Ha senso ritenere che l’Islam, in quanto tale, sia incompatibile con la cosiddetta civiltà occidentale? Ciò a cui stiamo assistendo non è forse il prodotto di un conflitto planetario scatenato più di un decennio fa in nome del profitto? Michel Onfray, uno dei più popolari e controversi filosofi europei, in un attualissimo saggio "vietato" nella sua Francia, vuole contribuire al risveglio della razionalità in un mondo sempre più assediato dai demoni della follia, prima che sia troppo tardi...

Arriva in libreria per Ponte alle Grazie (e in edicola con il Corriere della Sera) Pensare l’Islam, attualissimo saggio di Michel Onfray, che l’autore, uno dei più popolari e controversi filosofi europei, ha polemicamente deciso di non pubblicare nella sua Francia.

Dopo i fatti di Charlie Hebdo, una nuova e più sanguinosa strage jihadista fa vacillare i valori fondamentali della repubblica francese rischiando di innescare una deriva autoritaria in tutta l’Europa; questo mentre la coalizione contro l’Isis si allarga pericolosamente, facendo emergere complicità per troppo tempo ignorate e acuendo le tensioni tra gli Stati convolti nella crisi siriana.

Nel Corano si predica la pace o al contrario si inneggia alla guerra? Ha senso ritenere che l’Islam, in quanto tale, sia incompatibile con la cosiddetta civiltà occidentale? Ciò a cui stiamo assistendo non è forse il prodotto di un conflitto planetario scatenato più di un decennio fa in nome del profitto, un conflitto che ha armato la mano di coloro che oggi minacciano la nostra incolumità e che quasi ogni giorno seminano terrore e morte in tutto il mondo arabo?

Michel Onfray (1959), autore di ottanta volumi fra cui Trattato di ateologia (2005), partigiano del libero pensiero che non ammette compromessi, cerca di rispondere a queste domande cruciali affidandosi alle armi della critica e all’analisi delle fonti, in un libro “vietato” in Francia, dove il dibattito pubblico si sta progressivamente omologando alla narrazione imposta dalle autorità e alle semplificazioni dei media. Per questo, il libro costituisce la prima edizione mondiale.

Mantenere la lucidità, avere il coraggio di analizzare i fatti per quello che sono, senza infingimenti e ipocrisie, permette di tracciare una via di uscita da una catastrofe annunciata che nessuno sembra avere intenzione di scongiurare. Pensare l’Islam vuole contribuire al risveglio della razionalità in un mondo sempre più assediato dai demoni della follia, prima che sia troppo tardi.

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