In attesa di vedere come andrà la notte degli Oscar per "Whiplash" di Damien Chazelle (che racconta la storia di un giovanissimo batterista jazz), ecco un viaggio nella storia del cinema e del rapporto tra letteratura e musica: dal Mozart interpretato da Tom Hulce (foto grande) ai "Commitments" di Roddy Doyle, passando per un film come "Baciami, stupido" (1964) di Billy Wilder...

 

 
Un’immagine da Whiplash

-Chi: Amadeus (Wolfgang Amadeus Mozart)

Creato da: Peter Shaffer nel dramma teatrale Amadeus (1979).

Interpretato da: Tom Hulce in Amadeus (1984) di Miloš Forman.

Un brano: Priva di ogni fondamento storico, la scena di Mozart che, prossimo alla morte, detta ad Antonio Salieri il Confutatis del Requiem rimane comunque un piccolo capolavoro di progressione drammatica. Shaffer la mise a punto «simulando» il dialogo tra i due con l’aiuto del celebre direttore d’orchestra Sir Neville Mariner.

 

 –Chi: The Commitments

Creati da: Roddy Doyle nel romanzo I Commitments (1987)

Interpretati da: Andrew Strong (Declan «Deco») Kenneth McCluskey (Derek «Meatman» Scully), Johnny Murphy (Joey «The Lips» Fagan), Maria Doyle (Natalie Murphy), Bronagh Gallagher (Bernie McGloughlin), Angeline Ball (Imelda Quirke), Glen Hansard (Outspan Foster), Dave Finnegan (Mickah Wallace), Dick Massey (Billy Mooney), Félim Gormley (Dean Fay), Michael Aherne (Steven Clifford) in The Commitments (1987) di Alan Parker.

Un brano: «The Irish are the niggers of Europe, lads.» La musica soul come affermazione di identità, come «arma» politica, in alternativa al pop adolescenziale. E basta Mustang Sally per capirlo.

 

-Chi: Larry «Lonesome» Rhodes

Creato da: Budd Schulberg nel racconto Your Arkansas Traveler (1953)

Interpretato da: Andy Griffith in Un volto nella folla di Elia Kazan (1957).

Un brano: Attraverso l’ascesa e la (rovinosa) caduta di un vagabondo ubriacone, Kazan inquadra perfettamente (nel 1957!) quella che lui definì «la forza tremenda, quasi ipnotica, della televisione». E, sebbene nel momento della sua «scoperta», Larry canti Free man in the morning s’intuisce ben presto che nessuno è (o sarà mai) davvero libero.

-Chi: Dino

Creato da: Anna Bonacci nella commedia L’ora della fantasia (1944), in cui però il personaggio non è un cantante, ma un Lord.

Interpretato da: Dean Martin in Baciami, stupido (1964) di Billy Wilder.

Un brano: Interpretando essenzialmente se stesso, Dean Martin ci dà il ritratto perfetto del crooner, all’epoca in cui, per esserlo, non bastava avere una voce di velluto, ma bisognava anche fumare, bere whisky ed essere un donnaiolo. Wilder chiese a Ira Gershwin di scrivere i testi delle canzoni – tra cui spicca Sophia e Ira accettò, attingendo ad alcune composizioni inedite del fratello George.

Chi: Marin Marais e Monsieur de Sainte-Colombe

Creati da: Pascal Quignard nel romanzo Tutte le mattine del mondo (1987), partendo da alcuni episodi della vita dello stesso Marais (1656-1728) e del suo maestro, Monsieur de Sainte-Colombe (vissuto tra il 1640 e il 1700).

Interpretati da: Gérard Depardieu (Marin Marais) e Jean-Pierre Marielle (Monsieur de Sainte-Colombe) in Tutte le mattine del mondo di Alain Corneau (1991).

Un brano: L’ombra e la luce. Una capanna e Versailles. L’arte e il dolore. Raccontati senza quasi mai muovere la macchina da presa. E, su tutto, una domanda: «Che cos’è la musica?»

*L’autrice, grande appassionata di cinema, è direttore editoriale della casa editrice Nord

LEGGI ANCHE:

Nomination agli Oscar 2015, spiccano i tanti film tratti da libri

I 6 scienziati più “pericolosi” del cinema (e i libri che li hanno ispirati)

Birdman e 6 testi teatrali contemporanei indimenticabili… nella storia del cinema

Alan Turing e i replicanti: books, film & tech #2

Commenti