“Leggere è prima di tutto un’esperienza”. Con questo spirito, lo scrittore e insegnante Enrico Galiano critica il ruolo delle schede libro, tipico compito estivo commissionato a studentesse e studenti (che “non è il male assoluto, e in certi casi può servire”, ma in altri rischia di “rovinare l’esperienza della lettura”). E propone 6 valide alternative – dalla nota vocale alla lettera, passando per la musica e i trailer – per mettere alla prova le ragazze e i ragazzi, farli entrare veramente nel romanzo appena concluso e scoprire se “da qualche parte il libro ha letto noi”…

A un certo punto della storia della scuola, qualcuno deve aver pensato: “Come facciamo a rovinare l’esperienza della lettura anche ai ragazzi che stavano quasi cominciando ad amare i libri?”.
E qualcun altro deve aver risposto: “Ce l’ho! La scheda libro!”.

Titolo. Autore. Casa editrice. Anno di pubblicazione. Genere. Trama. Personaggi principali. Personaggi secondari. Ambiente. Tempo. Commento personale.

“Una specie di autopsia del libro

Una specie di autopsia del libro. Solo che lui, il libro, fino a tre minuti prima, era vivo. E forse anche lo studente.

Ora: la scheda libro non è il male assoluto. In certi casi può anche servire. Aiuta a ordinare le informazioni, dà una traccia, costringe a non restare sul “mi è piaciuto/non mi è piaciuto”.

Però, diciamolo: spesso produce testi tutti uguali. E poi insegna ai ragazzi una cosa pericolosa: che leggere un libro significa poi doverlo smontare in pezzi, come un mobile dell’Ikea. E infine, ammettiamolo: oggi è facilissimo imbrogliare e far fare tutto alla AI, cinque minuti prima del rientro in classe a settembre.

Forse, oggi, la cosa che dovremmo rimettere in circolo, parlando di libri assegnati per l’estate, sono le emozioni. Il rapporto vero con le pagine. Coi personaggi.

E, posso dire una cosa che farà arrabbiare molti? Ma chi se ne frega se uno studente non si ricorda tutta la trama per filo e per segno. Io stesso non è che ricordo benissimo la storia di molti romanzi che ho letto di recente, perfino quelli che ho amato…

“Leggere è prima di tutto un’esperienza

Leggere è prima di tutto un’esperienza. Se la trasformiamo in un test, poi è un attimo che diventa un test di sopravvivenza.

La lettura non dovrebbe finire sempre in una scheda. Può diventare una lettera, un audio, un processo, un trailer, una playlist, una mappa, una pagina di diario, persino una discussione con un personaggio che non esiste ma che, mentre leggevamo, ci sembrava più vero di certe persone vere.

Ecco allora sei alternative valide alla solita scheda libro, e che sono molto più difficili da far fare alla AI.

1. La lettera a un personaggio

Lo studente sceglie un personaggio del libro e gli scrive una lettera come se fosse una persona vera.
Può dirgli cosa pensa di lui, quando lo ha capito meglio, quando lo ha odiato un pochino, quale consiglio gli darebbe, quale domanda vorrebbe fargli.

Funziona perché obbliga a entrare nella testa del personaggio. Non basta scrivere: “Il protagonista è coraggioso”. Bisogna parlargli. E se gli parli, devi averlo osservato.

Esempio di consegna:
“Scrivi una lettera a un personaggio del libro. Non fare un riassunto della trama. Digli quello che pensi davvero delle sue scelte, dei suoi errori, delle sue paure, dei suoi desideri”.

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2. Il messaggio vocale 

Lo studente commenta il libro passo passo, mentre lo legge, con dei messaggi vocali. Impressioni, sensazioni, commenti, cosa ne pensa dei personaggi, delle loro scelte. Poi a fine lettura assembla il tutto e crea un file audio unico, da mandare al prof in mp3.

Il tono può essere spontaneo, sincero, anche ironico. Può anche parlare di una cosa riuscita, una cosa che non ha convinto, a chi lo consiglierebbe.
Funziona perché avvicina la restituzione al modo in cui i ragazzi parlano davvero. E spesso, quando smettono di scrivere “in scolastichese”, cominciano finalmente a dire qualcosa.

3. Il trailer del libro

Lo studente crea un breve trailer, anche con strumenti come Google Vids (io l’ho appena scoperto, è facilissimo da usare perché lavora su presentazioni già esistenti).

Durata: uno o due minuti.
Deve scegliere immagini, parole, atmosfera, musiche, frasi brevi. Deve far venire voglia di leggere il libro senza raccontare tutto il finale.

Questa attività costringe a individuare il cuore della storia: il conflitto, il tono, il mistero, la posta in gioco. Un trailer non può dire tutto, eh: deve scegliere. E già scegliere, quando si lavora su un testo, è una competenza enorme.

Consegna possibile:
“Realizza un trailer del libro. Presenta il protagonista, il problema principale e l’atmosfera. Non fare spoiler. Chi guarda deve pensare: ‘Quasi quasi lo leggo’”.

Che è già un risultato notevole, in un mondo in cui spesso, dopo una scheda libro, uno pensa: “Quasi quasi non leggo mai più”.

4. Il processo al protagonista

Si isola una scelta discutibile del protagonista e si mette il personaggio sotto processo.

La struttura può essere semplice:
Accusa: perché ha sbagliato?
Difesa: perché possiamo capirlo?
Sentenza: colpevole o innocente?

Questa è un’attività splendida perché impedisce la lettura piatta. E aiuta a capire che i personaggi interessanti raramente sono “buoni” o “cattivi”. La morale, nei libri e nella vita, non funziona come nei cartelli stradali.

Hanno motivi, paure, ferite, contraddizioni. Fanno cose giuste per ragioni sbagliate o cose sbagliate per ragioni comprensibili.

E lì nasce il pensiero.

Esempio:
“Enea è colpevole o innocente per aver abbandonato Didone?”
“Heatcliff è malvagio o solo figlio di un trauma più grande di lui?”
“Emma Bovary è una stronza o una donna che vuole solo essere libera di amare?”

Altro che “Enea: eroe pio e valoroso”. Qui bisogna decidere quanto pesa il destino e quanto pesa il cuore spezzato di una persona.

5. La playlist del libro

Lo studente sceglie cinque canzoni da associare al libro.

Una per il protagonista.
Una per una scena importante.
Una per il finale.
Una per l’atmosfera generale.
Una per un personaggio secondario.

Per ogni canzone deve spiegare il collegamento.

Ah, e non basta: “Questa canzone è bella”. Grazie, DJ.
Bisogna dire: questa canzone parla della stessa solitudine, dello stesso coraggio, della stessa rabbia, dello stesso desiderio di scappare.

La playlist funziona perché molti ragazzi capiscono il mondo anche attraverso la musica. E collegare una canzone a un libro significa tradurre un linguaggio in un altro.
Quando la traduzione riesce, vuol dire che qualcosa è stato capito davvero.

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6. Il libro in cinque oggetti

Lo studente sceglie cinque oggetti che rappresentano il libro. Possono essere oggetti presenti nella storia oppure simbolici.

Una chiave. Una scarpa. Una foto. Un coltello. Una lettera. Una valigia. Una candela. Un cellulare spento. Un pezzo di pane. Un sasso. Per ogni oggetto deve spiegare che cosa rappresenta.

È un’attività concreta, perfetta anche per chi fatica con l’astrazione. In più aiuta a vedere i simboli senza chiamarli subito “simboli”, parola che a dodici anni può provocare sonnolenza istantanea.

Consegna:
“Scegli cinque oggetti che secondo te raccontano il libro. Per ogni oggetto scrivi perché lo hai scelto e quale parte della storia rappresenta.”

Alla fine può venire fuori un piccolo museo del libro. Molto meglio di una trama copiata male da internet.

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La scheda libro spesso controlla se il libro è stato letto. Queste attività provano a fare una cosa più interessante: capire se, mentre lo leggevamo, da qualche parte il libro ha letto noi.

Alla fine, forse, leggere serve anche a questo: uscire da una storia con qualcosa che prima non avevamo. Una domanda, una rabbia, una tenerezza. O magari solo la voglia, rara e preziosa, di aprire un altro libro.

L’AUTORE – Enrico Galiano, insegnante e scrittore friulano classe ’77, in classe come sui social, dove è molto seguito, sa come parlare ai ragazzi.

Dopo il successo di romanzi (tutti usciti per Garzanti) come Eppure cadiamo feliciTutta la vita che vuoiFelici contro il mondo, e Più forte di ogni addio, ha pubblicato un libro particolare, Basta un attimo per tornare bambini, illustrato da Sara Di Francescantonio. È poi tornato al romanzo con Dormi stanotte sul mio cuore, e sempre per Garzanti è uscito il suo primo saggio, L’arte di sbagliare alla grande.

Con Salani, Galiano ha quindi pubblicato la sua prima storia per ragazzi, La società segreta dei salvaparole. Ed è poi uscito, ancora per Garzanti, il suo secondo saggio, Scuola di felicità per eterni ripetenti.
Dopo il romanzo Geografia di un dolore perfetto, è tornato in libreria con Una vita non basta, e ha poi pubblicato, sempre con Salani, il secondo libro per ragazzi, L’incredibile avventura di un super-errore. Con Garzanti nel 2025 è poi uscito il romanzo Quel posto che chiami casa. Il suo ultimo libro, il romanzo Il cuore non va a dormire, è pubblicato da Einaudi Stile Libero.

Qui è possibile leggere tutti gli articoli scritti da Galiano per il nostro sito, con cui collabora con costanza da diversi anni (anche con dei video per Instagram e TikTok).

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