“Una storia di donne alla ricerca del proprio destino in un’Italia che guarda al futuro con occhi nuovi…”. Quattro ragazze, quattro sorelle, nel Salento degli anni ’60: in arrivo “Gli anni in bianco e nero”, il terzo libro di Francesca Giannone, dopo i bestseller dei romanzi “La portalettere” e “Domani, domani” – La trama e i particolari

Autrice di bestseller come La portalettere e Domani, domani, Francesca Giannone il 26 maggio torna in libreria per Nord con il suo nuovo libro, il romanzo Gli anni in bianco e nero, edito come sempre da Nord e presentato come “una storia di donne alla ricerca del proprio destino in un’Italia che guarda al futuro con occhi nuovi“, “una storia di sogni ostinati che, piano piano, accendono di colore le loro vite”.

Gli anni in bianco e nero di Francesca Giannone

Parliamo di un’autrice da oltre 800mila copie (del resto, l’esordio di Giannone, La portalettere, tradotto in 44 Paesi, è stato il romanzo più venduto del 2023, e ha vinto il Premio Bancarella e il Premio Amo Questo Libro, mentre il successivo Domani, domani è stato tra i più letti nel 2024).

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La trama di Gli anni in bianco e nero

Al centro della trama di Gli anni in bianco e nero, libro che porta nel Salento degli anni ’60, troviamo Maria, Giovanna, Ada e Mimì: quattro ragazze, quattro sorelle.

Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell’ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nella Puglia di quel periodo, come nel resto d’Italia, le donne devono restare al loro posto. Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa.

Raccontare è resistere

Così, mentre tutt’intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. E Mimì filma tutto.

Copertina del libro Domani, domani di Francesca Giannone, una delle saghe familiari arrivate in questi anni in libreria

Non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un’impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio “normale” eppure pieno di incertezze. Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. “Perché raccontare è resistere. Perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori”.

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L’autrice salentina, laureata in Scienze della Comunicazione, ha studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. A Bologna ha curato la catalogazione dei trentamila volumi dell’Associazione Luigi Bernardi, frequentando il corso biennale di scrittura della Bottega di Narrazione Finzioni.

Copertina del libro La portalettere di Francesca Giannone, una delle saghe familiari arrivate in questi anni in libreria

“Ho sentito dire che ogni storia è il racconto di qualcuno che arriva in un posto o di qualcuno che se ne allontana. Non so se è vero, o perlomeno se lo è sempre. Ho la sensazione che certi racconti comincino e finiscano con chi resta. Tutti gli avvenimenti che mi hanno portato qui, ora, al binario numero tre, narrano di una storia iniziata con quattro ragazze che erano sempre state lì, in un mondo in bianco e nero”.

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