad esso collegati) nell’insegnamento in aula e nello studio a casa dello studente”.
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L’evento organizzato da AIE alla Camera, su iniziativa del presidente della Commissione VII (Cultura, scienza e istruzione) Federico Mollicone e con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione e del Merito, ha coinvolto anche oltre 2.100 docenti collegati in streaming da tutta Italia.

Libro di testo al centro, ancor più a casa
Il libro di testo, con tutti gli altri materiali didattici che lo corredano e integrano, ottiene una valutazione di 8,5 punti, rivestendo un ruolo ancor più importante nello studio a casa, dove (con 8,7 punti di apprezzamento) viene considerato dai docenti il punto di riferimento imprescindibile per lo studio e l’apprendimento degli studenti.
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Il 74% dei docenti dichiara di utilizzare anche strumenti di IA per preparare i materiali didattici
I libri di testo, dicono i docenti italiani, sono il primo strumento utilizzato per lo sviluppo delle lezioni in aula (99%). In questo scenario, il 74% dichiara di utilizzare anche strumenti di IA per preparare i materiali didattici. E, sempre in tema di IA, gli strumenti realizzati dagli editori sono ritenuti utili dai docenti, in particolar modo quelli che consentono lo sviluppo di test ed esercizi (80%). Il libro di testo è anche il primo strumento utilizzato per lo studio a casa (81%).
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Peggiora la qualità e il tempo dello studio dei ragazzi, secondo i docenti
Per quasi il 70% degli insegnanti, negli ultimi cinque anni i tempi e i modi di apprendimento degli studenti sono peggiorati. I motivi indicati sono prima di tutto la riduzione del tempo dedicato allo studio individuale (72%), la difficoltà crescente nell’affrontare testi complessi (58%), ma anche l’utilizzo di strumenti di IA per svolgere i compiti assegnati a casa (36%). A fronte di questa trasformazione, il 90% degli insegnanti afferma che l’organizzazione dei contenuti nei libri di testo e nei materiali ad esso collegati è funzionale alle attuali modalità di apprendimento degli studenti.
Cresce l’offerta editoriale, si affacciano strumenti di IA forniti dagli editori
Secondo una seconda ricerca presentata alla Camera, l’Osservatorio AIE sul mondo della scuola e sull’offerta editoriale, il catalogo attivo (almeno una adozione collegata) è composto oggi da 22.386 titoli (codici ISBN relativi ai libri di testo in modalità A, B e C) a cui corrispondono oltre 5milioni (5.042.541) di contenuti digitali offerti (erano 3,6milioni lo scorso anno). Nel 2025/2026 la quasi totalità dei libri scolastici adottati, il 95,7%, è nella cosiddetta Modalità B che combina il libro a stampa – centrale nei processi di apprendimento – con il formato digitale (e-book) e i contenuti didattici digitali offerti senza incrementi di costo.
L’ebook è utilizzato in modo limitato dagli studenti ma cresce l’utilizzo dei contenuti didattici digitali. Per la quasi totalità dei libri adottati (secon
do le risposte di editori che coprono il 90% delle adozioni scolastiche) gli editori hanno rilasciato o stanno rilasciando per l’anno scolastico 2026/27 strumenti di IA.
“In gioco non è solo un comparto industriale, ma la formazione e la crescita culturale delle nuove generazioni e quindi dell’intero Paese”
“Questo appuntamento ci richiama all’importanza dell’istruzione e di un sapere solido per la crescita del Paese – ha sottolineato il presidente di AIE Innocenzo Cipolletta nel suo saluto introduttivo –. Preoccupa che i docenti avvertano un peggioramento della qualità dell’apprendimento negli ultimi cinque anni. Per questo l’editoria scolastica ha un ruolo strategico. Serve che lo sforzo costante delle imprese sia accompagnato dalle Istituzioni con provvedimenti adeguati a sostegno del diritto allo studio e della sostenibilità economica del settore. In gioco non è solo un comparto industriale, ma la formazione e la crescita culturale delle nuove generazioni e quindi dell’intero Paese”.
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“Necessario introdurre per le famiglie la detrazione fiscale dei libri di testo almeno fino alla scuola dell’obbligo”
“Gli editori scolastici – ha spiegato il presidente del Gruppo educativo di AIE Giorgio Riva – con i libri di testo partecipano al processo di formazione di milioni di studenti ogni giorno e forniscono una azione costante di formazione e informazione ai docenti, fulcro del nostro sistema educativo. Siamo consapevoli della responsabilità di partecipare al processo di sviluppo del Paese e del valore della conoscenza. Il contesto in cui ci muoviamo però è estremamente difficile dal punto di vista economico e regolatorio: denatalità, regolamentazione dei prezzi e riforme delle linee guida impattano ogni giorno sul nostro lavoro. Sono necessari interventi: introdurre per le famiglie la detrazione fiscale dei libri di testo almeno fino alla scuola dell’obbligo, processi rapidi e semplificati per l’erogazione di fondi alle famiglie meno abbienti, tenere conto della nostra pianificazione editoriale pluriennale, attenzione e sostegno a chi opera nel settore della scuola primaria, maggiormente impattato dalla denatalità, modificare il decreto 781/2013 per tenere conto degli investimenti degli editori”.
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Moderati dalla giornalista Rai Eva Giovannini, sono intervenuti – dopo i saluti del vicepresidente della Camera dei deputati Giorgio Mulè, dell’onorevole Federico Mollicone e di Giuseppe Iannaccone (presidente Centro per il libro e la lettura) e dopo l’introduzione del presidente Cipolletta –, a confronto con Giorgio Riva, Irene Manzi, Membro Commissione VII (Cultura, scienza e istruzione) della Camera dei deputati, Lavinia Mennuni, Membro Commissione 5a (Programmazione economica e bilancio) del Senato della Repubblica e Mariastella Gelmini, Membro Commissione 1a (Affari costituzionali) del Senato della Repubblica.
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Nel secondo panel sono intervenuti Daniele Barca, dirigente scolastico Istituto Comprensivo 3 Modena, Andrea Chiaramonti, amministratore delegato Giunti Scuola, Irene Enriques, direttrice generale di Zanichelli editore, Amanda Ferrario, dirigente scolastica Istituto Tecnico Economico Enrico Tosi di Busto Arsizio, Mario Mariani, amministratore delegato Sanoma Italia, Gian Luca Pulvirenti, amministratore delegato Mondadori Education.
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