Edoardo Boncinelli, genetista, e Giulio Giorello, filosofo della scienza, raccontano la figura del poeta e filosofo Leopardi come quella di uno spirito rivoluzionario, capace di smascherare le illusioni del proprio tempo

Ne L’icanto e il disinganno (Guanda) Edoardo Boncinelli, genetista e professore di biologia, e Giulio Giorello, filosofo della scienza, indagano la vita e le opere di Giacomo Leopardi da una prospettiva anticonformista: scoprono un uomo malinconico, “scontroso” e “ribelle”, dotato di raffinata ironia, appassionato sin da ragazzo alla conoscenza e affascinato dalle scoperte di Galileo e Newton.

Ma, soprattutto, emerge un filosofo coraggioso, capace di una visione del mondo scevra di ogni aspetto consolatorio, libera dall’ossessione di Dio e del senso di colpa; un filosofo così rivoluzionario da intuire che la pretesa umana di essere al centro del creato è un inganno e la sua supremazia sulla natura un arbitrio.

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Elio Germano interpreta Leopardi nell’omonimo film di Mario Martone

Giulio Giorello e Edoardo Boncinelli, già autori a quattro mani di Noi che abbiamo l’animo libero, dove riflettevano sulla condizione umana attraverso le figure shakespeariane di Amleto e Cleopatra, trovano in Giacomo Leopardi, poeta, filosofo e scienziato, una figura che smaschera le illusioni della politica e individua nella Storia le radici dei mali che ancora oggi affliggono l’Europa.

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