Al Salone di Torino il punto sul mercato del libro, con l’analisi dell’effetto positivo del “bonus biblioteche”, che spinge il Sud, le librerie indipendenti e gli editori più piccoli. A livello europeo, bene l’Italia a inizio 2026 (con un andamento secondo solo alla Spagna). Per il presidente dell’AIE Cipolletta, “il bonus interviene in un anno difficile, sostenendo territori e imprese più fragili: ci auguriamo sia confermato e stabilizzato a partire dal 2027”. Male il settore universitario: “Negli atenei si sta diffondendo un sapere fragile, costruito attraverso lo studio di compendi, dispense e riassunti generati con l’IA…”. Cresce la narrativa, soprattutto quella di genere (con un boom del romance), mentre cala (e preoccupa) la saggistica. Balzo dei fumetti (graphic novel in particolare) e dei libri per bambini sotto i 5 anni – Ecco tutti i dati sul settore librario
Al Salone del libro in corso a Torino è tempo di numeri e di riflessioni sull’andamento del mercato librario (dati alla mano), e di ipotesi sul futuro prossimo. E se nel 2025 in Italia sono stati comprati tre milioni in meno di libri a stampa nei canali trade (librerie, online e grande distribuzione), e per l’editoria di varia (ovvero saggistica e narrativa) lo scorso anno si è chiuso all’insegna del segno meno, quest’anno fortunatamente le cose vanno diversamente (qui la classifica dei bestseller dei primi mesi del 2026).
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Il bonus spinge le vendite al Sud e nelle librerie indipendenti
A farsi sentire, infatti, è l’effetto del bonus biblioteche (sul mercato del libro italiano di varia (fiction e non fiction) nei canali trade nei primi quattro mesi del 2026), che ha spinto le vendite al Sud, nelle librerie indipendenti e tra gli editori più piccoli. Rispetto a una crescita complessiva delle vendite a valore del 3,8%, il Sud del Paese cresce del 9%, le librerie indipendenti dell’11,3% e gli editori fuori dai gruppi del 4,1%.
Secondo le stime dell’Associazione Italiana Editori, da gennaio ad aprile 2026 sono stati spesi circa 35 milioni di euro dei 60 stanziati, favorendo soprattutto le aree e gli operatori della filiera più fragili.
“Un anno che si annuncia difficile e che ci preoccupa in prospettiva”
“In un anno che si annuncia difficile e ci preoccupa in prospettiva, il bonus biblioteche ha permesso al mercato del libro di crescere nei primi quattro mesi. Questo nonostante diminuisca la capacità di spesa delle famiglie a causa dell’inflazione, mentre i costi della carta, dell’energia e dei trasporti riducono i margini delle imprese. Il bonus impatta soprattutto sulle imprese e sulle aree del Paese che più necessitano di sostegno: per questo ci auguriamo che venga confermato e reso stabile a partire dal 2027”, ha spiegato al Lingotto il presidente di AIE Innocenzo Cipolletta.

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“Cresce la narrativa, soprattutto quella di svago, mentre la non fiction continua a perdere terreno”
Cipolletta ha aggiunto: “I dati che presentiamo oggi ci dicono inoltre che cresce la narrativa, soprattutto quella di svago, mentre la non fiction continua a perdere terreno: rispetto al 2019 siamo a meno 11%, peggio ancora fa il settore universitario (-7,6% nel 2025 rispetto al 2024). Negli atenei si sta diffondendo un sapere fragile, costruito attraverso lo studio di compendi, dispense e riassunti generati con l’IA. Pensiamo che il Paese debba rimettere al centro il diritto d’autore, una divulgazione del sapere su basi trasparenti e fonti verificate, un modello di approfondimento e analisi della realtà basata sui libri”.

L’analisi e rielaborazione dell’ufficio studi AIE sulla base di dati NielsenIQ BookData e altre fonti è stata presentata al Salone nell’incontro Dove sta andando il mercato del libro nel 2026? – Come cambiano i consumi e la domanda del pubblico. Insieme a Cipolletta, sono intervenuti con la moderazione di Sabina Minardi (L’Espresso) i presidenti dei gruppi di AIE Lorenzo Armando (Piccoli editori), Renata Gorgani (Editoria di varia), Maurizio Messina (Accademico Professionale) e Giorgio Riva (Educativo).
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A seguire l’approfondimento sulle sfide del mercato e l’andamento dei generi con Alessandra Carra (Gruppo Feltrinelli), Alessandro Torrentelli (Gruppo Giunti), Filippo Guglielmone (Gruppo Mondadori), Agnese Manni (Manni Editori), Giovanni Mattioli (Sergio Bonelli Editore), Stefano Mauri (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) e Maria Teresa Panini (Franco Cosimo Panini).
L’editoria universitaria ha accusato una flessione del 7,6%
Nel 2025 l’editoria italiana di varia ha chiuso in calo del 2,2%, con vendite complessive di 1.483,8 milioni di euro, 32,7 milioni in meno dell’anno precedente. L’editoria scolastica adozionale ha registrato un meno 2,2% attestandosi a 773 milioni di euro, 17,2 milioni in meno dell’anno precedente. L’editoria universitaria ha accusato una flessione del 7,6%: i 140,8 milioni di euro di vendite a valore sono inferiori di 11,7 milioni rispetto l’anno precedente. La pirateria ha sottratto al settore complessivi 722 milioni di euro nel corso dei 12 mesi, il 30% delle vendite del settore al netto di scolastica ed export.
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Bene l’Italia a livello europeo (dietro solo alla Spagna)

Un incremento di 717mila copie acquistate
Nei primi quattro mesi del 2026, l’editoria di varia nei canali trade è cresciuta rispetto ai primi quattro mesi del 2025 del 2,5% a copie e del 3,8% a valore, con un incremento di 717mila copie acquistate, pari a una maggior spesa di 16,4 milioni di euro. È tra i risultati migliori all’interno dello scenario europeo dove spicca in negativo la flessione del mercato tedesco, -4,9% e francese, -1,5%.
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Da gennaio ad aprile, secondo le stime di AIE, gli acquisti delle biblioteche nelle librerie di prossimità sono stati pari a circa 35 milioni di euro, non tutti spesi nei canali trade (all’interno dei quali non sono conteggiate le librerie specializzate, le cartolibrerie e le librerie con un venduto inferiore alle mille copie). Tale effetto traino sulle vendite non ci sarà nella seconda parte dell’anno, al netto di una “coda” dovuta alla richiesta di proroghe per gli acquisti oltre la scadenza di fine giugno.
Il 31% del fondo per le biblioteche è destinato a biblioteche del Sud, dove le vendite complessive del mercato trade sono il 19% del totale nazionale.
I prezzi dei libri crescono meno dell’inflazione
Il prezzo medio del venduto nei primi quattro mesi del 2026, pari 14,97 euro, è cresciuto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente dell’1,2%, a fronte di una inflazione generale che cresce a un tasso più che doppio, il 2,8%, a conferma della pressione sulle imprese dovuta a uno scenario macroeconomico sfavorevole e che riduce le possibilità di spesa delle famiglie.

La crisi della non fiction e il boom della narrativa di genere
A livello di generi, nei quattro mesi sono i fumetti a crescere più di tutti (14%), seguiti da narrativa straniera (9,4%), bambini e ragazzi (9%), narrativa italiana (7,2%).
All’opposto tutta la non fiction: la manualistica pratica perde il 6,2%, la saggistica generale l’1%, la saggistica specialistica lo 0,4%. La crisi della non fiction è un fenomeno di lungo periodo. Dal 2019 a oggi, i generi narrativi hanno guadagnato il 31% e la non fiction, nello stesso arco di tempo, ha perso l’11%.
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Il nuovo balzo del romance
All’interno della narrativa, nel 2026 quella di genere (più 9,6%) va meglio di quella letteraria (più 7%). Il romance in particolare fa un balzo nelle vendite del 20,3%. Nei bambini e ragazzi, invece, la crescita è trainata dalla fascia 0-5 anni (più 11,1%). Nei fumetti tornano a crescere i manga (più 14%), molto bene la graphic novel (più 24%). 
Un andamento disomogeneo tra le case editrici
La crescita delle vendite (più 3,8% a valore) ha toccato tutte le classi dimensionali. I gruppi guadagnano il 3,6%, gli editori fuori dai gruppi con oltre 5 milioni di venduto guadagnano il 4,8%, gli editori tra 1 e 5 milioni di venduto il 2,8%, gli editori sotto un milione di venduto il 3,9%. L’andamento complessivamente più che positivo però è molto disomogeneo a livello di singoli marchi: il 55% dei primi 1000 marchi per venduto cresce, il 45% cala.

Balzo delle librerie indipendenti grazie alle biblioteche (l’online si mantiene stabile)
Nei primi quattro mesi del 2026 crescono le vendite nelle librerie fisiche (più 7,5% a valore), l’online si mantiene stabile (più 0,7%), mentre la grande distribuzione subisce una flessione del 14,6%. All’interno delle librerie, particolarmente positivo l’andamento di quelle indipendenti che incrementano le vendite a copie dell’11,3%, pari a 448mila copie, ovvero più della metà della crescita complessiva del mercato.
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Alcuni elementi emersi dall’incontro al Lingotto
E se il presidente di AIE Cipolletta si aspetta “una seconda parte del 2026 non positiva per le vendite di libri”, non tutti i relatori dell’incontro al Lingotto la pensano come lui. C’è chi è più ottimista, come Renata Gorgani (editrice di Il Castoro e responsabile del gruppo Varia dell’Associazione Italiana Editori): “Al tempo stesso, però, i dati del mercato sono da leggere in chiaroscuro. E non so quanto si riuscirà a non aumentare il prezzo dei libri, vista la crescita dei costi in vista…”.
Dal canto suo, Maurizio Messina, presidente del Gruppo Accademico Professionale dell’AIE, ha evidenziato la crisi dei libri universitari: “Il settore è in calo, e l’impatto della pirateria è pari a circa il 40%…”. Non solo: “Rispetto al 2019 il settore dell’editoria universitaria perde il 35%…”. E mentre “sempre più studenti studiano su appunti, slide e riassunti generati dall’AI, in vista c’è anche il calo demografico…”.
Filippo Guglielmone di Mondadori ha citato l’impatto dell’intelligenza artificiale (“Anche i consigli per i regali di Natale passano sempre più dall’AI”), mentre per Stefano Mauri, “quando si confrontano i dati dei diversi periodi, bisogna distinguere ciò che è contingente da ciò che è strutturale“. Ad esempio, per Mauri “è strutturale la crescita della narrativa rispetto alla saggistica, come lo è pure il successo della narrativa d’evasione. Lo è anche l’ascesa del mercato per ragazzi. Quanto alla ripresa del catalogo, merito anche dell’ecommerce, “non è un dato da leggere negativamente“.
Alessandra Carra ha invece confermato che “il Gruppo Feltrinelli pubblicherà meno libri, dando più respiro alle opere in uscita. Un lavoro che in Feltrinelli abbiamo già iniziato, perché il tasso di rese deve diminuire”.