Negli scaffali delle librerie il numero di libri contemporanei (narrativa, ma non solo) provenienti dal vasto continente asiatico appare in significativa crescita. Dalla Cina alla Corea del Sud, dal Giappone all'Indonesia le case editrici occidentali guardano con più attenzione alle produzioni editoriali di questi paesi - L'approfondimento

Era il 2009: nel panorama editoriale italiano si affacciava una nuova piccola casa editrice, Metropoli d’Asia, fondata da Andrea Berrini con l’intento di proporre romanzi contemporanei provenienti dai paesi asiatici. Meno di dieci anni fa, evidentemente, non erano molti gli scrittori (ad eccezione dei tanti classici e dei pochi autori contemporanei di fama, compresi la giapponese Banana Yoshimoto – qui la nostra recente intervista in occasione dell’uscita di Another world, Feltrinelli -, e Haruki Murakami, altro bestseller giapponese, in odore di Nobel) tradotti in italiano. A fare eccezione era principalmente la letteratura indiana, già allora apprezzata da editori e lettori nostrani.

Oggi le cose sembrano cambiate, e negli scaffali delle nostre librerie il numero di libri contemporanei (narrativa, ma non solo) provenienti dal vasto continente asiatico appare in significativa crescita. Dalla Corea del Sud alla Cina, dal Giappone all’Indonesia, anche le grandi case editrici guardano con attenzione alle produzioni editoriali di questi paesi. All’ascesa economica del continente asiatico si associa anche una crescita editoriale, e una maggiore attenzione da parte dell’editoria occidentale. Non si tratta di una tendenza solo italiana: anzi, da noi si avverte meno che altrove, soprattutto nei piani alti delle classifiche, se si escludono i “soliti” pochi (per ora?) nomi. Non va però dimenticato il fatto che molti degli autori pubblicati sono nati, o si sono trasferiti da piccoli, negli Usa o in Europa e, a volte, non scrivono nella loro lingua d’origine .

Gli esempi che si possono fare sono diversi, e ci limiteremo a indicarne solo alcuni: in questi giorni Marsilio pubblica La bellezza è una ferita dell’indonesiano Eka Kurniawan, libro finalista al Man Booker International Prize: una fiaba nera, in cui i generi si ibridano, che ripercorre gli eventi che hanno segnato il ‘900 nell’isola di Giava. Kurniawan, che ha scritto romanzi, racconti, saggi, sceneggiature e graphic novel, è considerato uno dei più originali autori del Sud-est asiatico.

Dopo aver fatto molto parlare con La vegetariana (opera vincitrice del Man Booker International Prize), Han Kang (nata nel 1970 a Gwangju, in Corea del Sud, e che con la sua famiglia si è trasferita a Seoul nel 1979, pochi mesi prima del massacro del maggio 1980) torna in libreria con Atti umani, sempre proposto da Adelphi, un romanzo in cui fa i conti con la pagina più cruenta del recente passato coreano.

“Non mi sento di appartenere a Seoul, ma neanche agli Usa. Il mio bagaglio culturale oscilla tra l’Occidente e l’Oriente”, ha spiegato Krys Lee, coreana-americana, autrice del romanzo Come siamo diventati nordcoreani (Codice), in una recente intervista concessa a ilLibraio.it. Lee è nata a Seul in una tradizionale famiglia coreana. Aveva all’incirca quattro anni quando i suoi fuggirono negli Stati Uniti.

Restiamo in Corea, ma cambiamo genere: La guardia, il poeta e l’investigatore (Sellerio) di Jung-myung Lee (che con questo libro in patria ha venduto oltre un milione di copie, e che da noi è stato finalista al premio Bancarella 2017), è un romanzo ambientato in un campo di prigionia giapponese durante la seconda guerra mondiale: al centro della trama un omicidio, un’intricata cospirazione, due guardie, un giovane poeta e i suoi versi clandestini. Dello stesso autore nel 2016 Frassinelli ha pubblicato La regola del quadro.

A proposito di autori asiatici, sempre Sellerio nel 2014 ha pubblicato Le tre sorelle del cinese Bi Feiyu: scandito dai proverbi di Mao, dal ritmo della vita dei campi giustapposta alla frenesia delle grandi metropoli, il libro racconta la storia di tre donne che cercano di cambiare il proprio destino.

Yu Hua
Yu Hua

Restiamo in Cina: è in uscita per Feltrinelli Il settimo giorno, nuovo romanzo di Yu Hua, classe ’69, una critica alle contraddizioni del capitalismo socialista: in un Paese dilaniato dal potere e dalla politica, ogni cosa e ogni strada possono avere una sola via di fuga, l’amore, inteso in tutte le sue forme.

Jade Chang (foto di Emma McIntyre)

A inizio ottobre sarà in libreria per Ponte alle Grazie La famiglia Wang contro il resto del mondo di Jade Chang, saga familiare ambientata tra la Cina e gli Usa, che ricorda le atmosfere di Ogni cosa è illuminata di Foer e del film Little Miss Sunshine. L’autrice, asioamericana, è al suo (già apprezzato oltreoceano) debutto letterario. Giornalista, Chang è stata anche editor di Goodreads.

Quando si parla di letteratura cinese contemporanea non si può non citare Mo Yan, premio Nobel per la Letteratura nel 2012, i cui libri sono pubblicati in Italia da Einaudi: l’ultimo è stato Quarantuno colpi, nei mesi scorsi.

Yoko Tawada
Yoko Tawada

Memorie di un’orsa polare, che sarà in libreria per Guanda a metà ottobre, segna il debutto italiano della scrittrice giapponese Yoko Tawada. Tre generazioni di orsi polari sono gli inusitati protagonisti del libro, in cui il realismo e la favola si fondano. Tawada è nata a Tokyo nel 1960, si è trasferita ad Amburgo a 22 anni e quindi a Berlino nel 2006. Scrive sia in giapponese sia in tedesco e ha pubblicato numerosi (premiati) libri, di narrativa, poesia e saggistica, in entrambe le lingue.

Il romanzo Il giovane robot (in uscita per e/o) è ispirato alle vita del suo autore, il giapponese Sakumoto Yōsuke, colpito appena maggiorenne da una forma di schizofrenia. Nella sua lotta con la malattia si avvicina alla scrittura, fino alla pubblicazione de Il giovane robot, un bestseller nel paese del sol levante. Protagonista del libro è l’adolescente Tezaki Rei, un robot in incognito progettato per portare felicità agli esseri umani.

il giovane robot

Sono moltissimi i filippini che scelgono di emigrare verso il Medio Oriente, gli Stati uniti o l’Europa in cerca di un futuro migliore: nei nove racconti di Famiglie ombra (Racconti edizioni), Mia Alvar, che ha vissuto un’esperienza simile, descrive le loro storie. L’autrice, nata a Manila, capitale delle Filippine, è cresciuta in Bahrein e si è poi trasferita negli Stati Uniti. I suoi racconti d’esordio sono stati scritti in inglese.

Da segnalare anche il lavoro della casa editrice Atmosphere, che nella collana Asiasphere propone narrativa classica e contemporanea, con titoli come Ritorno a casa, della giornalista e scrittrice indonesiana Leila Salikha Chudori, e Stella stellina, della giapponese Ekuni Kaori.

Dalla narrativa alla poesia: Cielo notturno con fori d’uscita (pubblicato dalla Nave di Teseo) raccoglie 35 poesie di un giovanissimo autore vietnamita, emigrato negli Usa ancora bambino: Ocean Vuong, classe ’88, vincitore del Whiting Award con la sua antologia d’esordio, apprezzato dai critici, racconta nei suoi versi il Vietnam dilaniato dalla guerra e dal comunismo, ma anche l’intolleranza nella quotidianità di New York, come pure l’omosessualità.

Ocean Vuong
Ocean Vuong

Passando rapidamente ai graphic novel, Bao Publishing ha appena fatto debuttare una collana dedica al fumetto cinese moderno (i primi libri in uscita sono stati I racconti dei vicoletti di Nie Jun e Reverie di Golo Zhao). Come logo è stato scelto l’ideogramma Bao, che in cinese significa “tesoro”.

una vita ciense

In questo contesto va citata la collana “Asia” dell’editore Add, che “propone storie e saggi per avvicinarsi a regioni del mondo che stanno vivendo una trasformazione accelerata e travolgente”. Il progetto, curato da Ilaria Benini, ha visto la pubblicazione, tra gli altri, de Il tempo del Partito, secondo volume di Una vita cinese, trilogia in cui l’artista Li Kunwu racconta la sua vita, firmando i disegni co-sceneggiati da P. Ôtié (il terzo e ultimo volume sarà in libreria a fine anno) e il saggio Myanmar. Dove la Cina incontra l’India, dello storico birmano Thant Myint-U.

Spostandoci alla varia, Vallardi negli ultimi anni ha puntato molto sul Giappone: dai bestseller di Marie Kondo (Il magico potere del riordino e 96 lezioni di felicità) a libri come Manuale di un monaco buddhista per abbandonare la rabbia e  Lo zen e l’arte di mangiar bene, per fare solo due esempi. E altre novità nipponiche sono in arrivo…

Lo sguardo dell’editoria nostrana non è più rivolto quasi esclusivamente a Occidente.

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