Dopo quasi 10 ore di riunione, il Cda di Rcs, "pur riservandosi ogni decisione sulla cessione della partecipazione", ha deliberato all’unanimità di dare mandato all’Ad Jovane "per proseguire nella trattativa" con Mondadori per l'area Libri, "e nella definizione degli aspetti contrattuali". Appuntamento a settembre, al rientro dalle vacanze... - Tutti i dettagli

Sarà che se ne parla da troppi mesi. Sarà che siamo a fine luglio, e (anche in rete) c’è voglia di staccare la spina. Sta di fatto che, dopo settimane di retroscena, tensioni, decisioni rimandate, si è arrivati al decisivo Cda di Rcs per discutere, tra l’altro, la vendita dell’area Libri a Mondadori (da tempo data per scontata da gran parte degli addetti ai lavori), nel silenzio generale.

Lontane le polemiche di inizio anno, con tanto di appello (firmato da Umberto Eco e altri scrittori e intellettuali); lontano il dibattito sui rischi (numeri alla mano) che il mercato librario correrebbe con l’avvento del colosso “Mondazzoli”; lontani i diversi punti di vista sull’argomento pubblicamente manifestati dal ministro dei Beni Culturali Franceschini e dal premier Renzi; lontane le dichiarazioni di scrittori, editori e librai pronti a invocare l’intervento dell’Antitrust in caso di acquisizione (in fondo trovate il nostro speciale, con interviste, analisi, indiscrezioni; ndr); al contrario, sempre presente, sullo sfondo, la preoccupazione dei lavoratori di entrambi i gruppi per i possibili tagli in vista.

In questo contesto, dicevamo, si è arrivati al Cda (“fiume”, come si dice in questi casi) odierno, cominciato in mattinata in via Rizzoli e durato quasi 10 ore, per approvare la semestrale e affrontare, tra l’altro, la questione Mondadori. All’appuntamento si è giunti nel bel mezzo delle voci sul presunto addio (che non c’è stato, anzi) dell’Ad di Rcs, Pietro Scott Jovane (che in queste settimane ha dovuto fronteggiare non solo le tensioni interne, ma anche la pressione delle banche).

RCS LIBRI – Alla fine, come si legge nel comunicato, “il Consiglio, nell’ambito delle più ampie valutazioni sulle strategia del Gruppo, ha preso atto della comunicazione pervenuta da Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. ad integrazione dell’offerta inviata in data 29 giugno 2015 in relazione alla quota di partecipazione in RCS Libri S.p.A. e – pur riservandosi ogni decisione sulla cessione della partecipazioneha deliberato all’unanimità di dare mandato all’Amministratore Delegato per proseguire nella trattativa e nella definizione degli aspetti contrattuali”. Fiducia, dunque a Jovane. E trattativa con Segrate che subisce l’accelerazione decisiva (per poi concludersi molto probabilmente a settembre, al rientro dalle vacanze).

RADIO – Nell’ambito del previsto piano di cessione di asset non core, Rcs comunica poi “di avere sottoscritto in data odierna con Blue Ocean S.r.l. – società espressione di una cordata di imprenditori italiani –  un contratto preliminare di vendita della propria quota di partecipazione del 44,45% in Gruppo Finelco. Il prezzo è pari a 21 milioni di Euro, che saranno corrisposti al closing della transazione (previsto entro settembre 2015), più un’ulteriore somma pari a 1 milione, legato al verificarsi di alcune condizioni entro il 31 dicembre 2015″.

APPROVATO IL PIANO STRATEGICO – Il Consiglio, inoltre, “ha approvato all’unanimità il Piano Strategico del Gruppo Rcs sulla base delle linee guida già comunicate al mercato e di seguito riassunte. Oltre alla conferma della già forte presenza nel settore News, articolato in News Italia – grazie alla forza del Sistema Corriere della Sera e ai Sistemi Verticali – e News Spagna Spagna – attraverso El Mundo e Expansión, il Gruppo rafforzerà la presenza nel settore Sport attraverso la creazione di una specifica unità di business, che riunirà tutte le attività dei Sistemi La Gazzetta dello Sport e Marca nonché le attività di organizzazione di eventi sportivi di RCS Sport e Last Lap. Il piano della nuova unità di business Sport prevede nel tempo la progressiva estensione internazionale delle attività del Settore Sport. In questo quadro, il Gruppo RCS punta al raggiungimento di una profittabilità in linea con quella dei migliori operatori internazionali del settore, nonché alla piena sostenibilità della propria struttura finanziaria. Il Piano Strategico verrà presentato nel corso del prossimo mese di settembre“.

I NUMERI DEL SEMESTRE – Quanto ai ricavi netti consolidati di Gruppo, come si legge all’inizio del comunicato, si attestano a 591,9 milioni di Euro (611,1 milioni nel pari periodo 2014): “la variazione è da attribuirsi principalmente all’andamento dei ricavi pubblicitari, penalizzati dall’andamento di mercato e dal confronto con il 2014 che beneficiava dell’effetto generato dai Mondiali di Calcio e dalle edizioni speciali di Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport, mentre i ricavi editoriali si mantengono complessivamente stabili, grazie al buon andamento dei collaterali e agli aumenti di prezzo che hanno compensato i trend diffusionali di mercato.  L’EBITDA pre oneri e proventi non ricorrenti è positivo per 5,1 milioni di Euro, confrontandosi con un risultato negativo per 4,2 milioni nel pari periodo dell’anno precedente: il miglioramento di 9,3 milioni recepisce il positivo andamento delle principali aree di Business e beneficia anche delle continue azioni di efficienza, mentre risente dei costi relativi al lancio del canale Gazzetta TV e del confronto con il 2014, anno caratterizzato dai sopracitati fenomeni quanto a ricavi e relativi margini. Al netto di tali fenomeni l’EBITDA pre oneri e proventi non ricorrenti registrerebbe un miglioramento di oltre 20 milioni di Euro rispetto al primo semestre 2014. L’EBITDA post oneri e proventi non ricorrenti evidenzia un miglioramento di oltre 26 milioni di Euro, passando da -29,2 milioni di Euro del primo semestre 2014 a -3 milioni di Euro al 30 giugno 2015. L’indebitamento finanziario netto si attesta a 526,3 milioni di Euro (518,2 milioni al 30 giugno 2014) e – pur risentendo dell’assorbimento di cassa per la stagionalità del primo semestre – evidenzia un significativo miglioramento della gestione tipica per circa 30 milioni di Euro rispetto al pari periodo 2014″.

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