Nati dalla bacchetta magica della londinese Diana Wynne Jones (1934-2011), tre romanzi di “Le cronache di Chrestomanci” tornano in libreria in una nuova edizione. Un’occasione, a dir poco fantasy, per riscoprire non solo una pioniera della narrativa per ragazzi, ma anche una moltitudine di giovani maghe e maghi che nulla hanno a che invidiare ai più famosi beniamini delle saghe “middle grade” (da Artemis Fowl a Percy Jackson…)
Nati dalla bacchetta magica della londinese Diana Wynne Jones (1934-2011), tre romanzi de Le cronache di Chrestomanci tornano in libreria in una nuova edizione Salani (e con la traduzione di Mariarosa Giardina Zannini). Un’occasione, a dir poco fantasy, per riscoprire non soltanto una pioniera della narrativa per ragazzi – come Ursula K. Le Guin e ancor prima di J. K. Rowling – ma altresì una moltitudine di giovani maghe e maghi che nulla hanno a che invidiare ai più famosi beniamini delle saghe middle grade (da Artemis Fowl a Percy Jackson, solo per citarne alcuni).
Può interessarti anche
Protagonisti che, capitolo dopo capitolo, bene impareremo a conoscere nei vari episodi dell’eptalogia (indipendenti tra di loro e di seguito elencati secondo l’ordine di pubblicazione originario): Vita stregata, Il duello dei maghi, Strega di classe, Le vite perdute di Christopher Chant, Mixed Magics (quattro storie brevi), Scherzi del destino, The Pinhoe Egg.
Indice
- Alcuni libri dell’autrice
- Ma cos’è un Chrestomanci?
- I Mondi apparentati
- La commedia dei simillimi
- Incantesimi umoristici e no-sense
- Le passioni di una bambina
- L’influenza del Legendarium tolkeniano
E ora un rapido sguardo ai libri principali dell’autrice
Vita stregata

Accolti dal leggendario Chrestomanci per un apprendistato sull’utilizzo dei propri poteri, i fratelli Chant reagiscono in maniera del tutto opposta all’inaspettato cambio-vita. E mentre la ribelle Guendalina ne combinerà di ogni pur di non rinunciare ai propri incantesimi da strega, il timido Eric, all’apparenza privo di talento magico, finirà per rivelare una forza d’animo (e tantissimi segreti) che nessuno immaginava possedesse…
Il duello dei maghi

Nemiche giurate da oltre duecento anni, le casate magiche Montana e Petrocchi si sfidano a colpi di maledizioni (e sfottò), per le strade di Caprona. Ma quando i giovani Angelica Petrocchi e Tonino Montana spariscono senza spiegazione (e subito i sospetti si riversano sui membri delle famiglie rivali) soltanto il Chrestomanci potrà convincere le dinastie in guerra a collaborare insieme. Per smascherare il rapitore e sconfiggerlo grazie al più antico degli incantesimi.
Le vite perdute di Christopher Chant

Nella sua coming-of-age per divenire il celeberrimo Chrestomanci, il giovane Christopher Chant dovrà superare ogni tipo di insidia. Di tutte, a metterlo davvero in pericolo è il suo viaggio in giro per i Mondi, tanto più ora che un terribile Spettro sembra essere in agguato per ottenere il sangue di drago. Chissà se il giovane apprendista, aiutato dalla Dea bambina Asheth, riuscirà infine a catturarlo!
Ma cos’è un Chrestomanci?
Si pronuncia “KREST–OH–MAN–SEE” ed è un titolo onorifico attribuito all’incantatore più potente di tutti; Custode dei cosiddetti Mondi Apparentati (il complesso di universi paralleli che funge da ambientazione per l’intera saga) interviene a ripristinare lo status quo ogniqualvolta gli equilibri di potere siano stati compromessi per volere del cattivissimo di turno.
In tal senso, è appunto lui la figura di raccordo tra tutte e sette le cronache: chiamato a intervenire se per caso venga nominato tre volte, svolgerà il suo ruolo per il susseguirsi di nove vite, esaurite le quali verrà sostituito da un nuovo apprendista (vedi Eric Chant nel primo volume). Un aspetto, questo delle esistenze contate, che è peraltro cruciale nello svolgimento della trama; custodite in una scatola di fiammiferi oppure utilizzate per amplificare gli incantesimi, il nostro Chrestomanci dovrà stare attento a non sprecarle tutte, tanto più che nel passaggio da un Mondo all’altro egli sarà comunque destinato a sacrificarne una.
Può interessarti anche
I Mondi apparentati
Già, perché oltre a essere collocate in momenti storici diversi (e questo spiega il perché in alcuni romanzi il Chrestomanci sia rappresentato da Christopher Chant mentre in altri da Gabriel De Witt o da Eric “Micio” Chant), le singole cronache condividono un elaborato meccanismo di realtà parallele, tutte quante interconnesse tra di loro.
Raggiungibili l’un l’altra attraverso uno spazio comune (il Posto Di Mezzo, che conduce al Quasi Dovunque), si compongono di Dodici Serie – a loro volta suddivise in Mondi – ciascuna con un particolare apparato di leggi come anche di caratteristiche geofisiche proprie. Si va dalla Serie Uno (quella con le ferrovie circolari e con le armi più potenti di tutti) alla Serie Dodici (di cui fa parte il Mondo A, orientato alla magia e dimora del Chrestomanci).
La Serie Undici è l’unica costituita da un Mondo a sé stante (nonché quella da cui nessuno ha fatto mai ritorno), mentre la Serie Dieci è quella in cui abita l’Asheth vivente, una Dea bambina appassionata di lettura e alleata del giovane Christopher nel quarto volume della saga.
Può interessarti anche
La commedia dei simillimi
Se a ciò si aggiunge che, nei Mondi di una stessa Serie, esiste almeno un sosia per ogni persona che lo abita – tranne nel caso del Chrestomanci, egli è uno solo per tutti i Mondi – ecco allora introdotto uno degli espedienti narrativi meglio riusciti della saga: la commedia dei “simillimi”.
Al pari, infatti, di quanto avviene in altre opere ove lo scambio di persona è alla base di esilaranti equivoci – si pensi ai Menecmi di Plauto – così anche nelle cronache i personaggi finiscono per confondersi in continuazione, talvolta depistando i lettori sotto falso nome (tipo Tacroy e Mordecai Roberts), altre volte venendo rimpiazzati dai propri alter ego provenienti da altre dimensioni.
Quel che accade, per esempio, quando l’impertinente Guendalina Chant (in Vita stregata) si fa sostituire dal suo doppio Janet Chant pur di sottrarsi agli ordini del Chrestomanci in carica, che le aveva proibito di utilizzare gli incantesimi dopo che la stessa aveva evocato uno stuolo di creature mostruose durante una cena organizzata al Castello…
Può interessarti anche
Incantesimi umoristici e no-sense
In tal senso, nella letteratura del Chrestomanci non manca nulla di cui stupirsi; formule scacciasporcizia, draghi meccanici e involtini di sirena, i manuali di magia abbondano qui di incantesimi no-sense, gli stessi che avrebbero ispirato (si ipotizza) anche il fantasy umoristico del britannico Terry Pratchett.
Come ben vediamo nel secondo volume Il duello dei maghi, retelling della tragedia shakespeariana di Romeo e Giulietta, nella contesa fra i Montana e i Petrocchi (che si incolpano a vicenda per i danni al ponte Vecchio di Caprona) assistiamo non soltanto a un temporale di escrementi della durata di tre giorni, ma puranche alla trasformazione dei protagonisti (Angelica e Tonino) nei litigiosi burattini Judy e Punch. Una coppia letteraria di moglie e marito – celebre nei teatrini popolari londinesi – il cui successo trova origine nella maschera napoletana di Pulcinella. Così come spiegato nell’introduzione in prologo al libro, che è anche un omaggio alla tradizione italiana.
Può interessarti anche
Le passioni di una bambina
Insomma, quella narrazione ricca di birichinate che tanto appartiene ai bambini e poi spesso ci raccontano i nostri nonni. E che è appunto il tratto stilistico dell’autrice: abituata sin da piccola a intrattenersi nel regno della fantasia (perché i soldi erano pochi e i giocattoli ancor meno, ce lo dice nell’intervista in epilogo ai volumi), Diana Wynne Jones ha vissuto le sue storie ancor prima di tradurle su carta, divenendo partecipe delle cronache anche nelle occasioni dove proprio non ci si aspetterebbe.
Ad esempio quando compaiono i gatti – suoi migliori amici d’infanzia – che nei romanzi rivestono ruoli di primaria importanza. Come l’affettuoso Violino, nato da un sortilegio che Guendalina fa sullo strumento musicale del fratellino Eric detto “Micio”; o il forastico Throgmorten, un gatto rossiccio in grado di ingigantirsi nella forma ogni volta che si arrabbia; e infine Benvenuto, capogatto di casa Montana che aiuta gli abitanti di Caprona a sconfiggere il malefico Ratto Bianco.
Ma è forse nella sua passione per i libri (che avrebbe voluto leggere da mattina a sera) che meglio si rivela la presenza dell’autrice: prova ne sia che, isolata dentro un Tempio pagano, la Dea bambina implora Christopher Chant di regalarle un’intera collana di romanzi per ragazze, e questo al solo fine di tenerle compagnia. Che non sia proprio Asheth l’alter ego dell’autrice nel suo Mondo Apparentato?
Può interessarti anche
L’influenza del Legendarium tolkeniano
Da ultimo (e non senza menzionare gli altri suoi capolavori, fra cui Il castello errante di Howl, Earwig la strega e La congiura di Merlino), vale la pena evidenziare come fra il 1953 e il 1956 l’autrice ebbe il privilegio di assistere in prima persona tanto alle lezioni di J. R. R. Tolkien (Il Signore degli Anelli) quanto a quelle di C. S. Lewis (Le cronache di Narnia).
Un’esperienza formativa che di certo le fu utile nel compattare un universo sconfinato come quello delle cronache: sebbene a un primo sguardo la quantità di trame possa apparire dispersiva e la distinzione nei protagonisti difficile anche solo da memorizzare, vi è infatti nella saga quella stessa coerenza che caratterizza il magnum opus dei suoi insegnanti. Ove ogni minimo dettaglio risulta alfine collegato all’apparato complessivo, e ciò con grande soddisfazione del lettore (specie se adulto).
Può interessarti anche
Che poi, a voler concludere, è senza dubbio questa la magia meglio riuscita al Chrestomanci: ricordarci che nei racconti di fantasia è custodita quella parte di noi che vorremmo non invecchiasse mai. E questo Diana Wynne Jones lo sapeva dall’inizio, nelle incredibili avventure che già sognava da bambina.
Scopri le nostre Newsletter
Notizie, approfondimenti e curiosità su libri, autori ed editori, selezionate dalla redazione de ilLibraio.it







