Nel suo nuovo libro, “Capire il cuore altrui – Emma, Flaubert e altre ossessioni”, Antonella Lattanzi si confronta con un’eroina letteraria controversa: Emma Bovary – Su ilLibraio.it un estratto, che inizia così: “Il mio fidanzato del tempo, che per praticità chiamerò Valerio, era l’esempio più ottuso di gelosia asfissiante. Tanto che io avevo paura perfino di pensare. Avevo paura, anzi, ero convinta che potesse penetrare nei miei pensieri e leggerli…”

“Sapete chi è il Desiderio in persona? Emma Bovary, nata Rouault, unica figlia di papà Rouault. Emma, che è stata in collegio dalle suore, ma per il resto del tempo ha sempre vissuto nella fattoria con suo padre, e che sposa Charles e va a vivere con lui a Tostes, pensando che adesso, finalmente, cominci la vita.
E invece la vita non comincia mai.
Non siamo tutti così?
Non siamo tutti convinti che il meglio debba ancora venire?
O meglio, non speriamo tutti che la vita debba ancora cominciare?
Cosa succede quando ci accorgiamo che la vita non comincerà mai, o che abbiamo perso il momento in cui abbiamo vissuto davvero?”.

Nel suo nuovo libro, Capire il cuore altrui – Emma, Flaubert e altre ossessioni (HarperCollins Italia), Antonella Lattanzi si confronta con un’eroina letteraria controversa: Emma Bovary.

Viziata, capricciosa, indolente, arrivista, egoista. Oppure: paladina del Desiderio, la pulsione fondamentale che muove ogni essere umano, che in lei è totalizzante al punto da guidare ogni sua azione, dalle relazioni amorose al suicidio finale.

Di tutte le eroine della letteratura, poche sono in grado di dividere il parere dei lettori e delle lettrici quanto Emma Bovary.

Lattanzi, scrittrice e sceneggiatrice, si è innamorata di Emma. Più di una volta, a ogni rilettura del capolavoro di Flaubert, in periodi diversi, e sempre cruciali, della sua vita.

Madame Bovary è il libro del suo cuore, ed Emma per lei quasi un’ossessione. Lo stesso desiderio inestinguibile che muove Emma, Lattanzi lo sente come proprio, tanto da farle pensare se non “Madame Bovary sono io” almeno “Emma è mia sorella”.

Seguendo il filo di questa affinità elettiva, l’autrice di Capire il cuore altrui conduce in un viaggio nella psiche dell’eroina flaubertiana, un viaggio in cui la sua vita e quella immaginaria del personaggio si intrecciano, mostrandoci come l’opera e l’ossessiva cura di Flaubert per la scrittura illuminino un percorso che riguarda altri libri, film, canzoni, da Anna Karenina a Sotto il vulcano, da Beppe Fenoglio a Deep Water.

Antonella Lattanzi capire il cuore altrui

Su ilLibraio.it, per gentile concessione della casa editrice, proponiamo un estratto:

(…)

Il mio fidanzato del tempo, che per praticità chiamerò Valerio, era l’esempio più ottuso di gelosia asfissiante. Tanto che io avevo paura perfino di pensare. Avevo paura, anzi, ero convinta che potesse penetrare nei miei pensieri e leggerli, e sapevo molto bene che ogni pensiero io avessi, anche quello più innocente, l’avrebbe fatto ardere di rabbia.

Per questo, forse, un ricordo di quella prima lettura di Madame Bovary mi torna adesso in mente. Io che leggo il romanzo di un’adultera, e mi appassiono a quel romanzo, e mi esalto leggendo quel romanzo. E mi preoccupo quando Charles può scoprirla – per esempio nella scena della maestra di pianoforte (ho detto che appunto sempre i miei libri, e accanto a quella scena leggo solo una parola: “Ahia”) –, e mi infervoro quando lei crede di essere innamorata pazza, e ci credo pure io, e a un certo punto mi fermo e penso: e se Valerio se ne accorge?

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Se mi legge nel pensiero e si accorge che sto sposando i pensieri di una donna che tradisce? Poco importa che Valerio questo libro non lo leggerà mai. Poco importa che la razionalità mi dica che non è possibile leggere nel pensiero (presa in quel gioco, io sono certissima che lui sappia farlo). Poco importa che Valerio non si interessi nemmeno a cosa sto leggendo. Lo stato di prigionia in cui sono è assoluto. Sono convinta che lui possa penetrare il mio cervello. Che sappia tutto quello che penso.

Sono terrorizzata, allora, mentre leggo.

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Ma questa è l’epifania, Madame Bovary è la mia epifania. E anche se non è quella che aspettavo da bambina – l’epifania religiosa –, è fortissima e totale. Come una notte, un giorno d’amore pazzesco. Sono tutta dentro Madame Bovary e se Valerio mi scopre – è la prima volta che lo penso –, se Valerio mi entra nella testa e scopre che sto amando Emma Bovary con tutte le sue storture, con tutte le sue bugie, con tutti i suoi picchi e le sue cadute nell’orrore: non me ne importa niente.

Che mi scopra pure. Per Emma, pagherò le conseguenze.

Non me lo ricordavo più. Me ne ricordo solo ora. Leggo di nascosto come i ragazzini che nascondevano i fumetti porno dentro le riviste. Leggo, col terrore di essere scoperta. Ma leggo, e sono libera di essere felice, di essere chi sono.

È la prima volta, in questa relazione che dura ormai da due anni, che mi stacco un po’ da questa dittatura del pensiero, oltre che delle azioni. È, credo, il primo piccolo distacco da Valerio. Un anno dopo lo lascerò.

© 2024 Antonella Lattanzi
© 2024 HarperCollins Italia S.p.A., Milano Prima edizione HarperCollins novembre 2024

(continua in libreria…)

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