“Il dottor Živago” è un’opera universale sulla libertà, l’arte e la fedeltà alla propria voce interiore. In questo articolo ripercorriamo la trama e i personaggi, analizzando la vita e l’opera di Boris Pasternak, gli ostacoli della censura sovietica e le polemiche legate al Premio Nobel, per poi esplorare l’epica trasposizione cinematografica del 1965 firmata da David Lean. Un approfondimento sul celebre romanzo russo che continua ancora oggi a parlarci, mantenendo intatto il suo fascino e il suo messaggio…
Il dottor Živago non è soltanto un romanzo dall’indubbio (e travagliato) successo, che tratta una storia d’amore incastonata nel gelo della Russia del Novecento: questo libro è – prima di tutto – un atto di fede nella letteratura come spazio di libertà, scritto da un autore che ha scelto la parola poetica come unico rifugio possibile.
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Quando Boris Pasternak – nato a Mosca il 10 febbraio 1890 – inizia la lavorazione del suo grande romanzo dopo una lunga vita dedicata alla poesia, alla traduzione, all’ascolto della propria voce interiore. Pubblicato nel 1957, il romanzo si impone come un’opera profondamente anomala nel panorama della letteratura russa del Novecento. Lirico e introspettivo, Il dottor Živago di Pasternak si sottrae a ogni schema ideologico per restituire un racconto di vite attraversate dagli eventi, travolte dalla rivoluzione e dal mutamento forzato della società.
Per comprendere a pieno la portata di questo romanzo generazionale è necessario entrare nel cuore del racconto, seguirne il percorso narrativo e lasciarsi guidare dagli eventi che ne scandiscono il ritmo. È dalla trama, dal suo sviluppo e dalle sue svolte, che prende forma l’universo costruito da Pasternak, primo passo imprescindibile per avvicinarsi ai personaggi e ai temi che rendono questo romanzo un classico senza tempo.
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Indice
- La trama di Il dottor Živago
- I personaggi principali di Il dottor Živago
- Chi è Boris Pasternak: vita e opere dell’autore di Il dottor Živago
- La pubblicazione in Italia de Il dottor Živago
- Il Premio Nobel a Boris Pasternak e le polemiche
- Il dottor Živago: il film del 1965 di David Lean
- Il dottor Živago oggi: attualità e rilevanza dell’opera
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La trama di Il dottor Živago

Il dottor Živago, romanzo russo edito da Feltrinelli con la traduzione di Serena Prina, segue fin dall’infanzia i destini intrecciati dei suoi protagonisti. In primis Jurij Živago, talentuoso giovane che cresce tra le case dei parenti dopo la morte prematura della madre, coltivando la passione per la poesia mentre studia medicina; accanto a lui la cugina Tonja, nonché sua futura moglie.
Parallelamente, a Mosca si delinea la giovinezza di Lara Guichard, una giovane segnata dalla precarietà economica e dai primi legami affettivi, tra cui figura quello con Pavel Antipov, destinato a diventare suo marito. I loro percorsi, seppur separati, sono segnati già dalle prime pagine da incontri e coincidenze che porteranno a una connessione destinata a trasformare le loro vite.
A travolgere le loro esistenze sono però la guerra e la Rivoluzione, che strappano presto Jurij dal suo mondo fatto di lirismo e poesia, imponendogli scelte dolorose. La passione tra Živago e Lara nasce in questo contesto di disordine e precarietà, tra senso di colpa e responsabilità familiari, sviluppandosi solo in brevi momenti di intensità e fragilità. Ma le circostanze politiche e sociali – l’arruolamento forzato, le espulsioni, le minacce dei potenti – costringono presto i protagonisti a separarsi nuovamente.
Il romanzo si conclude con Jurij che termina il suo cammino nella Mosca impoverita, segnato dall’impossibilità di conciliare amore, famiglia e poesia in un mondo che cambia troppo in fretta.
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I personaggi principali di Il dottor Živago

Jurij e Lara, personaggi protagonisti di Il dottor Živago di Boris Pasternak, in un frame della trasposizione cinematografica di David Lean
Nel cuore de Il dottor Živago si staglia una contrapposizione sottile ma decisiva, quella tra Jurij Živago e Lara Antipova, due figure speculari che incarnano risposte diverse allo stesso tempo storico. Jurij è l’uomo della contemplazione e della parola poetica: osserva la Storia passargli accanto senza riuscire ad abitarla davvero, restando fedele a un’idea intima dell’esistenza. Lara, al contrario, è costretta all’azione, alla sopravvivenza concreta, alla scelta continua; il suo percorso è fatto di cadute e di decisioni dolorose che la rendono una figura tragicamente moderna.
La loro relazione non è soltanto una storia d’amore, ma il punto di frizione tra due modi opposti di stare nel mondo. Jurij tende a sottrarsi, Lara è costretta a esporsi; lui subisce il tempo storico, lei lo attraversa pagando ogni passaggio. In questa tensione irrisolta, Pasternak concentra il senso profondo del romanzo: l’impossibilità di conciliare purezza interiore e violenza della Storia, e la condanna di chi – come Jurij e Lara – tenta comunque di restare umano mentre tutto intorno si disgrega.
Una frattura profonda che riflette non solo il destino dei personaggi, ma anche quello di chi li ha creati: un uomo sospeso tra poesia e potere, tra fedeltà a se stesso e pressioni della Storia.
Chi è Boris Pasternak: vita e opere dell’autore di Il dottor Živago

Boris Pasternak, autore de Il dottor Živago (fonte GettyEditorial)
Boris Pasternak nasce a Mosca nel 1890, in una famiglia in cui l’arte è sostanza quotidiana: il padre Leonid è pittore e illustratore, la madre Rosa Kaufmann pianista di formazione classica. Cresce in un ambiente intellettuale d’eccezione, attraversato da musicisti, artisti e scrittori – tra cui anche Lev Tolstoj – e fin dall’infanzia respira l’idea che la creazione artistica sia una forma di disciplina morale prima ancora che estetica.
Dopo un iniziale e intenso avvicinamento alla musica, Pasternak sceglie la filosofia e infine la poesia, affermandosi negli anni Dieci e Venti come una delle voci più originali della letteratura russa, legata al futurismo ma mai del tutto assimilabile a una scuola: sono di questi anni raccolte decisive come Il gemello sulle nuvole (traduzione e cura di Paola Ferretti, Passigli Editori, 2024), Temi e variazioni (traduzione e cura di Paola Ferretti, Passigli Editori, 2018) e Mia sorella la vita (traduzione e cura di Paola Ferretti, Passigli Editori, 2021; prima edizione italiana di Mondadori, 1999), cui seguiranno, nelle fasi successive della sua produzione, libri come Seconda nascita (traduzione e cura di Caterina Graziadei, Passigli Editori, 2022), Sui treni mattinali (traduzione e cura di Elisa Baglioni, Passigli Editori, 2019) e Quando rasserena (traduzione di Alessandro Niero, Passigli Editori, 2020).
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È solo dopo la Seconda guerra mondiale che Pasternak si misura con la forma del romanzo, dando vita al suo unico grande affresco narrativo: Il dottor Živago. Un’opera personale e quasi autobiografica nelle sue tensioni, che racconta la Rivoluzione d’Ottobre e i suoi esiti non dal punto di vista del potere, ma da quello dell’individuo travolto dagli eventi. È proprio per questo motivo che il romanzo viene rifiutato dall’Unione degli Scrittori sovietici e bandito come ideologicamente inaccettabile: troppo lirico e, soprattutto, troppo poco allineato.
La censura e le pressioni del regime isolano Pasternak, costringendolo a una vita marginale, segnata da povertà e silenzio forzato. Proprio quando tutto sembra volgere al termine – proprio come nel migliore dei romanzi – il manoscritto riesce a circolare clandestinamente e a giungere in Occidente, dove verrà pubblicato.
Nello specifico, proprio in Italia, per Feltrinelli.
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La pubblicazione in Italia de Il dottor Živago
Grazie a una rete di mediazioni informali il manoscritto de Il dottor Živago riesce dunque a uscire dall’URSS: nel 1956 una copia dattiloscritta viene affidata a un intermediario italiano e raggiunge Giangiacomo Feltrinelli, che ne intuisce immediatamente la portata letteraria e politica. La decisione di pubblicarlo non è stata però priva di rischi: su Feltrinelli si abbattono fin da subito fortissime pressioni diplomatiche e ideologiche, provenienti tanto dall’Unione Sovietica quanto dal Partito Comunista Italiano, che tentano a più riprese di bloccare l’uscita del libro.

Nell’intrigo internazionale che portò alla sua prima edizione mondiale proprio in lingua italiana e per i tipi di una neonata casa editrice milanese appena fondata da Giangiacomo Feltrinelli, si ritrovarono avviluppati intellettuali, spie, politici e governi di molti paesi. Ne parla Paolo Mancosu nel saggio Zivago nella tempesta. Le avventure editoriali del capolavoro di Pasternak, tradotto per Feltrinelli da Francesco Peri
Nonostante tutto, nel 1957 Il dottor Živago vede la luce per la prima volta proprio in Italia, presso Feltrinelli, anticipando le edizioni in altre lingue occidentali e segnando una svolta epocale. La pubblicazione italiana trasforma il romanzo in un caso internazionale, aprendo la strada a traduzioni, ristampe e a una circolazione che coinvolge apparati politici e servizi segreti, interessati al valore simbolico dell’opera nel confronto tra Est e Ovest.
Quella che era nata come un’operazione editoriale diventa così un evento storico, dove il destino del libro si intreccia indissolubilmente con quello del suo autore, rendendo Il dottor Živago una testimonianza vivente del conflitto tra creazione artistica e potere.
Molto si è detto della storia editoriale del capolavoro di Pasternak, essa stessa un “romanzo”. Sul Corriere della Sera, ad esempio, nel 2014 è stato ricostruito il ruolo che ebbe la Cia: i servizi segreti americani erano infatti interessati a facilitarne la pubblicazione.
Il Premio Nobel a Boris Pasternak e le polemiche
Il successo internazionale de Il dottor Živago non si ferma però nello “stivale”, ma si espande su scala mondiale e culmina nel 1958 con l’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura, un riconoscimento che – per il povero autore russo – si trasforma immediatamente in tragedia personale. Minacciato dalle autorità sovietiche, Pasternak è costretto a rinunciare pubblicamente al premio per non essere espulso dall’Unione Sovietica e separato dai suoi affetti.
Il Nobel diventa il simbolo di una frattura insanabile tra l’artista e il potere, tra il valore universale dell’opera e l’ostilità del suo tempo storico. Solo molti anni dopo, con la pubblicazione legale del romanzo in Russia e il ritiro postumo del premio da parte del figlio Evgenij, questa ferita troverà una tardiva e parziale ricomposizione.
Eppure, nonostante la censura e il silenzio imposto, la voce di Pasternak non smette di propagarsi.
Il dottor Živago supera i confini della pagina scritta e continua il suo viaggio in altre forme, trovando nel cinema un nuovo, potente mezzo di diffusione capace di amplificare il destino e i tormenti dei suoi personaggi.
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Il dottor Živago: il film del 1965 di David Lean

La locandina del film Il dottor Živago di David Lean, tratta dal romanzo di Boris Pasternak
Quando Il dottor Živago approda al cinema nel 1965, sotto la regia di David Lean, il romanzo di Pasternak trova una nuova e potentissima forma di diffusione. Il film non è solo una trasposizione del successo letterario, ma un grande affresco epico capace di raccontare al pubblico internazionale la tragedia individuale di Jurij Živago sullo sfondo della Storia, tra la Prima guerra mondiale, la Rivoluzione russa e la guerra civile.
Presentato al Festival di Cannes e accolto con enorme successo di pubblico e critica, il film diventa rapidamente un classico del cinema mondiale, premiato con cinque Oscar e cinque Golden Globe e consacrato dall’American Film Institute tra i migliori film di tutti i tempi.
Se il film di David Lean ha contribuito a rendere Il dottor Živago un fenomeno globale, la colonna sonora di Maurice Jarre ne è diventata l’anima più riconoscibile. Il celebre Tema di Lara, vincitore dell’Oscar per la miglior colonna sonora originale, ha superato i confini del film trasformandosi in un vero e proprio simbolo culturale.
Il successo musicale fu tale da generare centinaia di rielaborazioni e versioni cantate, contribuendo a fissare Il dottor Živago nell’immaginario collettivo ben oltre la sala cinematografica. In questo senso, il film non solo ha reso visibile il romanzo di Pasternak a milioni di persone, ma ne ha consolidato il mito, trasformando una storia censurata e perseguitata in patria in un patrimonio culturale condiviso a livello mondiale.
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Il dottor Živago oggi: attualità e rilevanza dell’opera
Oggi, a più di cinquant’anni dalla sua prima pubblicazione e dalla trasposizione cinematografica di Lean, Il dottor Živago continua a parlare a lettori e lettrici di tutto il mondo. La vicenda di Jurij e Lara – sospesa tra amore e Storia – rimane un paradigma della condizione umana: la difficoltà di conciliare idealismo e realtà, poesia e violenza, sentimento e sopravvivenza.
Il romanzo russo di Pasternak è ormai un classico senza tempo, studiato nelle scuole e celebrato nei festival letterari, mentre il film resta un punto di riferimento per il cinema epico e romantico. L’opera testimonia, in modi diversi, come l’arte possa sfidare i regimi, superare la censura e resistere allo scorrere degli anni, continuando a emozionare e a interrogare le coscienze.
In un’epoca di conflitti e contraddizioni, il messaggio de Il dottor Živago – quello della fedeltà alla propria voce interiore e alla propria umanità – mantiene intatta la sua attualità, confermando il potere eterno della narrativa di Pasternak.
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