Un caso editoriale, tradotto in tutto il mondo. Pubblicato da Guanda, “I Lázár” del giovane scrittore svizzero Nelio Biedermann (classe 2003) è una saga familiare gotica dalle atmosfere fiabesche, un romanzo contemporaneo originale che dialoga con la cultura mitteleuropea. Accostato a “I Buddenbrook” di Thomas Mann e dedicato alla sua famiglia, mostra attraverso tre generazioni il crollo dell’aristocrazia ungherese nel corso del ‘900. Il romanzo può essere letto come un viaggio sentimentale e intellettuale verso le proprie origini, dalle terre magiare alle sponde del lago di Zurigo: il risultato di una comprensione e accettazione dei grandi eventi storici che non abbiamo vissuto ma che ci hanno reso quello che siamo…
Nelio Biedermann, classe 2003, svizzero, è il nuovo nome della letteratura mitteleuropea. Caso editoriale, tradotto in tutto il mondo, in Italia pubblicato da Guanda (con la traduzione di Leonella Basiglini), I Lázár è un romanzo che sta facendo parlare per la sua originalità.
In controtendenza rispetto ai generi contemporanei in voga dell’autofiction e della riflessione personale, l’autore riflette un’alternativa predisposizione della Gen Z per il ritorno alla narrazione classica pura, per il ricorso all’immaginazione e all’invenzione come strumento di creazione letteraria.

Nelio Biedermann, nella foto di Ruben Hollinger, è nato nel 2003, ed è cresciuto a Thalwil, sul lago di Zurigo. La sua famiglia paterna proviene dalla nobiltà ungherese, e i suoi nonni si sono rifugiati in Svizzera negli anni ’50. Ha studiato Germanistica e Scienze cinematografiche all’Università di Zurigo, e con I Lázár è stato tra i finalisti dello Schweizer Buchpreis 2025 e ha vinto il Premio dei Librai Indipendenti
Una saga familiare gotica dalle atmosfere fiabesche
Accostato a I Buddenbrook di Thomas Mann, I Lázár si presenta come una saga familiare gotica, che mostra, attraverso tre generazioni, il declino di una famiglia aristocratica nel corso del ‘900. Il romanzo presenta elementi di realismo magico, con le atmosfere fiabesche dei Fratelli Grimm che fanno da contrasto alla scintillante sfarzosità dei salotti del castello, dimora del barone Sándor von Lázár, impegnato nell’arduo compito di mantenere le vecchie tradizioni.
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Il modo in cui viene descritta l’aristocrazia fornisce la chiave di lettura dell’operazione poetica di Biedermann. Se in Mann la decadenza della famiglia Buddenbrook viene raccontata con un tono formale, distaccato e solenne, pur compassionevole, l’autore di I Lázár affonda nell’ironia tragica per rivelare il lato più oscuro di una classe sociale che assiste progressivamente alla perdita di valore.

Il sesso gioca un ruolo fondamentale nella psicologia dei personaggi, irrisolti, mossi dal rimorso, dalla paura e dall’abbandono a sé stessi, smarriti senza rimedio nel tentativo di resistere al corso della Storia.
Il narratore onnisciente, come nei grandi romanzi classici, sembra farsi gioco delle sue creature, considerandole al pari di “animali che non sprecano pensieri sul futuro e non desiderano spiegazioni”. Impulsivi e irrazionali, i personaggi trovano nei rapporti carnali un necessario sfogo e una tregua temporanea dai propri traumi, ma anche un punto di incontro con il diverso, rispetto all’ambiente claustrofobico del castello.
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Segreti, tradimenti e passioni arricchiscono la trama
Segreti, tradimenti e passioni travolgenti arricchiscono e sostengono la trama del romanzo, ambientato in un castello isolato nel Sud dell’Ungheria, poi nella cittadina sonnolenta di Pécs e infine in una Budapest in rivolta, occupata prima dalle SS e poi assediata dall’Armata Rossa.
Le vicende della famiglia Lázár – del barone Sándor e sua moglie Maria, poi di Lajos e Lilly, e infine dei figli Pista ed Eva – seguono inevitabilmente le evoluzioni politiche e gli esiti delle guerre mondiali: l’ascesa del nazismo, l’invasione e la repressione del regime sovietico, la rivolta ungherese del 1956. Gli eventi della Storia mettono la parola fine ai privilegi aristocratici e decretano la scomparsa definitiva di quel mondo, che già dalle prime pagine del romanzo sembrava in declino, dal momento in cui la piccola Ilona, figlia del barone, aveva compreso “quanto quelle ricchezze non fossero riconducibili a loro, ma alle persone ritratte nei quadri appesi che la osservavano”.
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Dalla nascita di Lajos, “il bambino trasparente dagli occhi azzurri come il mare”, si percepisce il senso di minaccia che incombe sul castello. Biedermann è capace di plasmare l’immaginario con piccoli elementi caratteristici, come le abitudini del barone: l’anello gentilizio per firmare i contratti, l’orologio estratto dal taschino del panciotto, il lisciarsi i baffi con l’olio di oliva, la lettura del giornale, l’ansia di ricevere soci d’affari nei salotti.
Il bosco-labirinto ai margini del castello richiama alla mente del lettore italiano la tradizione dei poemi cavallereschi di Tasso e Ariosto, un luogo di perdizione che alcuni personaggi inseguono per errore, un tentativo di fuga dalla realtà e di evasione metafisica verso un altrove, che si traduce nel romanzo in un’incursione letteraria nel fantastico.
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Un viaggio sentimentale e letterario verso le proprie origini
Ispirato dai grandi scrittori che lo hanno preceduto, Biedermann dimostra una piena appartenenza alla cultura mitteleuropea: dai Notturni di E.T.A. Hoffmann (il libro-ossessione, oggetto della follia dello zio Imre), ai racconti di Arthur Schnitzler (l’autore di Doppio Sogno che svelò le ipocrisie e le pulsioni sessuali nascoste nella Vienna imperiale), il testo è denso di citazioni esplicite.
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I Lázár si può leggere come un romanzo contemporaneo originale che riesce a dialogare con la tradizione, un’intelligente ricostruzione letteraria che serve a rielaborare la storia familiare e i traumi del passato, quelli personali e collettivi.
Il senso dello scrivere per Nelio Biedermann è assemblare i pezzi, ripescando indietro e guardando alle vecchie generazioni, con lo spirito innocente e curioso di chi va alla ricerca della verità storica.
Dedicato alla sua famiglia (Biedermann ha origini ungheresi da parte paterna), I Lázár è un viaggio sentimentale e intellettuale verso le proprie origini, dalle terre magiare alle sponde del lago di Zurigo: il risultato di una comprensione e accettazione dei grandi eventi storici che non abbiamo vissuto, ma che ci hanno reso quello che siamo.
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GLI APPUNTAMENTI – In occasione dell’uscita in Italia di I Lázár, la casa editrice Guanda organizza due eventi in contemporanea a Milano e Roma il giorno dell’uscita, 8 settembre, per festeggiare con lettrici e lettori in un momento di lettura condivisa. A Milano, alle ore 19, in occasione dell’appuntamento SHHHH silent reading da Otto in via Paolo Sarpi n.8, gli organizzatori Diego Passoni e Marcella Meciani accoglieranno i lettori con i loro libri preferiti per condividere una serata di tranquillità e silenzio dedicato solo alla lettura. A fine evento ci sarà la possibilità di aggiudicarsi una copia del libro di Nelio Biedermann I Lázár, a cui Passoni e Meciani dedicheranno alcune parole introduttive per l’occasione. A Roma, lo stesso giorno, sempre alle 19, l’appuntamento è allo Spaziotempo in Via Casilina Vecchia n.42, una location storica della scena romana che riapre le sue porte dopo dieci anni. Anche questa è un’occasione per ritagliarsi un momento di lettura tutti insieme con la possibilità di acquistare la copia del romanzo. Sarà Giusy Esposito a fare gli onori di casa con alcuni brevi momenti di introduzione e delle letture da I Lázár.
Fotografia header: Nelio Biedermann nella foto di Ruben Hollinger