Nel 1996, “La bussola d’oro” dello scrittore britannico Philip Pullman arriva in Italia, diventando in breve tempo una delle saghe fantasy più apprezzate di sempre, da adulti e ragazzi. A 30 anni dalla pubblicazione italiana – e con una nuova edizione speciale per l’anniversario – rileggiamo il primo volume della saga di “Queste oscure materie”, per (ri)scoprire i tanti motivi per cui vale la pena immergersi nelle avventure di Lyra e del suo daimon Pantalaimon…
La prima volta che facciamo la conoscenza di Lyra Belacqua, la vediamo intrufolarsi nel Salotto Privato del Jordan College di Oxford, cercando di non farsi scoprire dallo stuolo di Accademici che, ben presto, si riverserà nel salone. Lyra si trova in un luogo dove non dovrebbe essere – come capiremo ben presto, questa è un’abitudine ben consolidata – ma sarà proprio a partire da quella sua curiosità ingenua e irrefrenabile, che tanto spesso l’ha portata a combinare guai, che il corso della sua vita cambierà per sempre.
Leggere La bussola d’oro trattendendo il fiato…
La prima volta che ci apprestiamo a leggere La bussola d’oro di Philip Pullman (Salani, traduzione di Marina Astrologo e Alfredo Tutino) lo facciamo trattenendo il fiato, sotto pressione, osservando – come fossimo anche noi nell’armadio in cui la ragazzina si è nascosta – immagini che mostrano una realtà strana e incomprensibile, mentre le domande iniziano ad affollarsi nella testa.
Un avvio in medias res da manuale, in cui ci viene già presentato il fulcro del mistero che guiderà Lyra in una lunga avventura attraverso il suo mondo (e non solo): la Polvere, un fenomeno enigmatico che sembra legare tutti gli esseri umani.
Ma è anche quello che avviene dopo questo incipit ricco di tensione a spingerci a leggere con avidità le pagine successive: una serie di sparizioni inspiegabili, un mondo simile al nostro, ma anche profondamente differente, e uno strano strumento dorato che può svelare la verità a chiunque sappia come interpellarlo: la “bussola d’oro”.
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Nel 1996 l’uscita del longseller di Philip Pullman in Italia
Philip Pullman inizia a scrivere Northern Lights nel 1993. Nel 1996, La bussola d’oro arriva in Italia con Salani, diventando in breve tempo una delle saghe fantasy più apprezzate di sempre, da adulti e ragazzi.
A 30 anni dalla pubblicazione italiana – e con una nuova edizione speciale per l’anniversario nelle librerie – rileggiamo il primo volume della saga di Queste oscure materie, per (ri)scoprire i motivi per cui immergersi nelle avventure di Lyra e del suo daimon Pantalaimon.

L’edizione speciale realizzata in occasione dell’anniversario dei 30 anni di La bussola d’oro
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Per non essere mai davvero soli
Nel mondo immaginato da Philip Pullman in La Bussola d’oro, ogni essere umano possiede un daimon, un’esternazione della propria anima sotto forma di animale, compagno di vita prezioso e insostituibile: il daimon di Lyra si chiama Pantalaimon.
“Pan”, come viene chiamato, assume di volta in volta il ruolo di coscienza morale, di consigliere (non sempre ascoltato) e di confidente della giovane protagonista, cambiando continuamente forma – da ermellino a gatto, da topo a falena.
In questo mondo è impensabile l’idea di vivere senza il proprio daimon, presenza costante e rassicurante, dalla nascita alla maturità (quando assume una forma definitiva, senza poter più mutare aspetto), fino alla morte, quando scompare per sempre. Seguendo un tabù antico quanto l’umanità, i daimon possono essere toccati solo dalla persona a cui sono legati, e non possono mai esserne separati, a meno di conseguenze irreversibili.
Quando Lyra scopre che l’Intendenza Generale per l’Oblazione, organizzazione segreta capitanata dall’affascinante e perfida Marisa Coulter, sta rapendo centinaia di bambini per sottoporli a un esperimento per separarli dai loro daimon, il suo sentimento è di puro orrore. Venire divisi dal proprio daimon vuol dire essere privati di una parte di sé, per precipitare nella solitudine e nel dolore, fino a consumarsi. Gli Ingoiatori, come vengono chiamati i membri dell’Intendenza, compiono questo atto disumano e spaventoso con un solo obiettivo: scoprire cosa si nasconde dietro la Polvere, a ogni costo.
Inizialmente, il viaggio di Lyra e Pan ha come scopo quello di ritrovare Roger, l’amico d’infanzia e compagno di giochi nella loro precedente vita a Oxford; ma ben presto si trasforma in una missione di salvataggio attraverso la neve e i ghiacci di Bolvangar, dove sono tenuti prigionieri tutti i bambini, per impedire che perdano il loro compagno più fedele, e, con esso, la vita.
Come scopriamo nei capitoli successivi della saga (ma senza fare spoiler), anche chi non ha una vera e propria incarnazione della propria anima accanto a sé, possiede comunque un daimon: leggendo La bussola d’oro, quindi, è impossibile non chiedersi quale forma avrebbe il nostro. Un’occasione per riconnettersi con sé stessi e riscoprire quelle parti di noi che spesso ignoriamo.
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Crescere (e migliorare) assieme a Lyra, protagonista indimenticabile
Lyra Belacqua è una protagonista indimenticabile, in grado di cambiare e crescere nel corso delle pagine. All’inizio della trilogia, Lyra è un’undicenne selvaggia, sincera, capricciosa e impulsiva, che ama passare i giorni al Jordan College giocando con Roger, garzone della cucina, e con altri bambini che abitano nei pressi di Oxford, tra lotte, fughe e altre marachelle.
Lyra è disinteressata agli argomenti insegnati al College: sa vagamente che gli Accademici ritengono della massima importanza una cosa chiamata “teologia sperimentale“, ma non sa di che cosa si tratti – preferisce dedicarsi a corse, arrampicate ed esplorazioni. Solo per caso, quindi, per via del suo animo ribelle e della sua curiosità, scopre la Polvere e l’esistenza dei Mondi paralleli.
Dopo aver ricevuto l’aletiometro, uno strumento d’oro pieno di simboli e lancette, la nostra protagonista capisce di dover proteggere quell’oggetto a ogni costo, nonostante non sappia ancora quale sia la sua funzione. Da quel momento, a partire dalla sua partenza dal Jordan College, Lyra si scopre responsabile e determinata. E scopre anche un’abilità innata: la capacità di leggere la “bussola d’oro” in maniera naturale, interpretando con facilità le complesse combinazioni di simboli per scoprire qualsiasi verità, su passato, presente e futuro.
Tra Londra e i ghiacci dell’Artico, e con l’aiuto dell’orso corazzato Iorek Byrnison, la ragazzina scopre sempre di più sul mondo che abita e sui pericoli che la circondano, non lasciandosi mai spaventare, ma svelando invece tutto il suo coraggio e la sua generosità. Di capitolo in capitolo, Lyra capisce di poter usare in modo virtuoso la sua abilità nel mentire, per salvare sé stessa e i suoi amici dalle situazioni più pericolose (da qui nasce il suo soprannome “Linguargentina”), dimostrando intelligenza, lealtà e altruismo.
Forse all’inizio Lyra potrà sembrarci un po’ presuntuosa, ma col passare delle pagine non potremo fare altro che volerle bene e fare il tifo per lei, pensando con tristezza al momento in cui dovremo salutare lei e Pan.
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Oltre la storia: la riflessione sull’Autorità
La bussola d’oro introduce già alcune delle tematiche che saranno sviscerate maggiormente nei volumi successivi della trilogia, e che rivelano tutta la complessità della saga, rendendola apprezzabile anche a un lettore più adulto.
Come ha raccontato l’autore in una recente intervista a La Lettura, inizialmente Pullman non concordava sul fatto di indirizzare la serie ai ragazzi. Nel tempo, però, ha smesso di pensare a chi sia il suo lettore: “Spero solo che sia qualcuno che, leggendo, provi emozioni, e con le emozioni diventi una persona migliore”, ha commentato.
Nella storia cominciata con La bussola d’oro le sensazioni da provare sono tante, ma sono anche molte le occasioni di riflessione che possono nascere.
Nella realtà di Lyra, la Chiesa, guidata dal Magisterium, ha un ruolo preminente: ossessionata dal controllo della conoscenza e dall’eliminazione della Polvere, considerata un segno del peccato originale, l’organizzazione non ha intenzione di fermarsi davanti a niente.
Philip Pullman introduce nelle sue opere una critica potente al dogmatismo e all’oppressione del pensiero critico. La lotta contro l’Autorità prende la forma di una vera e propria guerra all’interno della trilogia, con il primo fronte capitanato da Lord Asriel, determinato a liberare l’umanità attraverso la conoscenza, tanto temuta dalla Chiesa.
Pullman descrive una battaglia che è molto più sfaccettata del semplice scontro tra bene e male, e che unisce elementi fantastici, riferimenti religiosi e citazioni letterarie.
Prima fra tutte, il titolo della sua serie: Queste oscure materie è un’espressione che possiamo ritrovare in un verso del Libro II di Il Paradiso perduto di John Milton – poema inglese del 1667 che ha al centro proprio il tema del libero arbitrio e della ribellione – posto in apertura a La bussola d’oro:
… in quel selvaggio abisso,
grembo della Natura e, forse, tomba,
che non è mare o sponda, aria né fuoco
ma lor cause pregnanti in sé commiste
confusamente, in una lotta eterna,
se il Fattore Possente non costringe
queste oscure materie a farsi mondi,
nell’abisso selvaggio, cauto, Satana
sostava all’orlo dell’inferno, e vide,
e ponderò il viaggio…
(traduzione di Danilo Bramati)
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Non fermarsi al primo libro
Terminata La bussola d’oro, non resta che proseguire con i capitoli successivi. In La lama sottile (Salani, traduzione di Alfredo Tutino), pubblicato in originale nel 1997, facciamo la conoscenza di Will Parry, un ragazzino che vive nella Oxford del nostro mondo. In fuga dagli uomini che sono entrati in casa sua per rubare alcune lettere di suo padre, Will attraversa una strana finestra sospesa a mezz’aria e finisce in un’altra realtà.
Qui incontra Lyra, giunta in quel mondo seguendo le tracce di Lord Asriel. I due metteranno assieme le forze per scoprire di più su quello strano luogo, cercando di rintracciare il padre di Will, scomparso quando lui era piccolo. Insieme, incontreranno nuovi alleati e affronteranno nuovi nemici, assieme a qualche vecchia conoscenza: la signora Coulter, infatti, è ancora sulle tracce di Lyra, e sembra più pericolosa che mai…
Il titolo del romanzo fa riferimento a un oggetto fondamentale: la lama sottile, in grado di tagliare qualsiasi oggetto e di aprire finestre tra i mondi.

In Il cannocchiale d’ambra (Salani, traduzione di Francesco Bruno, pubblicato in originale nel 2000), terzo e ultimo libro di Queste oscure materie, Will è alla ricerca di Lyra, tenuta nascosta e addormentata dalla signora Coulter in una grotta. Ora anche la Chiesa conosce l’antica profezia che svela il ruolo della ragazzina nel destino dell’umanità, per cui il Magisterium ha ingaggiato Padre Gomez per ucciderla. Will, aiutato dall’orso corazzato Iorek Byrnison, libera Lyra e la conduce da Lord Asriel.
La battaglia finale contro l’Autorità è finalmente giunta. Quale sarà il destino di Lyra e Will?
Il titolo del libro si riferisce a uno strumento, il cannocchiale d’ambra, creato dalla scienziata Mary Malone (conosciuta nel secondo volume) e in grado di osservare le particelle di Polvere.

Gli altri libri dal mondo di Queste oscure materie
Nel 2017, Philip Pullman ha iniziato una nuova serie: Il libro della Polvere. Questa nuova trilogia è ambientata nel mondo già conosciuto in Queste oscure materie, ma segue una storia parallela e indipendente, collocata prima o dopo gli eventi della serie.

Il primo titolo, La belle sauvage (Salani, traduzione di Guido Calza), è ambientato prima degli eventi di La bussola d’oro. Il romanzo segue Malcolm Polstead, un ragazzino di undici anni disposto a tutto pur di proteggere Lyra – qui ancora una neonata affidata a un convento – dai tentativi di rapimento del minaccioso Gerard Bonneville.
Il regno segreto (Salani, traduzione di Barbara Ronca), invece, è ambientato dieci anni dopo gli eventi raccontati in Il cannocchiale d’ambra. Malcolm è ora un accademico, mentre Lyra una ventenne disincantata e razionale. Mentre il suo rapporto con Pantalaimon viene messo a dura prova, la giovane deve affrontare un viaggio rocambolesco attraverso l’Europa e l’Asia, alla ricerca di una città creduta impossibile e della soluzione al mistero della Polvere.
Il terzo volume del Libro della Polvere, in uscita nell’autunno del 2026 anche in Italia, è Il campo delle rose. Il romanzo riprende gli eventi narrati in Il regno segreto, e vede Lyra alla ricerca di Pantalaimon, mentre Malcolm è a sua volta sulle tracce della ragazza.
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Non solo libri: i film e la serie tv tratti da Queste oscure materie
La saga di Philip Pullman ha ispirato diversi adattamenti, sia per il grande sia per il piccolo schermo.
Nel 2007, La bussola d’oro è arrivato al cinema con la regia di Chris Weitz, Nicole Kidman nel ruolo di Marisa Coulter, Daniel Craig in quello di Lord Asriel e una giovane Dakota Blue Richards nei panni di Lyra.
La saga è poi tornata sullo schermo – questa volta televisivo – dal 2019 al 2022 con la serie HBO His Dark Materials – Queste oscure materie, che adatta i tre volumi in altrettante stagioni.
Chi è Philip Pullman
Oltre a essere l’ideatore di Queste oscure materie e della trilogia parallela, Pullman è autore di numerose altre opere e serie di successo.
Lo scrittore inglese, classe 1946, ha iniziato la sua carriera letteraria nel 1972, e da allora ha scritto più di 30 libri.
Tra questi spicca sicuramente Il rubino di fumo(Salani, traduzione di Mariarosa Zannini), primo titolo della serie noir per ragazzi ambientata nell’Ottocento con protagonista Sally Lockhart, personaggio al centro di altri tre romanzi.

Vincitore nel 2005 del Premio Astrid Lindgren Memorial destinato agli autori di letteratura per ragazzi, Pullman ha pubblicato per Salani, tra gli altri, Ero un topo (traduzione di Mariarosa Zannini), Il conte Karlstein(traduzione di Antonella Pieretti), Lo Spaventapasseri e il suo servitore (traduzione di Gloria Pastorino) e Il ponte spezzato (traduzione di Elda Levi).
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