In base al luogo di origine di ogni autrice o autore, nomi e cognomi all’orale possono rivelarsi diversi da come sono scritti… Ecco perché, in questa guida, vi proponiamo tre semplici e utili consigli di massima. Per esempio, se sapete che “paella” si pronuncia approssimativamente “paèglia”, potrete immaginare che Isabel Allende di conseguenza si leggerà “Isabel Agliènde”. Così come Frankenstein (pron. “Frankenshtain”) può ricordarvi di dire Rudolf “Shtainer” quando leggete Rudolf Steiner

Vi è mai capitato di parlare di autrici o autori di altri Paesi e di scoprire che le persone intorno a voi pronunciano il loro nome in modo diverso dal vostro? Se avete presente la sensazione di smarrimento di quei momenti, in cui non sapete fino in fondo chi sta sbagliando e perché, questa guida alla pronuncia è ciò che fa per voi.

In base al luogo di nascita di ogni autrice e autore, infatti, il suo nome e il suo cognome (parole che già di per sé seguono delle regole specifiche, rispetto a quelle standard di ogni lingua) possono rivelarsi all’orale ben diversi da come ci appaiono in forma scritta, mettendoci davanti a non pochi interrogativi.

Ecco allora tre consigli di massima per riuscire a cavarvela in ogni situazione, anche se parlate solo l’italiano o se non conoscete a menadito la cultura del Paese d’origine della vostra scrittrice o del vostro scrittore del cuore

Farsi aiutare dalle parole straniere che già si conoscono

Può darsi che non abbiate mai studiato lo spagnolo o il tedesco, ma non per questo dovete pensare di non conoscerne nemmeno “a orecchio” qualche norma fonetica. La nostra vita quotidiana, infatti, è circondata da prodotti, marche, libri e oggetti provenienti dall’estero, o anche solo da tanti forestierismi, cioè da parole prese in prestito da altre parti del mondo.

Così, se sapete che “paella” si pronuncia approssimativamente “paèglia“, potrete immaginare che Isabel Allende di conseguenza si leggerà “Isabel Agliènde“. Certo, non avrete un accento e un’accuratezza da madrelingua, però ridurrete l’effetto storpiatura, come nel caso di Frankenstein (pron. “Frankenshtain“) che può ricordarvi di dire Rudolf “Shtainer” quando leggete Rudolf Steiner.

Il discorso è più complesso per l’inglese, come immaginerete, dal momento che gli stessi gruppi vocalici o consonantici possono corrispondere a suoni diversi in base alla loro posizione all’interno di un termine (e talvolta pur trovandosi nella medesima posizione), come già accade banalmente con le “c” presenti in “Pacific Ocean“, che sono tre e tutte diverse fra loro.

Più in discesa, per fortuna, è la strada del francese o del russo: basti pensare alla casa automobilistica Renault (pron. “Renòl”), da cui consegue che Claude Simon sarà “Clòd” Simon, o alla parola “spasìba” (scritto spasibo, in cirillico спасибо), cioè “grazie”, tramite cui impariamo a pronunciare certe “o” come delle “a”, come in “Talstoj“.

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Memorizzare un po’ di regole base di ogni lingua

Quando il nostro background culturale non basta, o quando siamo davanti a sottigliezze per le quali non ci vengono in aiuto le nostre conoscenze pregresse (o indirette), una buona idea potrebbe consistere nel memorizzare alcune regole comuni dei sistemi linguistici con cui interagiamo più spesso.

Così, risulta comodo tenere a mente che in francese l’accento tonico cade sull’ultima sillaba, come osserviamo nel lemma “merci” (ovvero “grazie”, pron. “mersì”), riapplicabile al cognome dello scrittore François Morlupi (pron. “Morlupì“); oppure che in tedesco il dittongo “eu” si pronuncia “oi” , esattamente come succede nel caso di Sigmund Freud, che verrà letto “Froid“.

Un consiglio di massima riguarda anche lo spagnolo, nel quale la “g” e la “j” si pronunciano sempre come una acca aspirata: Javier Cercas sarà dunque “Havier” Cercas, e parimenti Josefina de la Torre sarà “Hosefina” de la Torre.

E in russo? Ebbene, vi tornerà utile sapere che la lettera “ё” si legge “jò”, ed è pertanto diversa dalla semplice vocale “e” (che si legge ““). Ecco allora spiegato come mai Dostoevskij di nome non farà “Fèdor”, essendo scritto Fёdor, bensì “Fiòdor“. Semplice, no?

Consultare dei siti di pronuncia affidabili

E, se questo non fosse sufficiente, non perdete le speranze: per le lingue più complesse, o più lontane foneticamente dalla nostra (come per esempio il giapponese, il cinese e l’arabo, o fra quelle dell’Unione Europea il polacco, il rumeno e lo svedese), esistono delle risorse online ad hoc.

La prima che vi segnaliamo è italiana e si chiama Come si pronuncia?: si tratta di un portale pronto a fornirvi varie informazioni sull’oggetto della vostra ricerca al di là della sua pronuncia, che comunque rimane piuttosto affidabile.

Il secondo sito è invece in inglese, ma è semplice e intuitivo da usare e, pur richiedendo una rapida registrazione gratuita, garantisce una precisione sorprendente: si chiama Names shout ed è suddiviso per lingue, oltre a proporvi sempre la clip audio di un parlante nativo.

Non fidatevi troppo, invece, di traduttori automatici dei motori di ricerca, perché il loro sistema sì che potrebbe rivelarsi fallace, o non ancora sottoposto a revisioni puntuali parola per parola. D’altronde, come diceva Federico Fellini, ogni lingua è “una diversa visione della vita“, ecco perché è importante rispettarle tutte il più possibile in ogni contesto.

Fotografia header: GettyEditorial 01-06-2021

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