Per anni abbiamo guardato i libri passare attraverso il filtro digitale, misurando il valore di una storia in like e visualizzazioni. Poi, a un certo punto, qualcosa si è saturato. Tra reading collettivi, party letterari e flânerie sui luoghi degli scrittori, nel post-pandemia sono emersi fenomeni capaci di ribaltare la prospettiva: su tutti spiccano i ritiri di lettura. Per capire questo cambiamento, ilLibraio.it ha raccolto le voci di chi questi spazi li sta inventando e gestendo – Ilenia Zodiaco, Gaia Lapasini, Giulia Buzzoni e Gaia Lorusso – in un racconto tra prospettive editoriali e il desiderio di una lettura autentica, immersiva e meno frammentaria. E se leggere è stato per secoli l’atto solitario per eccellenza, oggi per sempre più persone (giovani e non solo) sta diventando il pretesto per una nuova forma di aggregazione…

Ci siamo stancati di stare online? Impossibile non farsi questa domanda, e ormai molti – proprio in rete – pongono la questione. Sarà il surplus dei contenuti – post, video, longform, podcast, newsletter – o sarà che, semplicemente, ci manca un po’ di contatto.

Per anni abbiamo guardato i libri passare attraverso il filtro digitale, abbiamo misurato il valore di una storia in like, visualizzazioni, commenti sotto un post di TikTok o una foto su Instagram. Ma poi, a un certo punto, qualcosa si è saturato.

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Tra reading collettivi, party letterari, maratone sparse per l’Italia, bookclub itineranti e flânerie sui luoghi degli scrittori: negli post-pandemia sono emersi diversi fenomeni che ribaltano completamente la prospettiva. E, tra questi, spiccano i ritiri di lettura.

Se leggere è stato per secoli l’atto solitario per eccellenza, oggi per sempre più persone sta diventando il pretesto per una nuova forma di aggregazione. Un pellegrinaggio verso luoghi dove il libro non è più solo l’oggetto del discorso, ma il centro di un’esperienza condivisa.

Ilenia Zodiaco

Ilenia Zodiaco, divulgatrice letteraria e organizzatrice di bookclub e ritiri di lettura

Per capire questo cambiamento, ilLibraio.it ha raccolto alcune delle voci di chi questi spazi li sta inventando e gestendo: Ilenia Zodiaco, tra le creator di riferimento in materia letteraria; Gaia Lapasini e Giulia Buzzoni, le due anime di Viaggiare coi libri; e Gaia Lorusso, fondatrice di Barattoli & Co.

Dallo schermo al territorio: quando il digitale non basta più

“Non pensavo che questo percorso sarebbe diventato un’attività strutturata”, esordisce Zodiaco, che ha iniziato a portare la lettura “sul territorio” già nel 2022, anche attraverso i bookclub dedicati ai Mattoni: “Tutto è nato dall’esigenza di un incontro reale con le persone che mi seguono. All’inizio sceglievo posti un po’ defilati e spartani, luoghi semplici che servissero unicamente per ritrovarsi. Non era pensata propriamente come una vacanza, ma come un momento di concentrazione e introspezione“.

Lettrici e lettori in uno dei ritiri di lettura organizzati da Ilenia Zodiaco

Lettrici e lettori in uno dei ritiri di lettura organizzati da Ilenia Zodiaco

Questa necessità di “staccare” dal fai feed dei social e delle piattaforme si ritrova anche nelle parole di Gaia Lorusso: “Fin da quando ho iniziato a parlare di libri sui social, ho capito che il vero dono era la mia splendida community. Ho intercettato immediatamente la volontà di spostare le energie dall’online alla vita vera”.

Gaia Lorusso, creator e fondatrice di Barattoli&Co

Gaia Lorusso, creator e fondatrice di Barattoli&Co

È una sensazione condivisa da Giulia Buzzoni e Gaia Lapasini: “Ci siamo conosciute online, abbiamo iniziato a essere invitate agli stessi eventi e ci siamo accorte che la lettura poteva essere davvero un modo per unire le persone. Volevamo estendere queste occasioni il più possibile, non solo alle bookinfluencer, ma ai lettori e alle lettrici ‘normali’“.

Dopotutto, come spiegano le fondatrici di Viaggiare coi libri, spesso ci si sente soli nella propria passione: “Vogliamo coltivare una rete perché a volte non abbiamo amici che leggono quanto o come noi”.

“Si voleva fare qualcosa che fosse una sorta di cura dopo anni, quelli della pandemia, passati solo online”, aggiunge Ilenia Zodiaco.

L’identikit: chi sono le lettrici e i lettori che partono?

Ma chi sono queste persone che decidono di caricare in auto tre o quattro “mattoni” e partire?

L’identikit è quello di una persona che cerca i propri simili. Per Gaia Lapasini e Giulia Buzzoni si tratta spesso di “ragazze tra i 20 e i 30 anni che amano leggere e conoscere nuove persone, un profilo umano molto simile al nostro. Ma vediamo anche uomini dai 30 ai 50 anni con lo stesso desiderio di leggere in compagnia”.

Un ritiro di lettura organizzato da Barattoli&co

Un ritiro di lettura organizzato da Barattoli&Co

Il dato di genere resta però marcato: “C’è una fortissima predominanza di donne, circa il 70%“, spiega Gaia Lorusso, “coerentemente con i dati del mercato librario”.

Zodiaco nota come la struttura stessa del viaggio – che richiede spesso l’uso dell’auto, spostamenti, un investimento economico – escluda i giovanissimi, attirando una fascia tra i 20 e i 40 anni: “Persone che vivono in ufficio e hanno perso la bussola della concentrazione“. Quello che cercano è la possibilità di vivere mille vite attraverso i libri, e non sentirsi soli nel farlo.

Una giornata tipo

Se l’obiettivo è la lettura immersiva, la struttura di questi ritiri è una coreografia che lascia spazi di libertà e autonomia: “Vogliamo creare una vera e propria vacanza dove ognuno può leggere con i propri ritmi“, dicono Giulia e Gaia. E aggiungono: “Non ci sono appuntamenti fissi obbligatori, tranne i pasti. Proponiamo attività facoltative: dallo speed date letterario per rompere il ghiaccio alle lezioni di yoga, fino al momento dello ‘scambia-libro‘. Ognuno si ascolta e fa ciò che desidera”.

Gaia Lapasini e Giulia Buzzoni

Gaia Lapasini e Giulia Buzzoni, fondatrici di Viaggiare coi libri

In un ritiro di Gaia Lorusso, il rito d’iniziazione è il “pescaggio dal barattolo“: “Dopo cena, peschiamo domande pensate per farsi conoscere profondamente, non i soliti titoli di libri”.

Per Ilenia Zodiaco, i ritiri si sono “evoluti con il tempo”, passando da semplici momenti di ritrovo a veri e propri percorsi tematici. Se all’inizio l’esigenza era semplicemente un modo per stare insieme tra lettrici e lettori in una dimensione “detox” e tranquilla, oggi la proposta si è fatta più densa. “Facciamo sempre un po’ di trekking, perché la maggior parte dei miei ritiri è in montagna“, racconta. “Lì siamo liberi dai telefoni non tanto per una scelta deliberata, ma semplicemente perché in alta quota la linea non c’è. Parlarsi, conoscersi e ascoltarsi, invece di stare al cellulare, è diventato il vero lusso“.

La crescita di questa community ha permesso a quello che era nato come un momento di stacco di trasformarsi in viaggi sempre più organizzati e “verticali”, interamente focalizzati sulla lettura, grazie anche alla collaborazione con Ecowaytravel. Il primo contatto risale al 2018, quando Zodiaco è stata contattata da questa agenzia familiare dal target giovane e attento alla sostenibilità. Da lì è nato un percorso che è partito da Praga, sulle orme di Kafka, per arrivare a mappare i luoghi che hanno nutrito i grandi classici: dall’Inghilterra di Jane Austen alla New York di Truman Capote, senza dimenticare un giro per le librerie più iconiche del mondo.

Gaia Lorusso, creator e fondatrice di Barattoli & co, che organizza ritiri di lettura

Gaia Lorusso in una delle location dove organizza ritiri di lettura

Quando l’offline trasforma il mercato

Eppure, in questo movimento verso l’offline, non c’è un rifiuto totale del digitale, quanto una sua nuova declinazione. Si crea una sorta di “sistema circolare”: il ritiro nasce online, si consuma dal vivo, per poi tornare a farsi immagine, reel, storia, contenuto.

Come spiegano Giulia e Gaia di Viaggiare coi libri, i ritiri stanno riscrivendo i codici della promozione editoriale: “Lo vediamo quando decidiamo di leggere un libro tutti insieme: abbiamo un gruppo Telegram in cui scegliamo i titoli collettivamente e l’adesione è incredibile”.

In questo scenario, il digitale diventa cassa di risonanza di un passaparola organico che già diverse case editrici hanno imparato a osservare: “Spesso ci omaggiano di libri”, continuano le fondatrici, “e noi proponiamo attività come il completamento del diario del lettore. In questo modo il libro viene accolto con un interesse raddoppiato, e dall’altro lato si genera una pioggia di contenuti spontanei che lo spingono a essere condiviso più e più volte”.

Zodiaco è più cauta, ma vede un grande potenziale: “Considererei questa attività un’opportunità incredibile per le case editrici, molto ghiotta. Bisogna però stare attenti a come ‘intrufolarsi’ nella community: deve restare un momento della community, non solo un’operazione commerciale”.

Si legge in un cottage durante uno dei ritiri letterari curati da Ilenia Zodiaco

Si legge insieme in un cottage durante uno dei ritiri letterari curati da Ilenia Zodiaco

Non solo ritiri di lettura

In questo panorama in fermento, non bisogna dimenticare che il concetto di ritiro letterario non è nuovo. Accanto ai raduni nati sui social, infatti, esistono da tempo i ritiri di scrittura e i laboratori guidati da professionisti e scuole dedicate. È il caso, ad esempio, di Giulia Ceirano, autrice e collaboratrice del nostro, che organizza percorsi tra l’Italia e l’estero — dalla Sicilia allo Sri Lanka — dove la tecnica narrativa si fonde con workshop intensivi.

Tuttavia, l’immersività non richiede per forza una valigia pronta. Per chi non può concedersi un intero weekend, si stanno moltiplicando le occasioni per vivere il territorio attraverso i libri. È il caso delle flânerie letterarie di Marta Perego, passeggiate che trasformano le città in pagine da sfogliare, o dei reading party, eventi in giornata che portano la lettura collettiva negli spazi urbani. A Torino, ad esempio, Giuneiboschi ha iniziato a organizzare appuntamenti dove ci si ritrova per leggere insieme sull’erba; una spinta alla socialità che ritroviamo anche a Catania con Alchimie Letterarie, iniziativa curata da Vanessa Tropea e Greta Privitera (creator e volti del profilo TikTok de ilLibraio.it). Ce ne sarebbero molti altri da citare, piccole e grandi iniziative locali che stanno facendo la differenza. Che si tratti di un monastero, di una reggia, o di un parco, il messaggio è chiaro: leggere non è più un’attività esclusivamente solitaria.

Una tendenza globale

L’Italia non è affatto un’isola in questa riscoperta del “lento leggere”.

Al contrario, quello che stiamo osservando (tra l’altro, in Italia ci sono diverse altre realtà coinvolte) è un pezzo di una tendenza globale, che testate internazionali stanno mappando già da tempo. Come ha sottolineato recentemente la BBC Travel, siamo di fronte a una “nuova onda del viaggio letterario”: un’evoluzione che va oltre il classico libro letto pigramente in spiaggia per trasformarsi in un’immersione totale in hotel-librerie, festival itineranti e ritiri dedicati.

Oltreoceano e nel Regno Unito è nato persino un neologismo per definire queste esperienze: i “Readaways”. Come spiega un approfondimento di Bookish AF, il segreto di questi soggiorni non è solo il silenzio, ma la creazione di una “bolla” temporale in cui il lettore è protetto dalle distrazioni del quotidiano.

Location di uno dei ritiri di lettura organizzati da Barattoli&co

Location di uno dei ritiri di lettura organizzati da Barattoli&Co

È la trasformazione della vacanza in una “creative break”: non a caso il Guardian ha inserito i soggiorni dedicati alla lettura e all’apprendimento tra le mete preferite dai viaggiatori che cercano qualcosa di più di un semplice svago, preferendo workshop e momenti di riflessione collettiva al turismo di massa.

Dalle dimore storiche ai rifugi minimalisti, la geografia di questi ritiri è ormai vastissima. Anche il National Geographic ha stilato un elenco dei migliori ritiri di lettura al mondo, confermando che il bisogno di isolarsi con un libro non è una nicchia per pochi sognatori, ma un’esigenza di mercato strutturata. Che si tratti di castelli o baite, l’obiettivo è lo stesso: trovare un altrove che somigli al mondo che abbiamo appena finito di leggere.

Luoghi che parlano e il ritorno dell’immersività

In questi ritiri, infatti, la scelta della location non è mai casuale, né puramente estetica: “È uno degli aspetti in cui ripongo una religiosa attenzione“, confessa Lorusso. “La mia deformazione da project manager mi spinge a fare mesi di scouting: Al Cottage, Alla Baita, Al Monastero. Le strutture non sono solo posti dove dormire, plasmano attivamente il programma“.

Si tratta della ricerca di un altrove, di territori non contaminati dal rumore, dove l’esperienza può smettere di essere performativa. Se negli ultimi anni al mondo del libro è stato chiesto di farsi spettacolo – tra strategie di personal brand, tour infiniti e palcoscenici – qui il paradigma si inverte: l’autore fa un passo di lato e lascia che siano i lettori e le lettrici ad abitare la scena. Non c’è un pubblico da soddisfare, né un’immagine da proiettare, c’è solo il tempo, ritrovato, di stare con se stessi e con le proprie passioni.

È un’idea di accoglienza che Buzzoni e Lapasini di Viaggiare coi libri curano in ogni dettaglio, perché l’immersione passi anche dal benessere: “Cerchiamo posti accoglienti, anche la ristorazione è fondamentale perché deve essere una vacanza a tutto tondo. Deve esserci un’affinità tra libro e luogo, tra le storie e i valori della natura“.

Gaia Lapasini e Giulia Buzzoni in uno dei ritiri di lettura organizzati con Viaggiare coi libri

Gaia Lapasini e Giulia Buzzoni

Tutto concorre a proteggere lettrici e lettori da quella che Zodiaco individua come la sfida della nostra epoca: la frammentazione: “La lettura in fondo è sempre più ondivaga, frammentata e occasionale“, osserva. “L’idea è invece portarla anche in posti dove non c’è, portare in giro il gesto di leggere come una forma di cultura proattiva e partecipata“. Perché, se fuori tutto ci spinge a consumare storie in modo intermittente, all’interno di un ritiro la lettura torna a essere “un’esperienza immersiva e totalizzante”.

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