Gli stereotipi sulla maternità sono una questione vecchia come il mondo. Per fortuna, esistono narrazioni create per smontarli. Vi proponiamo una selezione di podcast, saggi e romanzi nata per offrire gli strumenti adatti a superare i falsi miti sul diventare madre e genitori, nel tentativo di conoscere i corpi femminili e la complessità delle emozioni che si provano di fronte a una gravidanza…

Fare i conti con la maternità non è soltanto una questione di gravidanza. Fare i conti con la maternità significa anche chiederci se vogliamo diventare madri o no, e perché. Fare i conti con la maternità significa anche provare a rimanere incinta e non riuscirci, oppure riuscirci troppo presto o senza averlo programmato. Significa avere a che fare coi nostri corpi di donne: imperfetti, precoci, lenti, sessualizzati, giudicati, mai troppo capiti, mai sufficientemente studiati.

Negli ultimi anni, e finalmente, ha preso forma una letteratura che parla di maternità e di corpi femminili fuori dagli stereotipi considerando, per esempio, che la gravidanza possa non essere una “dolce attesa” e che una madre possa sentirsi persa, infelice, confusa e impreparata di fronte alla creatura per la quale, secondo una narrazione poco aderente alla realtà, dovrebbe provare soltanto amore incondizionato.

Copertina del libro di Amanda Hess Un'altra vita che parla di maternità

In questo filone di letteratura si inserisce Amanda Hess con il suo Un’altra vita – Fare un figlio nell’era digitale (Einaudi, traduzione di Alessandra Neve e Isabella Zani). Per scrivere il suo saggio, Hess parte da un’esperienza personale: la sua gravidanza e il destino che ha scelto di affibbiare al suo bambino una malattia rara.

Hess è una giornalista del New York Times e, in Un’altra vita, mette a disposizione dei lettori un’evidente, gigantesca, capacità di analisi e narrazione. Grazie alla sua vicenda biografica, riusciamo a vedere con chiarezza i risvolti folli del maternity marketing che negli Stati Uniti è senza dubbio più aggressivo di quanto non sia in Italia.

Libri e podcast consigliati

La maternità è diventata merce preziosa per le aziende che, attraverso internet e smartphone, propongono prodotti, app e servizi a futuri genitori spaventati, in una continua corsa alla mercificazione dell’attività di cura. “Tutti questi dispositivi, figli dell’ossessione contemporanea del tracking dei parametri fisici, fanno leva sull’ansia crescente di genitori sempre più soli”, scrive Rivista Studio.

In questo senso, il lavoro di Hess non è soltanto un saggio sulla maternità nell’era digitale, ma è una lettura del mondo utile a chiunque lo abiti, genitore o no.

Come Hess, anche altre autrici hanno tentato di analizzare la maternità calandola nell’era contemporanea, senza paura di rompere lo stereotipo o spiegando, dati alla mano, “cosa aspettarsi quando si aspetta”. Ecco qualche esempio:

Utero – Storia intima del luogo da cui tutti veniamo di Leah Hazard

Utero

Partiamo dall’inizio, e cioè dal “luogo da cui tutti veniamo”. Utero (Ponte alle Grazie, traduzione di Benedetta Gallo) parte da un quesito: cosa fa l’utero quando non si prepara per ospitare un bambino, non nutre un bambino, non partorisce un bambino e non si sta riprendendo dopo aver ospitato un bambino?

La risposta di Leah Hazard, ostetrica ed ex giornalista laureata ad Harvard, è un saggio che smonta luoghi comuni e narrazioni non scientifiche che per secoli hanno accompagnato il racconto del corpo femminile, del concepimento, della gravidanza e del parto, ma anche del ciclo e della menopausa.

La scrittura di Hazard, proprio come quella di Hess, sa essere molto ironica senza perdere credibilità in un movimento – che spesso i saggi stranieri seguono, mentre quelli italiani meno – che oscilla tra l’esperienza intima e la ricerca puntuale.

Cose che non si raccontano di Antonella Lattanzi

Cose che non si raccontano Lattanzi

Antonella vuole diventare una scrittrice e lo vuole fortissimo. Per questo, quando a vent’anni rimane incinta per due volte, per due volte sceglie di interrompere la gravidanza. Quando vent’anni dopo si sente finalmente pronta per diventare madre è il suo corpo a non esserlo. In Cose che non si raccontano (Einaudi) Antonella Lattanzi racconta, contrastando il suo titolo, di una gravidanza cercata e desiderata, ma mai arrivata. Racconta la sua storia, che è anche quella di tante donne, e lo fa con una cura straziante, che forse richiede di avvicinare questa lettura solo se si è davvero certe, o certi, di avere l’energia per farlo.

Cattiva di Rossella Milone

Cattiva

Cattiva (Einaudi) riesce in un’impresa impossibile: raccontare l’accidentato e difficile processo che trasforma una coppia in una coppia di genitori. Insieme, dice ad alta voce la battaglia di emozioni, meravigliose e spaventose insieme, che accompagna la nascita di un figlio e lo fa con questo linguaggio qui: “Alle tre di notte, mentre la città riposa, la madre e la figlia sono sul divano. Una ha due mesi e urla come un’ossessa, l’altra ha trent’anni e fissa la parete, coi piedi scalzi, cercando di ricordarsi com’era vivere quando di notte si dormiva”.

L’ospite più atteso di Silvia Vegetti Finzi

L'ospite piu atteso

In questo libro della psicologa e pedagogista Silvia Vegetti Finzi, emerge un tema che è forte anche in Un’altra vita di Hess: la solitudine delle madri. “Nell’epoca della fretta, molte giovani donne si trovano sole e smarrite al momento di realizzare il desiderio di un figlio”. Così L’ospite più atteso (Einaudi) cerca di analizzare, raccontare e dare valore alle emozioni dell’attesa, per aiutare le future madri a comprendersi meglio e a prepararsi con cura e serenità al nuovo arrivo.

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Maternità di Sheila Heti

Maternità

Il desiderio di maternità è un insieme di forze contrastanti che non riguarda solo la procreazione, la famiglia, il padre e la madre, i figli, ma uno spazio emotivo più ampio in cui convivono infelicità e speranza, realizzazione di sé e smarrimento”. Da questa certezza nasce Maternità (Sellerio, traduzione di Martina Testa). La scrittrice canadese Sheila Heti ci restituisce un racconto che è a metà tra un romanzo autobiografico e un saggio intimo, proprio come Un’altra vita di Hess, all’interno del quale, con un linguaggio dissacrante e provocatorio, analizza le risposte a quella che, almeno secondo la società, dovrebbe essere la domanda delle domande per una donna: ma io voglio diventare madre?

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Preparati a spingere di Francesca Bubba

Preparati a spingere

È dell’ottobre 2025 il dato ISTAT secondo cui la diminuzione delle nascite in Italia è un trend che non solo sta continuando, ma sta peggiorando. Nel 2024 le nascite sono state 369.944, in calo del 2,6% rispetto all’anno precedente. Questa tendenza è dovuta a più fattori e uno di questi è la non tutela delle donne e delle future madri. Diventare mamma, in Italia, può ancora significare perdere il lavoro; affrontare il lavoro di cura non retribuito senza aiuti adeguati, psicologici, economici e fisici; abbandonare la propria indipendenza e le opportunità di crescita professionale. A questi temi, e ad altre criticità che il nostro Paese presenta alle madri e alle donne, Francesca Bubba ha dedicato il suo Preparati a spingere (Rizzoli). “Ogni donna che oggi in Italia scelga di avere un figlio deve mettere in conto di spingere: per difendere il lavoro e la propria indipendenza economica, per mantenersi spazi di realizzazione personale e – addirittura – per proteggere il suo stesso corpo da forme devastanti di violenza, psicologica e fisica”. L’autrice propone un’analisi di questi temi attraverso un’inchiesta che tocca ogni aspetto dell’esperienza della maternità e chiedendo a gran voce un radicale cambio di paradigma.

Lo faccio per me di Stefania Andreoli

Lo faccio per me di Stefania Andreoli è uno dei libri che parlano di maternità al di là degli stereotipi

Sottotitolo: Essere madri senza il mito del sacrificio. Stefania Andreoli, tra le più celebri e seguite psicoterapeute italiane, ci ha regalato un libro che è uno “sguardo liberatorio sull’essere donne e madri“. Secoli di falsi miti sulla maternità come sacrificio e amore incondizionato, hanno portato a un mondo di madri disorientate, impaurite e piene di senso di colpa, pur con un unico obiettivo comune: fare del loro meglio. Con Lo faccio per me (Bur Rizzoli) Andreoli ha dato vita a uno strumento utile a rassicurare queste donne, nel tentativo di rendere la maternità consapevole, sana e reale, per il bene delle madri, dei figli e del futuro della società.

Bastava chiedere di Emma

Bastava chiedere

Bastava chiedere! 10 storie di femminismo quotidiano di Emma Clit (Laterza, introduzione di Michela Murgia e traduzione di Giovanna Laterza) sembra un libro scherzoso e invece tratta una questione serissima: l’assenza di supporto che le donne hanno nella gestione del lavoro domestico e di cura. “Vignetta dopo vignetta, Emma illustra (mai verbo fu più appropriato!) le sue idee con argomentazioni tutt’altro che banali. Certi comportamenti non sono innati o geneticamente determinati: gli esseri umani di sesso femminile non nascono con la predisposizione a rimettere in ordine il caos lasciato in giro dagli esseri umani di sesso maschile” ne scrive Il Corriere della Sera. Chissà che questo linguaggio pop e ironico non possa aiutare a chiedere e a dare di più.

Un podcast: Acerbe di Valentina Barzago e Agnese Mosconi

Acerbe

La maternità non è un percorso lineare. Ogni donna vive un’esperienza diversa e nel podcast Acerbe, prodotto da Will Media, Valentina Barzago e Agnese Mosconi hanno dato voce ad alcune di queste esperienze, quelle più atipiche e controcorrente. L’obiettivo è quello di smontare i forti pregiudizi sociali che abitano il concetto di maternità. Attraverso storie estreme e coraggiose, raccolte in due diverse stagioni, il podcast Acerbe parla di adozione, maternità in età avanzata, difficoltà legate all’aborto, genitorialità surrogata e scelte di vita di cui si parla ancora troppo poco.

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Un altro podcast: Genitori onesti di Valeria Fioretta

Genitori onesti

Valeria Fioretta, in arte Gynepraio, affronta – nelle due stagioni di questo podcast prodotto da Storytel – il tema della genitorialità e lo fa lasciando da parte stereotipi e non detti. Genitori onesti si rivolge a “già-genitori, neo-genitori e quasi genitori e racconta tutto quello che avreste voluto sapere sull’essere genitori e che, nonostante l’abbondanza di fonti e di altri genitori, non avete mai osato chiedere”.

Un ultimo podcast: Generazione di Alessandra Pellegrini De Luca

tra i podcast più recenti a tema maternità, anche Generazione de Il Post

Il Post ha recentemente lanciato un nuovo podcast. S’intitola Generazione e racconta di come stia cambiando una cosa antichissima come fare figli e fare figlie“. Generazione racconta le storie personali di chi ha scelto di diventare genitore – in Italia e all’estero – e, attraverso questi racconti, parla di riproduzione, diritti, autodeterminazione, potere, consenso e identità.

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