"Il mondo dei periodici indipendenti si è sviluppato molto negli ultimi anni, in controtendenza o forse in risposta alla crisi che colpisce il mondo delle riviste 'classiche'", racconta a ilLibraio.it Francesca Spiller, che proviene dalla fotografia e che a Milano ha da poco aperto una "libreria" diversa dalle altre, Reading Room... - L'intervista

“Il mondo dei periodici indipendenti si è sviluppato molto negli ultimi anni, in controtendenza o forse proprio in risposta alla crisi che colpisce il mondo delle riviste ‘classiche'”, racconta a ilLibraio.it Francesca Spiller (a cui appartengono tutte le foto nell’articolo, ndr), che a Milano ha da poco aperto uno spazio dedicato interamente alle riviste, Reading Room.

Spiller, che proviene dal mondo della fotografia, è entrata in contatto con “progetti editoriali molto interessanti”, che però non avevano uno spazio ad essi dedicato, e così ha deciso di inaugurare un luogo dove “potersi sedere a leggere le riviste: una sorta di libreria dedicata ai periodici. Per dare dignità ai magazine indipendenti, dietro alle quali si celano competenze di alto livello e grande impegno”.

Reading Room è probabilmente l’unico spazio completamente dedicato alle riviste internazionali a Milano (presenti comunque in diverse edicole e librerie, ndr), ma sempre nel capoluogo lombardo recentemente anche la Libreria Verso ha deciso di riservare un intero scaffale alle pubblicazioni indipendenti. Un interesse che sembra in crescita, almeno per una nicchia di pubblico, “probabilmente per via dell’effetto nostalgia, come accade per i vinili: si tratta infatti di oggetti, da sfogliare e collezionare. Ma l’attenzione dei lettori dipende anche dalla qualità di alcuni progetti editoriali che si differenziano per la cura e lo sguardo con cui affrontano gli argomenti trattati”.

C’è poi il tema – impossibile da ignorare – della competizione con la rete: “Le riviste indipendenti hanno una diversa fruizione”. Molto spesso danno spazio ad approfondimenti piuttosto lunghi e contengono poca pubblicità. Una tendenza che è in controcorrente rispetto alla strategia adottata da periodici “mainstream”, che invece strizzano l’occhio alla struttura dei contenuti digitali anche nel formato cartaceo.

Da Reading Room si possono trovare riviste indipendenti dedicate all’arte, alla fotografia, al design, all’architettura, ma anche pubblicazioni su cinema, letteratura, musica. E per questo tra i suoi avventori ci sono sia “addetti ai lavori che cercano ispirazione e confronto nelle riviste di settore, sia appassionati”.

Riguardo alla scelta dei titoli da proporre nello spazio (di 35mq) Francesca ci spiega di prediligere le “riviste che presentano un apparato visivo di qualità a supportare il testo”. Perché, sottolinea, “siamo subissati dalle immagini, ma spesso sono fuori contesto. Ad esempio, la fotografia di moda o il reportage sono linguaggi che nascono proprio dal mondo delle riviste e che quindi sono ‘naturalmente’ parte di un servizio composto dalla triade immagine, impaginazione, testo. Nelle riviste si possono dunque trovare le fotografie nel loro habitat naturale“.

Due riviste da non perdere secondo l’ideatrice del nuovo spazio? “Der Greif, una pubblicazione tedesca che tra i suoi curatori vanta alcuni dei migliori fotografi al mondo. E poi Kennedy, un magazine greco, che raccoglie interviste in inglese a personaggi della cultura e le accompagna con immagini e foto di qualità”.

 

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