Eredità , testamenti e atti notarili: la protagonista di “Una piccola formalità ”, l’ultimo romanzo di Alessia Gazzola, deve fare i conti con questo e molto altro, tra segreti di famiglia, verità celate e un’inaspettata infatuazione per il suo notaio ed ex compagno di classe, Manfredi Malacarne. Dopo il successo delle indagini di Alice Allevi (protagonista anche della fiction di Rai1 “L’allieva”) e della paleopatologa Costanza Macallè, l’autrice presenta un nuovo personaggio, Rachele Braganza, giornalista di lifestyle alle prese con un’ingarbugliata questione famigliare. La morte di uno zio pressoché sconosciuto apre le porte a un cambiamento radicale nella sua vita: davanti al fascino e all’eccitazione di una passione travolgente, riemergono gli spettri di memorie ancora fresche, e la necessità di superare il passato per poter riottenere il controllo del proprio presente…
Rachele Braganza è molte cose: è una giornalista creativa e spigliata, con un ottimo intuito e la giusta dose di combattività . È la fidanzata storica di Alessio, di cui si è innamorata quando avevano quattordici anni ed erano compagni di classe. E soprattutto è ancora la ragazza riservata e disciplinata di un tempo, che dentro di sé sognava una vita di passione ed emozioni.
Senza rendersene conto, Rachele ha rinunciato da anni al brivido della sorpresa: è bloccata in una relazione tiepida e abitudinaria, dove domina l’affetto e non il desiderio. Per molto tempo si è accontentata, senza nemmeno accorgersi di essersi messa in gabbia con le sue stesse mani.
Il cambiamento, come accade spesso nella vita, avviene all’improvviso: tutto comincia con la morte di uno zio semisconosciuto, fratello di suo padre, eletto a pecora nera della famiglia. Il padre di Rachele la invita a rinunciare all’eredità senza troppi complimenti, per evitare di dover fare i conti con i guai dello zio… ma la giovane giornalista di lifestyle non rinuncerebbe mai alla possibilità di una storia intrigante, e decide di scavare più a fondo.
Con Una piccola formalità (Longanesi) Alessia Gazzola indaga un nuovo mondo fatto di testamenti, successioni, eredità e atti notarili.

La scrittrice originaria di Messina è conosciuta e amata da lettrici e lettori soprattutto grazie a due iconiche protagoniste: Alice Allevi, al centro di nove romanzi e della fiction di Rai1 L’Allieva, e Costanza Macallè, protagonista di altri tre romanzi (Questione di Costanza, Costanza e buoni propositi e La Costanza è un’eccezione), tutti editi da Longanesi. Gazzola, laureata in Medicina e Chirurgia, in queste due serie di libri esplora con intrecci e modalità sempre diversi l’ambiente della Medicina Legale e della Paleopatologia. Due realtà molto lontane dall’ingarbugliata questione familiare a cui invece Rachele deve venire a capo.
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Per riuscire nel suo intento, la giovane deve per forza affidarsi a un notaio: e chi meglio di un ex compagno di liceo, una volta detestato, e ora diventato un professionista preciso e disponibile? Il ricordo che Rachele ha di Manfredi Malacarne è quello di un diciottenne odioso e svogliato, ma l’uomo che si trova davanti è un giovane notaio meticoloso, affascinante e gentile. Forse fin troppo…

Il romanzo ruota attorno al continuo contrapporsi di passato e presente: un passato costellato di incomprensioni e di occasioni perse, che tornano nel presente per ottenere un’altra possibilità . I ricordi dell’adolescenza sono fatti di speranze e sogni a occhi aperti, ma anche di perdite inaspettate e ferite dolorose; sono parte integrante dell’identità di Rachele, ma sono anche la zavorra che le impedisce di vivere davvero.
“Benché vivere con l’amplificatore della giovinezza sotto pelle renda tutto più incandescente, è ora di lasciar andare i diciottenni che eravamo: vivono nel passato e portarli qui nel presente è semplicemente sciocco”.
L’insegnamento più grande che la protagonista deve imparare è che le persone evolvono, crescono, cercano di migliorarsi. Non dare loro la possibilità di dimostrare quanto siano cambiate significa vincolarsi per sempre al rimorso e alla rabbia, perdendo di vista la felicità .
In primo luogo, la protagonista capisce di dover perdonare Alessio, che mettendo fine alla loro storia ha voluto solo permetterle di sperimentare un amore autentico e travolgente. Rincontrando Manfredi, invece, Rachele scopre di dover guardare oltre al ricordo negativo che ha di lui, lasciandosi alle spalle il passato per abbracciare la passione e l’eccitazione che mancavano nella sua vita. In Manfredi trova proprio ciò che cercava: un’attrazione capace di farla tremare e sciogliere, riportandola un po’ all’adolescenza, anche se nel corpo di una donna più sicura e consapevole.
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Ma è anche grazie alle indagini sulla propria famiglia che Rachele impara le conseguenze devastanti del rancore. Pezzo dopo pezzo, le sue ricerche portano alla luce una storia fatta di silenzi, torti e segreti, di amori brucianti corrotti dall’amarezza. In questo processo dovrà talvolta anche “fare da genitore ai propri genitori”, osservando le loro vulnerabilità e i loro sbagli, per, ancora una volta, accettarli così come sono.
Quella che doveva essere solo Una piccola formalità è invece il punto di partenza per una vera e propria rinascita: quella di una giovane donna che per la prima volta deve affrontare la realtà da sola, prendendo decisioni e sbagliando, ma dimostrando sempre la sua indipendenza.
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Sullo sfondo di una Milano piena di opportunità , anche Rachele evolve, cresce e scopre di essere affamata di vita: elimina le regole che da sempre si è autoimposta e sperimenta per la prima volta un amore elettrizzante e spontaneo, che le ricorda cosa significa essere libera.
La nuova realtà che Rachele si è costruita, però, è tanto travolgente quanto fragile ed evanescente: l’eredità di suo zio nasconde una verità insidiosa e difficile da accettare. Riuscirà la giovane giornalista a conservare ciò che ha guadagnato, o tutti i suoi sogni finiranno per crollare come un castello di carte?
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Fotografia header: foto di Dario Boemia











