"Un ragazzino di anni quindici, col suo accento romano e la grammatica zoppicante diventa all'improvviso un gigante di fronte a decine di cinquantenni, uomini che potrebbero essere il suo papà...". La riflessione di Enrico Galiano, insegnante e scrittore

È tutto nella voce, nello sguardo da cucciolo, in quel cappuccio tirato sulla testa.
Tutto in quella tranquillità senza urla, senza rabbia, educata, con cui dice cose semplici e chiare, che tutti possono capire e che solo chi è prevenuto non può condividere.

Simone. Torre Maura. Lui solo, davanti a decine di esponenti di CasaPound. Teste rasate. Uomini fatti, rughe sul volto, rabbia repressa, frustrazione. E poi lui. Uno di quelli che vedi tutti i giorni sulla metro, cuffie nelle orecchie e occhi su uno schermo.
Con calma. Anche un mezzo sorriso, se guardi bene.
E poi, soprattutto, quelle parole:
“A me dà fastidio chi ruba, non i Rom“.

Un ragazzino di anni quindici, col suo accento romano e la grammatica zoppicante diventa all’improvviso un gigante di fronte a decine di cinquantenni, uomini che potrebbero essere il suo papà, e io lo guardo dentro quel video e il cuore mi parte da solo, batte forte e mi sembra quasi di conoscerlo, anzi sono sicuro che lo conosco, Simone, perché io li vedo tutti i giorni questi ragazzi, magari non tutti ma ce ne sono davvero tanti, non urlano, non sbraitano, non rompono vetrine e non occupano scuole, usano solo le parole perché quelle sono tutto ciò che hanno, e le sanno usare bene, perché anche se sbagliano il verbo fanno fare alle parole proprio quello che le parole dovrebbero fare, sempre: arrivare.

Come in quello scambio di battute, meraviglioso, epico, di cui oggi farò una gigantografia e che appenderò in classe, a futura memoria per i miei ragazzi, per tutte le volte che saranno gli unici a credere in qualcosa, gli unici a pensare in un certo modo, in mezzo a masse tutte uguali e senza idee, gli unici ad andare in direzione ostinata e contraria.

– Guarda che tu sei l’unico, sei uno su cento che pensa queste cose.
– Almeno io penso.

Almeno io penso.
Ti voglio bene, Simone.

 

nota: l’immagine è tratta da https://www.tpi.it/

L’AUTORE – Enrico Galiano sa come parlare ai ragazzi. In classe come sui social, dove è molto seguito. Insegnante e scrittore classe ’77, Galiano, dopo il successo di Eppure cadiamo felici Tutta la vita che vuoi, torna in libreria, sempre per Garzanti, con Più forte di ogni addio, un romanzo che mostra perché ogni momento è importante. Soprattutto quello in cui dire alle persone che amiamo cosa significano per noi.

Qui tutti gli articoli scritti da Galiano per ilLibraio.it.

 

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