Lo scrittore e insegnante Enrico Galiano riflette sulla delicata questione della salute mentale tra i giovani, partendo dal libro “La generazione ansiosa” di Jonathan Haidt. L’opera esplora l’impatto degli smartphone e dei social media sugli adolescenti di oggi, offrendo dati allarmanti che rivelano un drammatico aumento di ansia, depressione e autolesionismo. Galiano ci invita a considerare questa nuova realtà in cui “lo smartphone è la costante compagnia che ti fa alzare ansioso al mattino e addormentare (male) la notte. Un’ansia che non è il vecchio, conosciuto ‘ho dimenticato i compiti a casa’, ma piuttosto una voce che ti sussurra costantemente nelle orecchie: ‘Non sei abbastanza!’”

Dovete leggere questo libro: La generazione ansiosa (Rizzoli, traduzione di Lucilla Rodinò e Rosa Prencipe), di Jonathan Haidt.

Se siete genitori, insegnanti, se avete in qualche modo a che fare con ragazzi della generazione Z o Alpha, fatelo. Dopo, il modo in cui guarderete ai ragazzi non sarà più lo stesso.

Intanto, provo a riassumere io per voi i passaggi principali.

Dunque, immagina di essere un adolescente, oggi.

Sei circondato da notifiche, like, commenti e storie di Instagram. Suona divertente? Forse, se il divertimento fosse una montagna russa che ti butta giù ogni volta che ci sali.

Per le Generazioni Z e Alpha, lo smartphone è la costante compagnia che ti fa alzare ansioso al mattino e addormentare (male) la notte. Un’ansia che non è il vecchio, conosciuto “ho dimenticato i compiti a casa”, ma piuttosto una voce che ti sussurra costantemente nelle orecchie: “Non sei abbastanza!

La generazione ansiosa

Il libro di Jonathan Haidt lo definisce chiaramente: la Generazione Z è stata la prima ad attraversare l’adolescenza con uno smartphone in tasca: ecco perché è anche la più colpita da ansia, depressione e solitudine. Dal 2012, i tassi di ansia e depressione tra i ragazzi statunitensi sono aumentati vertiginosamente, soprattutto per le ragazze. Le adolescenti di oggi hanno visto quasi triplicarsi il tasso di autolesionismo non fatale in pronto soccorso tra il 2010 e il 2020, mentre per le adolescenti più grandi il tasso è raddoppiato.

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Secondo Haidt, gli smartphone stanno modificando radicalmente il modo in cui i ragazzi vivono, producendo quattro effetti principali:

1. Deprivazione sociale: gli adolescenti trascorrono in media oltre 7 ore al giorno su attività ricreative online, un tempo che ha rubato letteralmente la scena ai momenti con gli amici in persona, crollati da circa 122 minuti al giorno nel 2012 a 67 minuti nel 2019. L ‘effetto è stato amplificato dalla pandemia, ma il problema era già evidente prima del Covid.

2. Privazione di sonno: gli adolescenti dormono meno e peggio, disturbati dalle notifiche e dalla luce blu. Risultato? Ansia, depressione, irritabilità e una capacità cognitiva ridotta.

3. Frammentazione dell’attenzione: i continui stimoli digitali interferiscono con lo sviluppo delle funzioni esecutive, rendendo i ragazzi meno capaci di concentrarsi, pianificare e gestire le distrazioni.

4. Dipendenza: esattamente come per le slot machine, i social sono progettati per “agganciare” gli utenti. Il rilascio continuo di dopamina crea una spirale di desiderio mai soddisfatto, che porta una dipendenza psicologica.

L’effetto su ansia e depressione

Guardando ai dati, non ci sono dubbi sull’impatto negativo dello smartphone sulla salute mentale.
Il tasso di episodi di depressione maggiore fra le ragazze adolescenti è aumentato del 167% dal 2010 al 2021, una cifra che evidenzia quanto radicalmente sia cambiata l’esperienza adolescenziale.

Verso una cintura di sicurezza digitale?

Ricordate quando le cinture di sicurezza non erano obbligatorie? Io sì. E ricordo perfettamente l’insofferenza con cui fu introdotta questa norma: anche se poi è servita a salvare migliaia di vite umane.
Haidt lo dice chiaro e tondo: dobbiamo fare lo stesso con gli smartphone, e introdurre delle cinture di sicurezza digitali, perché lo schianto può essere fatale per molti.
E avverte: aspettare ancora sarebbe un errore irreparabile. Come molti paesi stanno già facendo, è necessario impedire che un oggetto così pericoloso cada nelle mani degli adolescenti troppo presto.

Conclusione: serve agire ora

Forse è arrivato il momento di riconoscere che uno smartphone in tasca non è innocuo. Proprio come non lasceremmo i nostri figli liberi di guidare senza cintura, non dovremmo lasciarli navigare in un mondo digitale in cui naufragare non è dolce, ma potenzialmente fatale.

I dati sono chiari, e la salute mentale dei nostri ragazzi lo è ancora di più.

Adesso sta a noi decidere se vogliamo davvero proteggerli.

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L’AUTORE – Enrico Galiano, insegnante e scrittore friulano classe ’77, in classe come sui social, dove è molto seguito, sa come parlare ai ragazzi.

Dopo il successo di romanzi (tutti pubblicati da Garzanti) come Eppure cadiamo feliciTutta la vita che vuoiFelici contro il mondo, e Più forte di ogni addio, ha pubblicato un libro molto particolare, Basta un attimo per tornare bambini, illustrato da Sara Di Francescantonio. È poi tornato al romanzo con Dormi stanotte sul mio cuore, e sempre per Garzanti è uscito il suo primo saggio, L’arte di sbagliare alla grande.

Con Salani Galiano ha quindi pubblicato la sua prima storia per ragazzi, La società segreta dei salvaparole. Ed è poi uscito, ancora per Garzanti, il suo secondo saggio, Scuola di felicità per eterni ripetenti. Dopo il romanzo Geografia di un dolore perfetto, è tornato in libreria con Una vita non basta… E ora ha pubblicato con Salani il suo nuovo libro per ragazzi,
L’incredibile avventura di un super-errore.

Qui è possibile leggere tutti gli articoli scritti da Galiano per il nostro sito, con cui collabora con costanza da diversi anni (anche in versione video, su Instagram e TikTok).

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