il libro

Fiori sopra l’inferno

Un thriller che entra nelle pieghe dell'animo, e ci fa scoprire un'autrice da seguire attentamente.
Marta Cervino, Marie Claire
Il primo romanzo di Ilaria Tuti, "Fiori sopra l'inferno", è un thriller. Ma racconta, attraverso il mistero e la morte, la vita.
Antonella Lattanzi, Vanity Fair
Una vicenda piena di colpi di scena con una scrittura tesa, rapida e che sa sfruttare l'ambientazione a dovere: le montagne, la natura primitiva, il bosco.
Alberto Grandi, Wired.it
Ilaria Tuti sa conquistare e mantenere alta l'attenzione dei lettori.
Claudia Morgoglione, Robinson - La Repubblica
Ilaria Tuti con Teresa Battaglia non ha creato un semplice personaggio, bensì una persona autentica e tridimensionale. Con la sua protagonista, Ilaria Tuti fa il miglior regalo che uno scrittore possa fare ai suoi lettori: qualcuno cui affezionarsi.
Donato Carrisi, Corriere della Sera
LA NUOVA PROMESSA DEL THRILLER ITALIANO UNA STORIA CHE SCUOTE LA MENTE E IL CUORE   «Ilaria Tuti ha creato non un personaggio ma una persona vera.  Teresa Battaglia è più di una protagonista: è una luce piena di ombre, uno spazio dentro il nostro cuore.  È già indimenticabile.»  Donato Carrisi «Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell’orrido che conduce al torrente, tra le pozze d’acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l’esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l’inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa. Sono un commissario di polizia specializzato in profiling e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine. Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura Questo non è soltanto l’esordio di una scrittrice di grandissimo talento. Non è soltanto un thriller dal ritmo implacabile e dall’ambientazione suggestiva. Questo è il debutto di una protagonista indimenticabile per la sua straordinaria umanità, il suo spirito indomito, la sua rabbia e la sua tenerezza. PARTECIPA AL DOPPIO CONCORSO #IlMioLuogoSegreto ISPIRATO AL ROMANZO ENTRO IL 30 GENNAIO 2018. VINCI UN'ESPERIENZA UNICA E TANTI BUONI DA 100 EURO. SCOPRILO SUBITO QUI SUL SITO DEDICATO.  
Titolo
Fiori sopra l’inferno
ISBN
9788830449817
Autore
Collana
Casa Editrice
LONGANESI
Dettagli
372 pagine, Cartonato
Prezzo di questa edizione cartacea

Citazioni più amate

«Le voci delle vittime l'accompagnavano in ogni istante della giornata e nel buio della notte si levavano più alte. Non le avrebbero mai permesso di riposare fino a quando il colpevole non fosse stato…»

I. Tuti

Fiori sopra l'inferno

Fiori sopra l’inferno

Fiori sopra l’inferno

I. Tuti

LA NUOVA PROMESSA DEL THRILLER ITALIANO UNA STORIA CHE SCUOTE LA MENTE E IL CUORE   «Ilaria Tuti ha creato non…

recensioni

  • "Le voci delle vittime l'accompagnavano in ogni istante della giornata e nel buio della notte si levavano più alte. Non le avrebbero mai permesso di riposare fino a quando il colpevole non fosse stato trovato e il cerchio di morte chiuso". Libro uscito a gennaio ma che ho sempre esitato a comprare perché, da quanto avevo letto in giro, mi aveva dato l'impressione di essere un romanzo scritto sulla falsa riga de Il silenzio degli innocenti... quanto mi sono sbagliato! Si tratta, invece, di thriller psicologico al cardiopalma che non concede un attimo di tregua al povero lettore, e con una trama che è tutto un crescendo di emozioni fino all'epilogo ed alla rivelazione finali molto originali (ma che, con un po' di ragionamento, ci si può anche arrivare a capire). Storia che apre più di un interrogativo; uno su tutti: nasciamo cattivi o lo diventiamo per le situazioni e le prove che la vita ci sbatte in piena faccia? Signori, questa sì che è una gran bella domanda... Davvero ottime le descrizioni dei luoghi (l'autrice, lo ha scritto nei saluti finali, ha usato quelli a lei molto cari) e perfette le descrizioni dei personaggi. Il commissario Teresa Battaglia non è certamente il massimo della simpatia (tuttavia, nel corso della lettura ne capiremo il motivo), ma il suo lavoro lo sa fare molto bene e, non a caso, è lei il punto di riferimento per tutte le altre autorità coinvolte nelle indagini. Ilaria Tuti è al suo primo romanzo... e spero che riscuota il successo che merita perché le premesse ci sono tutte; ma, soprattutto, spero di leggere altri suoi lavori su Teresa Battaglia, soprattutto sul suo passato e su come esso ha "plasmato" la donna ed il commissario che in Fiori sopra l'inferno abbiamo imparato a conoscere.

  • Molto suggestiva l'ambientazione: si percepisce benissimo l'amore per la propria terra d'origine dell'Autrice. L'idea di fondo, che non posso dettagliare per motivi di spoiling, è molto azzeccata ovvero la rielaborazione romanzata di una ricerca scientifica realmente avvenuta e presente in letteratura. L'Autrice possiede un ottimo vocabolario grazie al quale elabora delle descrizioni di luoghi/personaggi davvero ben dettagliate. Grande empatia dei personaggi, soprattutto del commissario Battaglia (sembra l'esatta versione femminile del mio capoufficio!) Parere personale: una criticità che ho riscontrato è come circa al 75-80% del romanzo vi sia come un "rallentamento" della trama che fa un po' scemare l'interesse. Tuttavia ciò non inficia il valore dell'opera. Da leggere sicuramente!

  • Da hedrock

    Di solito non leggo questo genere di storie, di tipo thriller, ma questa volta sono rimasto piacevolmente colpito e sorpreso. Mi sono appassionato alle vicende del piccolo paesino montano in cui il Commissario Teresa Battaglia si trova a fare i conti con un serial killer atipico (anche definirlo così non è corretto) che vive isolato dal mondo e che, scopriremo, ha un terribile passato. La particolarità delle indagini ti avvolgono, ti fanno scorrere le pagine sempre più veloce, fino ad arrivare a scoprire la verità (amara). E poi lo studioso citato nella storia è esistito realmente: Renè Spitz, psicoanalista austriaco il quale ha elaborato la sindrome da deprivazione affettiva sui neonati, che provoca una depressione anaclitica. Ciò prova che per sopravvivere un bambino necessita anche e soprattutto di stabilire legami affettivi forti e duraturi. Oltre alla novità del commissario che prova empatia per il killer (cosa che potrebbe in un primo tempo sconvolgere il lettore) a me è piaciuta molto, perché in fondo siamo tutti "mostri" nel nostro piccolo, o come viene accennato nel libro siamo tutti "potenziali assassini". E poi il paese e la natura che lo circonda, queste montagne, questi alberi, sono i protagonisti del libro: l'autrice esordiente ce li descrive benissimo e si capisce che ci pennella dei luoghi a lei familiari e cari. In conclusione, dovete assolutamente leggere questo romanzo, non ne resterete delusi. Mi congratulo con Ilaria Tuti, spero presto di leggere una nuova avventura del commissario Teresa Battaglia!

  • acquistato su consiglio di una amica e devo ringraziarla per questo...era da tempo che un libro non mi prendeva così tanto, non vedevo l'ora di arrivare alla fine e...ora che l'ho finito mi mancano di già il commissario Teresa Battaglia e l'ispettore Massimo Marini e sopratutto mi manca la montagna così maestosamente descritta....Ilaria Tuti voglio un seguito o la storia di come Teresa Battaglia è diventata commissario ;)

  • Un thriller che sfugge alla sua categoria. C'è tutto, la montagna maestosa così gelida nel suo ghiaccio e nella sua neve ma così dolce nel custodire le sue creature e nello sciogliersi della primavera. I bambini, occhi vividi che vedono oltre la realtà, nell'immaginazione e nel sentire del cuore. L'amore, ebbene sì in questa storia c'è amore, lacrime di amore che cadono nella neve e diventano parte del tutto. E c'è lei, Teresa Battaglia, il commissario, una donna attraversata da ciò che di meraviglioso lasciano la forza e la vulnerabilità quando sono insieme, nell'anima di una sola persona.

  • Acquistato il giorno di uscita a scatola chiusa. Fidandomi della pubblicità che lo decanta a tutto spiano. Finora ne ho letto una sessantina di pagine: pessimo. Scritto in modo esageratamente enfatico e portato avanti a frasi fatte. Forma: zero. Sul contenuto dirò a fine penosa lettura. Il bello è che l'ho comprato stufa delle ciofecate yankee scritte coi piedi e con la fotocopiatrice. [Dalla padella nella brace, e che brace] è il titolo di codesto mio parere.

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